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Dopo mesi di piogge incessanti, il caldo scoppiato negli ultimi giorni ha fatto del mare la meta preferita di molti romani ed è per questo che ci fa piacere segnalare uno degli indirizzi storici di Anzio, Romolo al Porto. E’ capitato di testarlo in una serata di sovraffollamento inaspettato, e nonostante ciò abbiamo riscontrato la bontà della proposta culinaria, che rimane solida e con ricette saporite e gustose. Il servizio, invece, ne ha risentito (abbiamo atteso "parecchio" l'arrivo dei primi, mentre i secondi sono arrivati in momenti differenti), con un personale di sala comunque sempre molto gentile nonostante il caos. Nuovo look per la carta dei vini, sia da un punto di vista della grafica che delle etichette proposte: una buona selezione di bottiglie, ordinata per struttura, con un bel focus sui prodotti laziali e un occhio attento alle produzioni biodinamiche e alle birre artigianali. Il tutto con ricarichi veramente onesti. Bonus per il menù, dettagliatissimo, che riporta gli ingredienti usati e che ben evidenzia i ricarichi per eventuali variazioni e mezze porzioni. Venendo alla nostra cena, siamo partiti così così con un abbondante antipasto non privo di difetti: un’insalata di mare tenera e ben condita, ma un po’ carica di aglio, e delle cozze (belle sode) alla marinara leggermente sciape. La situazione è decisamente migliorata con i primi piatti, dei saporiti maltagliati con battuto di gallinella di mare al coccio e delle gustose fettuccine caserecce impicciate ai frutti di mare. Discreti entrambi i secondi provati: la gallinella in guazzetto (servita con crostini) era fresca, ma con una prevalenza di pomodoro, e la frittura di gamberi e calamari, asciutta ma poco croccante. Come dessert, un rinfrescante sorbetto al limone e una crostata di frutta (in realtà una composta di frutta), buona ma dalla frolla poco cotta.
Quando si parla di “fungo” a Roma ci si riferisce soprattutto all’alta costruzione presente all’EUR e da cui si gode una vista a 360° su tutta la città. Edificato alla fine degli anni ’50 come serbatoio d’acqua con un ristorante annesso, il fungo ha una storia fatta di alti e bassi: set naturale di alcuni film girati negli anni della “dolce vita” e in seguito lunghi periodi di chiusura e degrado. Oggi il Quattordicesimo Piano ha riaperto come ristorante, ma al rinnovamento della cucina, non corrisponde una ristrutturazione (doverosa aggiungiamo noi) dei locali, che invece, appaiono provati dal tempo. L’ingresso a piano terra non predispone bene, con il suo aspetto da bar qualunque, con la cassa e l’angolo tabacchi in bella vista. Una volta presi i due vecchi ascensori si arriva in cima, e la prima cosa che colpisce è il contrasto tra un arredo moderno e la decadenza dell’ambiente. Inoltre, le impalcature che ancora avvolgono l’intera struttura, ostruiscono non poco la visuale sulla Capitale. Nel menù troviamo piatti tradizionali rivisitati con una leggera vena creativa, che però non riescono a trasmettere appieno una sensazione soddisfacente, così come il servizio, che è sì cortese e preciso, ma a tratti un po’ “di maniera”. Dopo aver scelto una bottiglia dalla lista dei vini non molto ampia e dai ricarichi tendenti verso l’alto, arriva in tavola un piccolo benvenuto da parte dello chef: un misto di stuzzichini tra cui ricordiamo con piacere i cornetti di pasta fillo con mousse di salmone e dei pomodori ripieni della stessa mousse. Gustosa l’insalata di polpo verace con punte di asparagi (pochi) e altri tipi di verdure. Ben fatta e al giusto grado di cottura la “nostra cacio e pepe”, mantecata direttamente nella forma di Gran Sardo; priva di personalità, invece, la zuppa di astice con cappesante e crostini di pane alle erbe (in una porzione veramente extra-small!). Tagliato eccessivamente alto e asciutto perché troppo cotto, il tonno su pomodori verdi fritti, tra l’altro con una panatura pesante e unta; fresca ed equilibrata la tartare di tonno su gaspacho di pomodoro e puntarelle. In chiusura, un fresco sorbetto al lime, un delizioso ananas arrostito con gelato al torroncino e un pasticcio di mele troppo “pasticciato”. In definitiva un posto che non ci ha convinto per nulla, sicuramente sulla sufficienza, ma distante dalle ambizioni dei gestori e poco conveniente in termini di rapporto qualità/prezzo.
Fior di Luna Via della Lungaretta, 96 (Trastevere) - Tel: 06.64561314 - Chiuso: Lunedì - www.fiordiluna.com Nata nel 1994, sulle ceneri di una vecchia rivendita di prodotti naturali, la gelateria Fior di Luna ha da sempre messo la qualità al primo posto nella produzione dei propri gelati: dalla ricerca accurata di materie prime selezionate (provenienti anche dal commercio equo e solidale e dall’agricoltura biologica) ai metodi di lavorazione che permettono di realizzare i gelati senza l’uso di emulsionanti, di coloranti e aromi artificiali. Le linee di produzione dei gelati alla frutta e di quelli alla crema sono separate, in modo tale da evitare problemi di allergie e intolleranze alle persone che ne soffrono. Così dalla nocciola della varietà “Tonda Gentile delle Langhe” nasce il gusto omonimo, dal pistacchio “Smeraldo di Bronte” viene fuori un gelato veramente delizioso, così come dalla liquirizia pura di Rossano Calabro. Viene utilizzato solo zucchero di canna e la frutta per i sorbetti è esclusivamente quella di stagione. Insomma, un gelato tutto naturale che sa di gelato! Tanti i gusti disponibili, per lo più classici, accanto a diversi tipi di cioccolato del commercio equo e solidale (la produzione viene sospesa solo nei mesi più caldi). Si realizzano, inoltre, forniture per feste private e si effettua l’orario continuato dalle 12 all’una di notte. Questo e altri 605 negozi per gourmet li trovi su Roma per il Goloso - ed. 2009, pubblicazione acquistabile in edicola, in libreria e sul nostro sito internet.
