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UN PO’ DI PUDORE, PER FAVORE…
Rieccomi qui a commentare per l'ennesima volta la campagna di lancio della guida dei ristoranti di Roma di Repubblica. Senza entrare nel merito del prodotto, e ce ne sarebbe da dire visto che tutte le schede virano al positivo senza giudizi di sorta (a che serve una guida così, mi chiedo?), quello che mi risulta proprio indigesto è come viene effettuata la promozione della pubblicazione. Mi sono occupato già due volte in questo blog della vicenda qui e qui, ma credo sia opportuno ritornarci su.
Veniamo ai fatti. A pagina 15 della cronaca romana de La Repubblica di venerdì 8 giugno, la celebre giornalista enogastronomica Francesca Alliata Bronner intervista Giancarlo Casa, patron dell'ottima pizzeria "La Gatta Mangiona". Tanti convenevoli, ma nulla di male fino all'ultima domanda/risposta che riportiamo integralmente:
F.A.B.: Ma lei quando porta a cena fuori sua moglie e sua figlia (entrambi disegnatrici dei gatti che colorano il suo locale) dove va a mangiare la pizza?
G.C.: Sono molto curioso delle nuove aperture e cerco di visitarle anche per confrontarmi. Sfogliando in questi giorni la Guida di Repubblica Ristoranti di Roma 2007-2008 ho scoperto, cercanto (è scritto così...) tra le tante novità ben evidenziate in rosso, quanti nuovi indirizzi d'arte bianca Roma ha acquisito nell'ultimo anno. E su ogni segnalazione sto trovando solo conferme.
Penso che ogni commento sia superfluo, ma per completezza di informazione vi riporto un passo della Carta dei Doveri del Giornalista dell’8 luglio 1993, che sotto la voce Informazione e pubblicità, afferma che ”i cittadini hanno il diritto di ricevere un’informazione corretta, sempre distinta dal messaggio pubblicitario e non lesiva degli interessi dei singoli. I messaggi pubblicitari devono essere sempre e comunque distinguibili dai testi giornalistici attraverso chiare indicazioni. Il giornalista è tenuto all’osservanza dei principi fissati dal Protocollo d’intesa sulla trasparenza dell’informazione e dal Contratto nazionale di lavoro giornalistico; deve sempre rendere riconoscibile l’informazione pubblicitaria e deve comunque porre il pubblico in grado di riconoscere il lavoro giornalistico dal messaggio promozionale”.
Secondo voi nell'intervista riportata in parte sopra, si è fatta corretta informazione? Secondo me no, ma sono pronto a ricredermi di fronte ad argomentazioni valide.
P.S.: la guida in questione sta registrando il tutto esaurito...
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