| Se non visualizzi correttamente la newsletter, CLICCA QUI |
|
|
|
|
Della presenza di un vecchio Velodromo nel quartiere Tuscolano, ne è testimone questa osteria di quartiere che, sia nel nome che nelle belle stampe appese alle pareti, ricorda le gare svolte tanti anni or sono dai ciclisti più famosi dell’epoca. L’aspetto esterno del locale non è molto accattivante, con un piccolo spazio dove poter mangiare durante la bella stagione che appare un po’ trascurato. Entrando, invece, si viene accolti da un ambiente più curato: due le salette arredate in modo semplice che creano un’atmosfera calda e familiare. La cucina si cimenta con i piatti della tradizione romana che vengono eseguiti con una mano sapiente e leggera, seguendo la stagionalità delle materie prime. Anche il servizio è in linea con tutto il resto: piacevolmente informale, cortese e attento ad alcuni particolari quali l’uso di bicchieri adatti per il vino. Dopo avere scelto una bottiglia da una lista ben strutturata, che contempla etichette in linea con l’offerta gastronomica del locale proposte con dei giusti ricarichi, abbiamo cominciato con un antipasto misto composto da una sfiziosa insalatina di fagioli e crostini di pane, del tonno marinato tagliato solo un po’ troppo spesso, del buon capocollo e delle bruschette ben fatte. Gustosi entrambi i primi piatti provati: ravioli ripieni di carciofi e conditi con un sughetto leggero di pomodoro e dei tonnarelli in bianco con spuntature. Squisita la cernia in guazzetto, con pomodorini dolci, olive verdi e patate, dalle carni belle sode; nel solco della tradizione la trippa alla romana con sugo e pecorino. Di fattura casalinga anche i dolci: una deliziosa crostata di visciole, dalla frolla perfetta e una profumata torta di mele e crema dalla consistenza morbida.
Non ci prendete per matti se vi consigliamo, nonostante il semaforo rosso, una visita a questo locale. Non siamo impazziti! Il fatto è che ci sono molte cose che ci sono piaciute, a partire dalla sua storia. Nato nel 1924 come bar latteria e sopravvissuto ai bombardamenti che hanno interessato il quartiere, Necci deve la sua fama al film Accattone di Pasolini, girato in parte nei suoi locali. La location è affascinante: un grande giardino che circonda lo stabile e due sale interne arredate in stile anni '70. L'atmosfera che si respira è piacevolmente alternativa, con la socializzazione facilitata dall'eccessiva vicinanza dei tavoli, apparecchiati con tovaglie e tovagliette di carta. L’offerta spazia dall’aperitivo (per la verità piuttosto scarno, con pochi sfizi portati in un piattino) alla cena, con un menù che varia giornalmente e contiene 15-20 piatti sufficienti a garantire un'adeguata scelta. Allora perché il semaforo rosso? Presto detto. Abbiamo avuto la sensazione di un informalità compiaciuta, modaiola oseremmo dire, con un'attenzione mal mascherata alla forma a scapito della sostanza. Ed ecco quindi un servizio un po' improvvisato (il vino al mescita arriva già nel bicchiere ad antipasto ultimato) e a tratti scortese, come quando veniamo invitati ad alzarci perché coloro che avevano prenotato il nostro tavolo erano arrivati con mezz'ora d'anticipo! La delusione più grande è però venuta dalla cucina, che si dichiara attenta alla provenienza degli ingredienti e alla loro stagionalità, per poi cimentarsi in piatti pretenziosi con risultati insufficienti. Venendo alla nostra esperienza, siamo partiti con delle polpette di melanzane, ben fritte ma sciape e insapori, adagiate su una brunoise di pomodori e coperti da un'inopportuna rucola. Disastrosi i primi piatti! I tagliolini con zucchine, gamberi e bottarga erano caratterizzati da un fondo acquoso, con i crostacei piccolissimi e troppo cotti e le zucchine semi-crude, mentre le garganelle con faraona, asparagi e salsa di pecorino navigavano in un sughetto di lime (non dichiarato nel menù) che obnubilava tutti i sapori. Meglio è andata con il petto d'anatra con purè di sedano rapa e fagiolini, forse troppo cotto, ma nel complesso gustoso. In chiusura una tarte tatin con le mele un po' crude e una buona torta caprese. La lista dei vini è ben dimensionata, con alcune etichette interessanti, ma sguarnita nella fascia bassa e con ricarichi eccessivi. Tornando all’incipit, questo è un locale che ci troviamo costretti a bocciare per il livello della proposta gastronomica, ma che per tanti altri aspetti val bene una visita. A voi la scelta.
