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Le cime innevate dei Monti Simbruini fanno da sfondo al piccolo feudo di Paliano, situato in provincia di Frosinone. Concesso alla famiglia Colonna da Papa Martino V nel XV secolo, è proprio all’interno di uno dei palazzi appartenuti alla storica famiglia che ritroviamo la taverna omonima. Delle due sale disponibili, una è più raccolta, mentre l’altra, più grande, è caratterizzata da quadri moderni che creano un bel contrasto con le pareti bianche e il soffitto a volta. Il menù propone piatti della tradizione, preparati in modo equilibrato e con ricette volte a valorizzare le buone materie prime del territorio (c’è anche la disponibilità di un conveniente menù degustazione con vini in abbinamento inclusi nel prezzo). Misura e armonia caratterizzano il servizio, svolto in modo cortese e professionale anche nella mescita del vino. Vino che ritroviamo raccolto in una carta ben fatta e soprattutto leggibile: etichette scelte con competenza per ogni gamma di prezzo, il giusto spazio ai vini laziali e ricarichi corretti. Del buon olio, a disposizione sul tavolo, ci accoglie appena seduti in attesa dei due antipasti scelti: un fritto all’italiana ben assortito (zucca, mela, cavolfiore, ricotta e baccalà), saporito e per niente unto, e un delicato timballo croccante di verdure con fonduta di foraggio “primo sale”, sottolineato da un filo di olio al rosmarino. Come primi piatti, gustosi e generosi (sia per il ripieno che per il condimento) i ravioloni di manzo con tartufo, e dei riuscitissimi tagliolini all’arancia con ragù d’anatra perfettamente aromatizzati. Ottimi anche i secondi, entrambi dalla carne tenerissima: uno stufato di maiale nero con polenta di castagne e un rotolo d'agnello alle erbe con crema di formaggio di pecora. In chiusura, una deliziosa bavarese di torrone con crema alla gianduia servita a temperatura perfetta.
In zona Piazza Alessandria, dribblando i numerosi ristoranti modaioli, siamo tornati a far visita a questa storica trattoria di quartiere di cui serbavamo un buon ricordo. Nonostante l'ambiente datato, che ricorda più un bar degli anni Settanta, ci era piaciuto quel clima di resistenza ad oltranza da carboneria gastronomica. La carta dei vini minimale, con etichette per lo più commerciali e dai ricarichi non sempre nella norma, il servizio, esperto ma non certo raffinato né esente da piccoli errori e dimenticanze, la mise en place quanto meno scarna, con bicchieri piccoli e grissini industriali, ci erano sembrati solo piccoli inconvenienti rispetto ai pregi di una cucina veramente casalinga, senza fronzoli o licenze moderniste. Il menu - che definire "classico" è poco - si affida ancora a pochi capisaldi della cucina regionale e romana, alternando proposte di terra a qualche piatto marinaro, proposto però a prezzi decisamente superiori al resto. Purtroppo, se in passato avevamo trovato un discreto livello generale nella qualità dei piatti, nella nostra ultima visita abbiamo dovuto registrare un brusco calo di attenzione, con il risultato di rendere più evidenti i piccoli difetti già noti... Sistemati in un tavolino vicino all'ingresso abbiamo fatto le nostre ordinazioni per la cena. Il vino, nonostante il preventivo slalom tra le referenze cancellate, non era disponibile, l'acqua è arrivata gassata nonostante l'avessimo chiesta naturale e l'antipasto lo abbiamo avuto dopo i primi piatti. Detto questo, abbiamo trovato le (piccole) alici marinate, condite con troppo limone, poco olio e nient'altro, appena sufficienti. Passando ai primi, la carbonara è risultata saporita e ben al dente, ma penalizzata dall'uovo rappreso, quasi frittellato. Non è andata meglio con gli spaghetti cozze e vongole, dal sugo acquoso e del tutto slegato, e con un eccessivo apporto di aglio soffritto. Di poco meglio i secondi: discrete le alici fritte dorate, asciutte ed abbastanza croccanti, mentre ci è piaciuto lo spezzatino di vitella in umido con patate, tenero e gustoso. Deludenti i contorni: sbruciacchiato il broccolo "cimone" ripassato in padella, legnosa la cicoria (che in effetti era cicorione) all'agro... Come dessert un convincente crème caramel fatto in casa, il cui sapore è stato però spazzato via da un caffé decisamente sovraestratto, quasi imbevibile. Quando gli equilibri di una piccola trattoria, fatti di cura in cucina e in sala, vengono meno il risultato è abbastanza sconfortante: confidiamo in un rapido ravvedimento.
