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Giovane osteria rinata dalle ceneri di un antico capanno, in pochi anni ha destato interesse e curiosità. L'edificio originario diversi anni fa si trovava in aperta campagna, mentre ora è circondato da palazzine e condomini ma, all'interno, il restauro attuato ha saputo mantenere l'originale carattere rustico ed allo stesso tempo conferire calore alle varie sale, che risultano accoglienti anche in virtù della musica di sottofondo e delle immagini di piatti fumanti trasmesse dai moderni televisori. Durante la bella stagione si può usufruire del dehor che dà accesso alla cantina seminterrata usata per serate a tema e degustazioni enogastronomiche. La passione enologica si riflette nella carta dei vini ben strutturata e costantemente aggiornata; giovane ed impeccabile, il servizio si muove con professionalità e naturalezza tra i tavoli. Il menù punta sulla stagionalità delle materie prime e per questo viene riadattato ogni mese lasciando libero sfogo alla spontaneità dello chef che mette in tavola preparazioni attente alle materie prime ed alla presentazione, mirate a stupire il palato con sapori tradizionali (del Centro Italia) rivisitati e reinventati con pochi colpi di pennello, senza voler strafare. Ma veniamo alla nostra esperienza. La cucina ci omaggia con un piccolo appetizer, bruschettina con mortadella e aceto balsamico, accompagnato da un calice di prosecco cui facciamo seguire un gentile tortino di broccolo e salsiccia, servito su salsa di formaggio e guarnito con germogli di soia freschi. Lieve flessione nei primi, nel complesso comunque buoni. Profumato, equilibrato, ma dalla cottura leggermente troppo al dente, il risotto con zucca, porcini e ciauscolo; poco espressivi i tortelloni agli asparagi con pomodorini e speck d’anatra. La cena migliora con il millefoglie di manzo e patate, tenera carne impreziosita da spezie e mosto cotto; gustosa pure la faraona ripiena di pane e ciauscolo servita con verdure al forno, sebbene da perfezionare nella presentazione. Chiusura squisita con tortino al cioccolato caldo con panna e pistacchi sbriciolati.
Aria romantica da neobistrot di campagna per questa nuova apertura in zona Montesacro. Dopo la veranda esterna, separata dalla strada da un cancello, troverete una sala unica arredata nei toni del giallo, dall'impatto un po' forte a causa delle luci non proprio soffuse. Cura e attenzione traspaiono da alcuni dettagli, ma qualcosa rimane da registrare, soprattutto in cucina: con una linea gastronomica piuttosto casalinga e senza guizzi di sperimentazione, un maggiore equilibrio in alcune preparazioni le renderebbe più solide e convincenti, anche a fronte di prezzi non proprio moderati (esempio, dessert a 7/8 euro). Nella nostra visita abbiamo iniziato dalla tortina con scarola, pinoli e capperi, con questi ultimi in eccessiva evidenza, preceduta da un apprezzabile benvenuto, un rustico ai broccoletti. Primi piatti a luci alterne: abbiamo infatti riscontrato un eccesso di olio aggiunto a finire il piatto. Ci sono piaciuti comunque i maltagliati al farro (bella consistenza) con pomodorini e lardo di Arnad, anche se questo lo avremmo preferito più croccante, discreti anche gli gnocchi (non di fattura casalinga) alla bottarga e pomodorini. Stesso olio in eccesso nel cartoccio di baccalà, comunque piacevole, ma con il pesce dalla consistenza un po’ fibrosa, mentre i bocconcini di maiale alle erbe aromatiche tendevano ad avere la carne leggermente asciutta. Sfizioso l’hummus servito con il baccalà, meno convincente il purè a fianco del maiale. Per finire una discreta crème brûlée penalizzata da un caramello troppo granuloso. Da encomiare il servizio, condotto con gentilezza e affabilità. La carta dei vini è compilata con dovizia di dettagli, indicando tipologia e regione: il panorama delle etichette riserva però poche sorprese.
