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TORINO 2006: UN’OTTIMA OCCASIONE (PERSA) PER LA PROMOZIONE DELLA GASTRONOMIA ITALIANA

Di pecoranera (del 07/11/2005 @ 00:12:27, in Considerazioni)


Sono ormai diversi giorni che nei forum e nei blog di settore impazza la polemica per il fatto che McDonald’s sarà il ristorante ufficiale della manifestazione olimpica che si svolgerà nel 2006 a Torino.
Penso che qualsiasi appassionato del buon mangiare non possa che inorridire di fronte a questa notizia: l’occasione era ghiottissima, si sarebbe potuto usare la vetrina olimpica per promuovere una delle poche eccellenze che ci sono rimaste, quella gastronomica nella fattispecie, con conseguente ritorno economico e di immagine. Si pensi all’impulso che avrebbe potuto avere il made in Italy gastronomico nel Mondo oppure al sostegno che si sarebbe potuto dare alla domanda turistica, ora che la gastronomia sembra stia diventando un elemento che sempre più persone tengono in considerazione nella scelta di una destinazione di vacanza.
Invece niente, Torino 2006 veicolerà l’immagine del Big Mac accanto a quella di atleti formidabili, come se questi ultimi le energie le trovassero nei cibi del fast food! Veramente bello l’insegnamento per le nuove generazioni, già attratte per altri, molteplici motivi da questo cibo spazzatura.
I motivi della scelta di McDonald’s sono ovviamente economici. Ogni edizione dei giochi olimpici prevede la presenza di un comitato organizzatore e una serie di sponsor, divisi in più fasce: con i soldi di questi ultimi, in aggiunta ai diritti televisivi e al merchandising, viene finanziato il comitato. Nel caso di Torino 2006 il comitato organizzatore è il TOROC e uno dei Worldwide parter è appunto McDonald’s. Ora, leggendo dal sito internet della manifestazione, fra i compiti del TOROC ci dovrebbero essere quelli di lanciare Torino e le sue montagne nel mondo e di valorizzare l'Italia e unire le culture. Sicuramente, dal punto di vista gastronomico, l’intento di unire le culture è riuscito, peccato che ci si sia uniformati al peggio…, mentre per quanto riguarda gli altri aspetti, sopra ho già espresso il mio pensiero.
Purtroppo questo sopra riportato non è altro che un’evidenza di una tendenza chiara e generale: se ci si affida esclusivamente a leggi di mercato, senza regolamentazioni o altri accorgimenti, l’unica legge che prevale è quella del profitto, per di più nel maggior parte dei casi a brevissimo termine. Ovviamente di questo profitto solamente le briciole vengono ridistribuite ed è così che aumenta la sperequazione economica fra le persone. Ritornando con i piedi per terra, o con le gambe sotto il tavolo se preferite…, nel caso di Torino 2006 ci sarebbe voluta, a mio avviso, una presa di posizione forte da parte delle istituzioni, tale da imporre la “visione gastronomica” italiana, e in particolare piemontese, come naturale cornice ai giochi olimpici.
Ma questo presupporrebbe lungimiranza…
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