Mia Market Via Panisperna, 225 (Monti) - Tel.: 06/47824611 - Chiuso: Domenica In uno dei quartieri più suggestivi di Roma, il rione Monti, c’è questo piccolo negozio che vende prodotti provenienti dall’agricoltura biologica in un contesto del tutto particolare. Un po’ salotto e un po’ market vero e proprio, entrando da Mia vi potrete aggirare tra oggetti e mobili di design (tutti in vendita) e comprare (ma anche gustare in loco) diversi alimenti biologici (frutta , verdura, mieli, marmellate, pane, ecc…), prodotti tipici (paste artigianali, legumi e diversi tipi di cereali) e accessori per la cucina e per la tavola. Ed ecco che le arance appena acquistate possono diventare subito una vitaminica spremuta, oppure la pausa pranzo farsi leggera con delle fresche insalate (per altro ad un buon rapporto qualità prezzo) o ancora, semplicemente comprare delle gustose zuppe da assaporare nell’intimità della propria casa. Il tutto in un ambiente molto accogliente ed evocativo (non a caso le pareti sono tappezzate di foto di altri tempi che rimandano al cibo buono e naturale di una volta). L’orario è continuato (fino alle 22.00) e si organizzano anche dei corsi di cucina. Per chi, invece, volesse avere una panoramica più ampia su tutto ciò che è design, allora vi suggeriamo di fare una passeggiata fino a Via di Ripetta, 224 (a pochi metri dall’Ara Pacis) per poter visitare il nuovo spazio Mia dedicato completamente all’arredamento contemporaneo e vintage.
Salmone all'arancia Ingredienti per 1 persona: Una fetta di salmone, mezza arancia, 2 grani di pepe verde in salamoia, un pizzico di maggiorana, menta, burro, farina e sale Preparazione: Prendere una bella fetta di salmone, salarla ed infarinarla per bene. Far fondere del burro in una padella e poi farci rosolare il salmone. A parte spremere mezza arancia, in cui mettere un paio di grani di pepe verde in salamoia schiacciati ed un generoso pizzico di maggiorana; ci sta bene anche un po' di menta, ma proprio poca. Quando il salmone è a metà cottura abbondante, versarvi sopra l'intingolo di arancia ed aromi con un pizzico di farina e lasciar restringere. All'ultimo, aggiungere ancora un tocchetto di burro, lasciar fondere e mescolare un po' per amalgamare il sughetto. Togliere dal fuoco, lasciare raffreddare quel poco che basta perché l'intingolo si rapprenda ed infine gustare. Questa ricetta è tratta da Chef 4.0, un programma Tekworks che contiene oltre 27.000 ricette, scaricabile gratuitamente dal nostro sito all'indirizzo www.romanelpiatto.it/chef.asp. Scaricalo subito, approfittane!!!
Gli eventi incentrati sul vino hanno attirato spesso la nostra attenzione e sovente li abbiamo segnalati in questo spazio. Ce ne sono alcuni che hanno un posto speciale nel nostro cuore e questo è il caso di Vini Naturali, giunto alla seconda edizione dopo il successo dello scorso anno. Nella bella cornice dell'Hotel Columbus in Via della Conciliazione (San Pietro), Tiziana Gallo ha riunito il meglio della produzione vinicola portata avanti nel rispetto del territorio, con la partecipazione di produttori aderenti a diverse associazioni quali Vini Veri, VinNatur, Triple "A", Renaissance Italia, oltre a una schiera di indipendenti. Il biglietto di ingresso alla manifestazione potrebbe sembrare caro - 20 euro per un giorno, 32 per 2 giorni - ma considerato il livello dei vignaioli presenti ci sembra equo. Per consultare l'elenco dei partecipanti e per altre informazioni logistiche o sui luoghi di prevendita, vi rimandiamo al sito dell'evento, www.vininaturali.com
Un Bucatino da provare, peccato per i ricarichi medio alti sui vini Simone Cargiani, 28 dicembre 2009
L'Arcangelo della cucina: un patron dal palato fine contro le trappole Fernanda D'Arienzo, 28 dicembre 2009
Cucina di campagna ma leggera il segreto del Bersagliere Simone Cargiani, 5 gennaio 2010
C'è Molto da gustare ai Parioli tra luci ed ombre la tavola dello spiedo Fernanda D'Arienzo, 5 gennaio 2010
I rigatoni? Provateli col ragù bianco. Sulla tavola pariolina vince la tradizione Simone Cargiani, 16 gennaio 2010
Pere, speck, gorgonzola e... risotto. La cucina lombarda conquista Roma Fernanda D'Arienzo, 16 gennaio 2010
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