Cioccolarium Corso Trieste, 74/76 - Tel.: 06/97994461 - Chiuso: Domenica e Lunedì mattina - www.cioccolarium.com Con il freddo di queste ultime settimane cosa c’è di meglio di una bella tazza di cioccolato fumante? La potrete gustare da Cioccolarium, una nuova bottega del cioccolato aperta da alcuni mesi su Corso Trieste oppure comprarvi tutto il necessario e prepararvela direttamente a casa vostra. Due belle e grandi vetrine lasciano intravedere gli interni moderni e luminosi. L’assortimento di prodotti è vasto: tavolette e cioccolatini in vari gusti e con diverse percentuali di cacao, dragée (molto buone quelle speziate alla cannella o al peperoncino), praline, creme spalmabili, gelato artigianale (non solo al cioccolato), piccole sculture di cioccolato come le caffettiere e i cucchiaini da sciogliere direttamente nel caffè accanto a liquori aromatizzati. Inoltre, ora che si avvicina la Pasqua, ci sarà anche un’ampia scelta di uova di cioccolato. Il negozio effettua l’orario continuato fino alle 19.30.
Gnocchi di patate alla verza Ingredienti per 4 persone: 1.000 gr di patate farinose, 200 gr di farina bianca, un cuore di verza, 2 tuorli d'uovo, 30 gr di parmigiano reggiano, 50 gr di burro, 50 gr di pancetta, scorza di limone grattugiata, alcune foglie di salvia, sale Preparazione: Lavate le patate e lessatele con la buccia. Lavate le foglie di verza e cuocetele per una decina di minuti in acqua bollente salata. Scolatele, strizzatele e tritatele. Quando le patate sono morbide, scolatele, togliete la buccia e passatele calde allo schiacciapatate lasciandole cadere in una terrina. Unite la verza, la farina, il formaggio, i tuorli, un grosso pizzico di sale e la scorza di limone, mescolate, impastate e suddividete il composto in bastoncini che ritaglierete in pezzetti di 2-3 cm e passerete su una forchetta per rigarli sistemandoli poi su un vassoio infarinato. Tagliate a dadini la pancetta, fatela soffriggere in metà burro, quindi unite la salvia ed il resto del burro senza farlo soffriggere. Cuocete gli gnocchi in acqua bollente, scolateli con un mestolo forato e conditeli man mano che vengono pronti con il condimento preparato. Servite a parte abbondante parmigiano grattugiato. Questa ricetta è tratta da Chef 4.0, un programma Tekworks che contiene oltre 27.000 ricette, scaricabile gratuitamente dal nostro sito all'indirizzo www.romanelpiatto.it/chef.asp. Scaricalo subito, approfittane!!!
Davvero imperdibile questa manifestazione di tre giorni (ha aperto i battenti ieri) ospitata nel Grand Hotel Parco dei Principi e pensata da Helmuth Köcher e Ian D’Agata, il primo presidente del Merano WineFestival, il secondo affermato giornalista del vino e responsabile per l'Italia dell'International Wine Cellar. L'idea è stata quella di portare la filosofia del famoso festival altoatesino nella Capitale, primo mercato nazionale del vino. Sarà presente l'eccellenza della produzione italiana selezionata direttamente dai due esperti, con degustazioni guidate e importanti convegni tematici su singoli vitigni (sangiovese, cabernet franc e riesling) a cui prenderanno parte enologi di fama internazionale. Il biglietto di ingresso alla manifestazione è di 20 euro per un giorno, 35 per 2 giorni e 50 per tutte e 3 le giornate, cifre pienamente giustificate dalla qualità delle aziende espositrici. Da pagare a parte le degustazioni guidate e i seminari. L'orario di apertura, identico nei tre giorni, è dalle 10 alle 22. Per informazioni potete chiamare il 334.8217992 oppure consultare il sito internet della manifestazione dove potrete trovare dettagli su espositori, esperti e convegni.
Un tocco di Mantova in collina Simone Cargiani, 25 gennaio 2010
Nuovo locale per la «Cacio e pepe» di Matteo Miscia Fernanda D'Arienzo, 25 gennaio 2010
La crisi ridisegna il panorama dei ristoranti della Capitale Simone Cargiani, 29 gennaio 2010
Da Ugo, tradizione generosa Simone Cargiani, 5 febbraio 2010
Asinocotto, bella scoperta a Trastevere Fernanda D'Arienzo, 5 febbraio 2010
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