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Non ci si arriva per caso in questo paese abbarbicato a 900 metri di altitudine raggiungibile dopo 7 chilometri di curve lasciata la Tiburtina Valeria all’altezza dell’uscita Vicovaro-Mandela dell’A24; fra coloro che intraprendono il viaggio, non pochi sono quelli che lo fanno per raggiungere Il Saraceno, ristorante che già dall’aspetto infonde una sensazione di “genuinità”. Pavimenti in marmo, pareti rivestite di legno scuro, attrezzi di rame e camino acceso nei mesi invernali sono il giusto complemento ad una cucina di sostanza, che propone piatti della tradizione realizzati con misura e con l'uso di ottime materie prime, carne in primis. La carta dei vini è sbilanciata giustamente verso i rossi, con un discreto numero di etichette suddivise per regione e ricaricate il giusto; completano la cantina un buon numero di vini dolci e una vasta scelta di distillati. Discorso a parte per il servizio, svolto in prima persona dalla titolare si rivela professionale e cortese, anche se i tempi di attesa, complici preparazioni espresse, sono un po’ dilatati. La nostra ultima esperienza è cominciata con delle calde bruschette al lardo d'Arnad accompagnate da una flûte di bollicine, il tutto gentilmente offerto. Partenza vera e propria con una buona burrata pugliese DOP e radicchio trevigiano grigliato a cui abbiamo fatto seguire dei primi davvero gustosi: delle fettuccine al ragù alla bolognese fatte a regola d’arte e degli equilibrati gnocchetti con porcini, asparagi e castelmagno. Fra i secondi un imperdibile ossobuco alla milanese, ovviamente senza pomodoro ma con la gremolada (trito di prezzemolo e aglio con l'aggiunta di scorza di limone grattugiata), un tenero abbacchio alla scottadito e una faraona al cartoccio leggermente asciutta; abbiamo accompagnato il tutto con delle buone patate al forno, saporite e non unte. In chiusura un fresco tiramisù con il caffè in giusta evidenza e dei tozzetti serviti con un ottimo passito di Pantelleria, che hanno anticipato il caffè, anch’esso ben fatto e dal buon aroma. Piccolo consiglio finale: ora che il tempo sta volgendo al meglio, vi consigliamo di prenotare nella bella terrazza che vi permetterà di desinare con vista sulla vallata.
Semaforo rosso per questo ristorante di Monteverde che ha subito un sensibile peggioramento in cucina rispetto alla nostra ultima visita. La location è sempre allegra e accogliente con le macchinine colorate incastonate nel pavimento e i tavoli ben distanziati l’uno dall’altro. Il servizio, prevalentemente svolto da giovani, è simpatico e cordiale anche se un po’ distratto come nel portare, sfalsate di qualche minuto, le pietanze ordinate. Purtroppo abbiamo dovuto constatare molte defaillances nella preparazione dei piatti che volevano essere fantasiose varianti di una cucina romana-tradizionale e che invece si sono rivelati mal riusciti. Altra nota dolente l’assenza di una lista dei vini, con le poche etichette elencate sul menù senza l’indicazione dell’annata. Peccato, perché il ristorante vanta un’offerta davvero ampia con innesti anche dalla cucina orientale e egiziana, la pizza e la carne cotta su pietra lavica tutto in porzioni davvero abbondanti. Iniziamo bene la nostra cena con un “antipasto del deserto” con zucchine e melanzane sia gratinate che arrostite, con un gustoso formaggio arabo e una sfiziosa salsa piccante. Che delusione dai primi piatti, entrambi ben oltre il limite di cottura: se la carbonara al lardo di Colonnata si presentava con un discreto amalgama, l’amatriciana con pecorino di fossa era di una sapidità oltre i limiti consentiti (con il formaggio a prevalere sul resto) e la quasi totale assenza del guanciale. Come secondi piatti, abbiamo assaggiato una scamorza arrostita con prosciutto dimenticabile e una buona salsiccia cotta sulla pietra lavica con contorno di patatine. Per fortuna abbiamo concluso bene la nostra cena con i fagottini fritti ripieni di nutella ed un amaro gentilmente offerto dalla casa.
Gelateria dei Gracchi Via dei Gracchi, 272 (Prati) - Tel.: 06/3216668 Il nome della gelateria deriva da quello della via che la ospita, Via dei Gracchi per l’appunto, in pieno rione Prati, a due passi dalla fermata Lepanto della linea A della metropolitana. Alta qualità degli ingredienti, assenza di coloranti e additivi e stagionalità delle materie prime per un gelato che più naturale non si può. Da provare assolutamente il pistacchio (con il quale viene fatta anche un’ottima granita), lo zabaione, il cioccolato fondente e altri gusti più originali come datteri, pera e ricotta, mela e cannella, sia nelle coppette che nei coni; è disponibile anche il gelato per celiaci. Per chi abita a Roma nord, segnaliamo che da qualche anno è aperta anche la sede di Viale Regina Margherita, all’altezza di Via Alessandria. Entrambe le gelaterie sono aperte sette giorni su sette con orario continuato.
