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GRADITE UN APERITIVO?
C’è una frase nel mondo dell’alta ristorazione che è ormai diventata un tormentone; pronunciata dal cameriere di turno, appena seduti al tavolo e prima della consegna dei menù, suona in più modi, simili fra loro. Si va dal “Gradite un aperitivo?” al “Possiamo portare un aperitivo?” oppure a “Iniziamo con un aperitivo?”.Perché parlarne? Tutto sommato sembra un atto di cortesia verso l’avventore, il metterlo a proprio agio con delle bollicine. Lo sarebbe, se queste venissero offerte, ma in presenza delle frasi suddette, nel 99% dei casi abbiamo poi ritrovato nel conto tale “cortesia”.A mio parere questo modo di comportarsi è poco corretto e trasparente verso l’avventore, in quanto lo si mette di fronte ad una scelta con una palese asimmetria informativa: il cameriere conosce il prezzo dell’aperitivo, il cliente no! Si potrebbe obiettare che il costo uno può sempre chiederlo, ma ci sono molte situazioni in cui questo è “imbarazzante”.Restringendo la nostra analisi al panorama enogastronomico romano, possiamo assicurarvi che ad altissimi livelli quasi tutti si comportano così, a partire dal pluristellato Heinz Beck, con i suoi 19 euro per una flûte di Champagne, per arrivare a Il Pagliaccio di Anthony Genovese. Per non parlare di una recente esperienza da Narciso, deludente ristorante a Via Sistina, dove il “gradite un aperitivo” ha inciso per 16 euro a testa nel conto! Visto questo malcostume dilagante, ci piace segnalare tre ristoranti di altissimo livello nei quali l’aperitivo viene direttamente offerto (scelta che, visti i prezzi, ci sembra la più corretta): Antonello Colonna a Labico, il Tordo Matto a Zagarolo e, fuori regione, Vissani a Civitella del Lago.
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