Cosas Preziosas Via Giulia, 195/a (Piazza Farnese) - Tel. 06.6867762 - Chiuso: Domenica e Lunedì mattina - www.cosaspreziosas.it Aperto da circa due anni nella centralissima Via Giulia, Cosas Preziosas è un piccolo angolo di Sardegna nel cuore di Roma. L’iniziativa nasce dalla passione dei tre soci (Giorgio Galleano, la moglie Monica Quatrosi e il fratello Stefano Quatrosi) per questa meravigliosa isola e dalla volontà di far conoscere i tanti prodotti enogastronomici e non solo di questa terra. Nella piccola bottega potrete trovare una curata selezione di prodotti tipici sardi, frutto di una ricerca effettuata direttamente sul territorio grazie alle conoscenze dirette dei produttori. Oltre al rinomato “caviale sardo”, la bottarga di Cabras e di Tortolì (ora è disponibile anche quella di polpo), c’è la possibilità di curiosare tra diversi formaggi di pecora (pecorino ubriaco al Cannonau, Gran sardo, Brebiblù, un erborinato di latte di pecora simile al Roquefort), di capra (“capra incavolata”, un caprino fresco avvolto in foglie di cavolo, yogurt di capra) e di vacca (Casizolu, una sorta di provolone fatto con il latte delle vacche della razza Sardo-Modicana); tra alcuni salumi (salsicce di suino sardo, salsiccia di bovino Kosher e il prosciutto di pecora); diversi tipi di pasta (malloreddus, fregola, culurgiones), pane carasau, miele, olio e sott’olii e dolcetti tipici. Infine, si possono acquistare anche una serie di oggetti di gioielleria, coltelleria, tessuti, tappeti e profumi. Beh, allora non vi resta che fare un tuffo in Sardegna… Questo e altri 605 negozi per gourmet li trovi su Roma per il Goloso - ed. 2009, pubblicazione acquistabile in edicola, in libreria e sul nostro sito internet.
Fegato d'anatra con asparagi in insalata Ingredienti per 2 persone: 240 gr di fegato d'anatra, sale, pepe bianco, un cucchiaio di farina, un uovo, 50 gr di briciole di brioches, 50 gr di pangrattato, 80 cl di olio extravergine di oliva. Per il contorno: 500 gr di asparagi bianchi, sale, pepe bianco, mezzo cucchiaio di zucchero, una fetta di limone, 3 cl di aceto di lamponi, 10 cl di olio extravergine di oliva, un pomodoro, mezzo cucchiaio di erba cipollina Preparazione: Pulite gli asparagi e lessateli al dente in una pentola con acqua bollente, a cui avrete aggiunto una presa di sale, mezzo cucchiaio di zucchero e una fetta di limone, dopodiché scolateli e fateli raffreddare sotto l'acqua corrente. Preparate una vinaigrette mescolando in una ciotola l'aceto di lamponi, una presa di sale, una macinata di pepe e, in ultimo, tutto l'olio d'oliva. Tagliate le punte degli asparagi in modo che siano lunghe 5 cm, quindi dividetele a metà nel senso della lunghezza; riducete a fettine i gambi. Ponete gambi e punte in una terrinetta, versatevi sopra la vinaigrette preparata e lasciateli marinare. Scottate il pomodoro in acqua bollente, pelatelo, dividetelo in quarti, privatelo dei semi, infine tagliatelo a dadini e unitelo agli asparagi. Lavate e asciugate il fegato d'anatra, riducetelo a cubetti di 2,5 cm di lato, cospargete questi con sale e pepe, quindi passateli nella farina, nell'uovo sbattuto, infine nel pangrattato mescolato con le briciole di brioches. Premete leggermente in modo che l'impanatura aderisca bene alla polpa, quindi mettete al fresco i cubetti di fegato. Fate scaldare l'olio in una padella e rosolatevi i cubetti da ogni lato, a fuoco medio, fino a quando saranno ben dorati. Cospargete l'insalata con l'erba cipollina tritata, distribuitela in due piatti individuali insieme ai cubetti di fegato appena tolti dalla padella e servite. Questa ricetta è tratta da Chef 3.6, un programma Tekworks che contiene oltre 24.500 ricette, scaricabile gratuitamente dal nostro sito all'indirizzo www.romanelpiatto.it/chef.asp. Scaricalo subito, approfittane!!!