Pasta con polipo e patate novelle Ingredienti per 4 persone: 350 gr di pasta tipo "penne", 10 patate novelle piccole, 1 polipo da 600 gr, 2 spicchi d'aglio, 1 cipolla rossa piccola, 2 cucchiai di prezzemolo e rosmarino, olio extravergine di oliva, sale e pepe Preparazione: Lavate con cura sotto l'acqua corrente il polipo, mettetelo in una capace pentola con abbondante acqua bollente, cuocetelo coperto a fuoco basso per 50 minuti e lasciatelo intiepidire nel liquido di cottura. Sbucciate le patate, lavatele, tagliatele a piccoli pezzi e mettetele man mano a bagno in acqua fredda. Sbucciate e affettate sottile la cipolla e rosolatela a fuoco dolce in un tegame antiaderente con 3 cucchiai di olio e l'aglio. Unite le patate, scolate e asciugate con un canovaccio, le erbe, sale e pepe e continuate la cottura fino a farle dorare. Intanto private il polipo degli occhi con un coltellino, poi del becco, spingendolo verso l'alto, quindi asportate la pelle, che verrà via facilmente, e tagliatelo a pezzetti. Quando le patate saranno cotte, aggiungete il polipo, mescolate e lasciate insaporire per qualche istante. Lessate la pasta in abbondante acqua salata, scolatela al dente, versatela nel tegame con il condimento e fatela saltare a fuoco vivace per un minuto, aggiungendo eventualmente un filo di olio. Spolverizzate infine con pepe macinato al momento e servite. Questa ricetta è tratta da Chef 4.0, un programma Tekworks che contiene oltre 27.000 ricette, scaricabile gratuitamente dal nostro sito all'indirizzo www.romanelpiatto.it/chef.asp. Scaricalo subito, approfittane!!!
Come ogni anno torna puntuale l'appuntamento per l'ultima domenica di maggio con questo evento ormai diventato un must irrinunciabile per gli appassionati di vino. Protagoniste saranno le cantine aderenti al Movimento Turismo del Vino, associazione diffusa capillarmente in quasi tutta la Penisola, che metteranno a disposizione di migliaia di visitatori non solo i loro vini, ma anche le loro strutture, con una vastissima serie di eventi. Per chi vuole restare nel Lazio, consigliamo di prendere visione della pratica brochure realizzata dalla delegazione regionale del Movimento. Per ulteriori approfondimenti sulle diverse iniziative realizzate cantina per cantina, non vi resta che visitare il sito www.mtvlazio.it.
Terroir Vino (Genova - 7 giugno 2010) Non è proprio dietro l'angolo, ma a tutti gli appassionati di vino della nostra regione consigliamo di fare almeno un pensierino ad andare a Genova per prendere parte a questa manifestazione. Sono tante le peculiarità che la distinguono dalle altre, prima fra tutte il fatto che è nata dalla passione di Filippo Ronco, un laureato in legge che dovendo scegliere fra la giurisprudenza e il vino non ha avuto dubbi, puntando sul secondo. E così nel 2000 ha creato tigulliovino.it (uno dei primi wine magazine on-line) e poi tanti altri progetti (es.: vinix.it e vinoclic.it) sempre web oriented; da qualche anno ha pensato di proporre in un meeting annuale il meglio delle aziende degustate dalla commissione di Tigullio Vino e dobbiamo dire che l'organizzazione è davvero impeccabile. Terroir Vino si svolge nella sola giornata di lunedì 7, con la mattina dedicata ai soli operatori e il pomeriggio (dalle 14.30) con l'ingresso del pubblico (chiusura alle 20.00), ma chi sarà a Genova dal giorno prima potrà partecipare al Vinix Unplugged Unconference, un'occasione di incontro informale in cui chi lo vorrà, previa registrazione, potrà parlare di temi legati all'enogastromia e al web scambiando così idee con gli altri partecipanti. La sede di questi eventi è il Porto Antico della città, precisamente i Magazzini del Cotone. Mai come in questo caso per avere informazioni a iosa è sufficiente visitare il sito www.terroirvino.it
Cucina di sostanza sotto il castello: dal pesce al maiale gusti di una volta Simone Cargiani, 25 maggio 2010
Sotto i palazzoni della Bufalotta tavola che non delude e buon vino Fernanda D'Arienzo, 25 maggio 2010
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