Lasagne alla crema di fave Ingredienti per 4 persone: 150 gr di sfoglie di pasta fresca, 300 gr di fave, 200 gr di asparagi, 60 gr di burro, 60 gr di farina, 80 cl di latte, 50 gr di Parmigiano Reggiano grattugiato, sale e pepe Preparazione: Lessate le fave in acqua salata. Quando saranno tenere, frullatele con due o tre cucchiai della loro acqua di cottura per ridurle in purè. Nel frattempo, lavate gli asparagi e tagliateli a pezzi di 5 cm. Tenete le punte da parte e lessate il resto per 5 minuti. Unite le punte di asparagi e proseguite la cottura per 7-8 minuti circa, quindi scolateli. Preparate una besciamella: scaldate il burro a fuoco basso in un pentolino e unite la farina. Diluite con un po' di latte e, quando il composto è omogeneo, versate il latte rimasto in un colpo solo. Mescolate bene e aggiungete un cucchiaino di sale. Fate ispessire su fuoco basso, mescolando regolarmente. Aggiustate eventualmente di sale, pepate e unite il formaggio grattugiato. Mescolate il purè di fave con metà della besciamella. Lessate le sfoglie di pasta e tuffatele in acqua fredda per arrestare la cottura. Asciugatele bene e preparate le lasagne: nella pirofila unta con poco burro, alternate besciamella bianca, besciamella verde, punte di asparagi e sfoglie. Cuocete le lasagne in forno a 200 gradi per circa 25 minuti o finché la superficie sarà dorata. Questa ricetta è tratta da Chef 3.6, un programma Tekworks che contiene oltre 24.500 ricette, scaricabile gratuitamente dal nostro sito all'indirizzo www.romanelpiatto.it/chef.asp. Scaricalo subito, approfittane!!!
Vini nel Mondo (Spoleto - PG - dal 30 maggio al 2 giugno) Torna il prossimo fine settimana l'ormai tradizionale appuntamento con questa manifestazione che si pone l'obiettivo di "creare consapevolezza e cultura intorno a un prodotto simbolo del Made in Italy", per dirla alla maniera di Alessandro Casali del gruppo Meet, organizzatore dell'evento. Oltre 250 le cantine presenti, affiancate da diversi consorzi e associazioni, che porteranno in degustazione le loro etichette nei più belli palazzi spoletini. Tantissimi gli appuntamenti di questa 4 giorni, a partire dalla Notte Bianca del Vino di Sabato 30, dove suoneranno, fra gli altri, i Gipsy Kings. Da segnalare la presenza del Gruppo Vini Veri, produttori che si propongono di creare ‘vini naturali’ ricercando “il migliore equilibrio tra l’azione dell’uomo e i cicli della natura”; a tal proposito, da non perdere il dibattito su "Vini naturali e salute", che si terrà Sabato e che culminerà con la degustazione di alcuni vini prodotti con questo metodo. L'ufficio stampa della manifestazione è curato dalla Lead Communication e a loro potete rivolgervi, se giornalisti, per accreditarvi, mentre per gli appassionati l'ingresso giornaliero costa 12 euro (con dotazione di calice da degustazione), che diventano 20 per 2 giorni, 25 per 3 e 30 per 4. Per ulteriori informazioni visitate il sito www.vininelmondo.org
Cantine Aperte (tutta Italia - 31 maggio) Ultima Domenica di maggio per migliaia di enoturisti significa l'imperdibile appuntamento con Cantine Aperte, la riuscitissima manifestazione organizzata dal Movimento Turismo del Vino in tutte le cantine italiane che aderiscono all'associazione. La formula è molto semplice ed è contenuta nel nome stesso dell'evento: aprire le cantine agli appassionati che hanno così la possibilità di degustare i prodotti delle aziende e partecipare alle tantissime iniziative collaterali organizzate per l'occasione, di cui è impossibile darne conto in questa sede. Per questo vi rimandiamo alla pagina del sito in cui sono scaricabili i programmi, regione per regione.
Girotonno (Carloforte - CA - dal 29 maggio al 2 giugno) Prenderà il via il 29 la settima edizione di questa manifestazione incentrata sul tonno rosso nella splendida Isola di San Pietro. Fulcro della manifestazione la Gara Gastronomica in cui le diverse delegazioni invitate (Spagna, Italia, Germania e Paesi Scandinavi) proporranno preparazioni a base di tonno rosso che saranno valutate da una giuria di esperti. L'impronta internazionale dell'evento la si evince pure dalle Piazze dei Sapori Europei, in cui il pubblico potrà degustare le prelibatezze delle cucine di Italia, Austria, Gran Bretagna e Paesi Scandinavi. Ci saranno poi i Laboratori del Gusto in cui apprendere i segreti delle ricette a base di tonno, svelati dal giornalista enogastronomico Angelo Concas. Per i dettagli del programma, vi rimandiamo al completo sito www.girotonno.org
Nel locale di Trastevere il servizio lascia a desiderare prezzi ok, piatti a volte imperfetti, ma grande catalana Fernanda D'Arienzo, 7 maggio 2009
Osteria dell'ingegno: quando la posizione va a scapito dell'offerta gastronomica Simone Cargiani, 7 maggio 2009
Quella folla da Mamma Angelina pesce ben fatto a prezzi ragionevoli Fernanda D'Arienzo, 16 maggio 2009 |
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