Vinitaly 2009 (Verona - dal 2 al 6 aprile) Inizierà giovedì prossimo la 43-esima edizione della principale rassegna del settore vinicolo del nostro Paese. La cornice è la solita, la Fiera di Verona, con una formula ormai rodata, capace di attrarre sia semplici appassionati che operatori di settore, con la presenza annunciata di molti buyer esteri. Nel 2009 gli espositori saranno oltre 4.200 con presenze da tutto il mondo e si conta di ripetere il successo di pubblico dello scorso anno, quando si superarono i 150 mila visitatori. Ricco il programma degli eventi, dalle numerose conferenze che affronteranno i diversi aspetti del settore (da non perdere la quinta conferenza internazionale specializzata in viticoltura sostenibile "Winery waste and ecologic impacts management”, realizzata dall’Università di Verona con il sostegno di Veronafiere), alle tante degustazioni tematiche (taste Italy - trendy oggi, big domani - bentornato Brunello con l'annata 2004 - dodici bianchi immortali e tante altre). Fra i tanti eventi che animeranno la città, da segnalare Vinitaly for you: da giovedì 2 a domenica 5 aprile dalle ore 18 alle 24, nel palazzo della Gran Guardia nel centro di Verona, l’Associazione Nazionale delle Donne del Vino gestirà il Wine Bar con un'interessante proposta (per 12 euro, 2 degustazioni e 3 appetizer). Ad affiancare la manifestazione principale ci saranno il SOL (salone internazionale dell'olio di oliva), l'Agrifood Club (in vetrina i prodotti alimentari) e l'Enolitech (il salone delle attrezzature e dei macchinari). Speriamo che questa bella manifestazione possa far registrare dei segnali di ripresa per un settore, che come tanti altri, sta risentendo pesantemente della crisi economica. Gli orari di apertura sono dalle 9.30 alle 18.30, il prezzo del biglietto giornaliero 40 euro (35 se acquistato on-line), mentre l'abbonamento per le cinque giornate costerà 80 euro (70 comprandolo on-line). Per informazioni vi invitiamo a consultare il sito della manifestazione www.vinitaly.com
Globe 09 (Roma - dal 26 al 28 marzo) Ha aperto i battenti ieri la terza edizione della fiera del turismo professionale nei padiglioni della Nuova Fiera di Roma. L'obiettivo dichiarato della manifestazione organizzata da Expoglobe, è di mettere la Capitale al centro del settore turistico professionale del Sud Europa e del bacino Mediterraneo. Sono oltre 12.000 gli incontri prefissati fra seller e buyer a testimonianza dell'orientamento al business della Fiera, ma non mancheranno dei momenti dedicati ai visitatori, con convegni, presentazioni e momenti formativi. Due dei tre padiglioni occupati dal Globe sono destinati all'Incoming Italia con la presenza di molte regioni (Lazio, Friuli , Liguria, Umbria, Molise, Campania, Puglia e Calabria). L'ingresso alla manifestazione è gratuito (orari: 10.00 - 18.00) con accredito direttamente in Fiera (per chi non lo ha già effettuato on-line, opzione non più disponibile). Ulteriori informazioni le potete trovare nel sito www.globe09.it |
|
· Per qualsiasi commento riguardante questa newsletter e/o la guida, mandaci una mail all'indirizzo redazione@romanelpiatto.it · Se sei interessato ad un'inserzione pubblicitaria sulla prossima edizione della guida contattaci all'indirizzo commerciale@lapecoranera.net · Se sei interessato ad un banner sul sito www.romanelpiatto.it o a sponsorizzare questa newsletter, contatta la nostra concessionaria per la pubblicità on-line VinoClic · Se vuoi acquistare i nostri prodotti o regalarli ad un amico, puoi farlo direttamente dalla pagina www.lapecoranera.net/catalogo.asp Se vuoi cancellarti da questa mailing list, manda una mail vuota con oggetto "Cancellami" all'indirizzo redazione@romanelpiatto.it
Tutti i diritti relativi ai testi di questa newsletter, tranne quelli specificamente indicati, sono di esclusiva proprietà de La Pecora Nera Editore s.n.c. di Cargiani Simone e C.; è vietata la loro riproduzione, anche parziale, in qualsiasi formato e su qualsiasi supporto. E' vietata pure la traduzione in qualsiasi lingua. |