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VENDITORI PORTA A PORTA...
Sono già diversi i post apparsi in rete sulla puntata di Porta a Porta dedicata, almeno in parte, all'uscita della Guida Michelin 2008. Non mi dilungherò sul carattere nazional-popolare della trasmissione, né sulla deriva qualunquista di quel fine pensatore che risponde al nome di Mario Capanna (sottotitolo: come banalizzare un dibattito serio sugli OGM) e neppure sulla presunta taccagneria di Renato Mannheimer. Che poi Simona Izzo più che di spezie (imbarazzante il pezzo sul cardamomo) fosse esperta di facezie lo avevo sempre sospettato e poco mi interessa se da Trussardi alla Scala sanno o non sanno preparare un piatto per quattro persone con meno di 10 euro. Insomma che siano i Vespa, o meglio che i Vespa siano, a parlare di enogastronomia in modo superficiale, screditando il mondo delle guide e mortificando seri professionisti come i ristoratori presenti, non mi piace, ma non mi sarei aspettato alcunché di diverso.
Mi andava invece di approfondire il discorso sulle guide. E' evidente che un passaggio su RAI 1 dà notorietà e quindi tutti erano presenti per promuovere il loro prodotto. Galloni, portavoce della Michelin, è stato giustamente attaccato da tutti, Vizzari, Paolini e, soprattutto, Bonilli. Insostenibili le valutazioni della Rossa, soprattutto se rapportate a quelle fatte in altri Paesi (ormai tutti sanno delle 5 tre stelle assegnate in Italia, contro le 9 in Germania e le 8 a Tokio). Ma che la guida translpina non nutrisse simpatie per il Bel Paese era fatto noto. Soffermiamoci invece su un'affermazione di Galloni: "i nostri ispettori vanno in completo anonimato nei ristoranti". Sagace la replica di Bonilli, che ha affermato di aver mangiato in un ristorante in Alto Adige seduto al tavolo con un ispettore Michelin e che lo chef ne era a conoscenza (alla faccia dell'anonimato!), non senza premettere un rassicurante "Galloni, che è un mio amico". Certo un episodio non inficia un modus operandi, bisogna solo sperare che sia isolato. Un fatto è certo: per la maggior parte del pubblico, la Rossa è la guida più autorevole e bisogna chiedersi il perché, visto che è così "avara" verso la nostra ristorazione ed è molto stringata nelle descrizioni dei locali. Insomma, appare palese, per lo meno per il sottoscritto, che in termini di prodotto, Gambero Rosso e Espresso sono superiori. Allora perché è considerata la migliore? Essere stata la prima è sicuramente un vantaggio, ma non penso sia tutto qui. Una spiegazione può anche essere che le grandi guide nostrane sono piene di contraddizioni a monte che ne minano la credibilità. Ho visto con i miei occhi un ispettore dell'Espresso mangiare da Antonello Colonna con lo chef sempre al tavolo a spiegare i piatti e interloquire amabilmente con lui, così come è noto che lo stesso Colonna ha pubblicato un libro con il Gambero Rosso. Ricordiamoci poi una cosa: sia il Gambero Rosso che l'Espresso accettano pubblicità di ristoranti e produttori di vino e poi nelle guide danno loro i voti; per non parlare delle cene e degli eventi organizzati insieme... Insomma, attaccare la Michelin è giusto e sacrosanto, ma a volte è importante anche vedere da che pulpito viene la predica...
In ogni caso, alla fine l'impressione che secondo me il telespettatore ha avuto è stata quella di un settore autoreferenziale, dove, come nella vecchia politica, tutti si beccano e poi alla fine brindano insieme...insomma sembravano culo e camicia, pardon, salsiccia!
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