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IL SERVIZIO CONTEGGIATO A PARTE? UN DISSERVIZIO…
Ieri, prendendo a pretesto la giornata di festa, sono tornato in uno dei migliori ristoranti umbri, Il Cantico di Ferentillo in Valnerina, ospitato nella bella Abbazia di San Pietro in Valle.Bella mangiata, giornata all’insegna di un piacevole relax, strade tortuose da “guidare” con il vento fra i (pochi) capelli rimasti.In questo contesto piacevole, c’è stata solo una nota stonata: il 10% di servizio nel conto! E’ evidente che il servizio abbia un costo, ma lo ha anche l’affitto, le utenze, e via dicendo. Sono tutta una serie di costi fissi o variabili che comunque vanno imputati nei prezzi dei piatti che, se fosse solamente per il costo delle materie prime, sarebbero un decimo di quelli riportati in carta.Allora perché spalmare sul prezzo delle portate, giustamente, tutti questi costi e non il servizio? L’unica risposta che mi sono dato è che così quel 10% in più (a volte ci è capitato anche il 15%) non viene considerato dall’avventore al momento dell’ordinazione con conseguente teorica miglior propensione alla stessa. Visto che non penso che la domanda sia così elastica rispetto al prezzo e che quindi l’incremento di piatti ordinati per via del prezzo minore sia destinato a rimanere ipotetico, in realtà questa mossa ritengo possa portare solamente dei danni d’immagine al ristoratore stesso e nessun beneficio.Ciò detto, come cliente non mi sento truffato in quanto sia che lo spalmino prima nei prezzi, sia che lo mettano alla fine nel conto, comunque il costo del servizio lo devo pagare. Chi in realtà subisce un disservizio da una sua stessa scelta è il ristoratore…
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