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Chi conosce la Trattoria Cadorna, ormai storico ristorante a pochi metri da Piazza Sallustio, nel provare questo indirizzo aperto da pochi anni a Prati noterà più di qualche somiglianza. Ed in effetti la gestione è la stessa, come risulta subito chiaro dal menù. A differenza del fratello maggiore, che inizia a denotare qualche segno di vecchiaia negli arredi, Sole & Luna si presenta come un ambiente familiare ma curato: spiccano sulla parete le tante riproduzioni artigianali degli astri che gli danno il nome. Unico cenno negativo è per la televisione accesa in un angolo della sala, che per lo meno è tenuta ad un volume molto basso. La cucina è un riuscito mix di preparazioni romane e altre delle regioni adiacenti, ed il servizio è cortese e disponibile, con il titolare sempre pronto ad approfondire assieme alla clientela i dettagli dei piatti, ma anche a scambiare qualche chiacchiera a ruota libera sui più diversi argomenti tra cui la storia culinaria della Capitale e i capisaldi della ristorazione locale. La nostra ultima esperienza è iniziata con un’impegnativa porzione di pizzelle stellari, pasta di pane fritta e condita con salsa di pomodoro, origano e basilico: ben fatte e saporite, risultate tanto abbondanti da costituire un buon antipasto per due. Tra i primi, anch'essi forniti in porzioni senza dubbio generose, abbiamo trovato densa e gustosa la minestra del giorno ai ceci; sapidi e convincenti anche gli gnocchi di patate a piacere, che tra le varie proposte abbiamo scelto nell'opzione con broccoli e salsiccia. Meno interessante la cotoletta di tacchino panata e grigliata, comunque senza difetti; piacevole e di buona materia prima l'ossobuco alla romana, adeguatamente affogato nella sua salsa a base di pomodoro. Per chiudere, il sontuoso millefoglie "delizia della casa" ha tenuto fede all'impegnativo nome. Ultima segnalazione per la carta dei vini che offre una selezione di etichette a prezzi onesti, oltre che un vino della casa sfuso ben scelto e superiore in qualità a quanto di analogo si trova solitamente nella nostra città. Insomma, un semaforo verde pienamente meritato per un indirizzo che verrà apprezzato soprattutto dai patiti della cucina tradizionale semplice e di sostanza.
In una zona povera di ristoranti, nei pressi di Largo Preneste, da qualche mese è sorto A casa di Alberto, un locale a prima vista interessante, dai colori vivaci e con arredi moderni. Speranzosi di trovare una bella novità per la nostra Guida, abbiamo varcato la soglia del ristorante, rimanendo subito delusi dal forte odore di cibo stagnante nel locale. Eppure l’ambiente, ben strutturato con un’unica ampia sala arredata in bello stile, tavoli apparecchiati con cura e una grande cucina a vista, aveva creato in noi buone aspettative. L’impatto iniziale, è vero, a volte può trarre in inganno, ma la conferma del flop è arrivata dal livello delle preparazioni che a nostro avviso rimane di molto sotto la soglia della sufficienza. Delusione anche per il servizio, approssimativo nei tempi e nei piatti, con più di un errore di ordinazione e disattento nella segnalazione delle bottiglie presenti nella carta dei vini, ma non disponibili in cantina. L’unica nota positiva è il conto, alla portata di tutte le tasche. Ma veniamo all’esperienza vissuta. La nostra cena è iniziata con dei classici fritti: modesti fiori di zucca in pastella e un filetto di baccalà eccessivamente salato, entrambi leggermente unti. Anonimi nel gusto i tre primi piatti da noi ordinati: le tagliatelle (fatte in casa) con funghi porcini, seppur ricche di condimento, non erano saporite; stesso problema riscontrato nei tonnarelli speck e carciofi con l’aggravante di un eccesso di olio. Un pizzico di gusto in più per i riccioli di Lampedusa con pesce spada, comunque poveri di condimento e con gli ingredienti slegati tra loro. La cena è proseguita sugli stessi toni con i secondi: una bistecca alla griglia dalla consistenza non proprio tenera, richiesta a cottura media ma lasciata un po’ troppo sul fuoco e un deludente baccalà in umido con patate, con il pesce stoppaccioso e le patate decisamente slegate dal condimento. A coronare negativamente il tutto, ci è stata servita una pizza marinara (da noi ordinata insieme ai primi ma giunta a tavola dopo i secondi) giunta fredda al tavolo e perciò non commentabile. "Alberto" non si è salvato neanche con i dolci: panna cotta, tiramisù e sbriciolata alla Nutella tutti mediocri a nostro parere.
La Dolceroma Via del Portico d’Ottavia, 20/b (Ghetto) - Tel. 06.6892196 - Chiuso: Lunedì e Domenica pomeriggio “Austria e America a braccetto per Roma” potrebbe essere il sottotitolo di questa pasticceria che da oltre vent’anni è presente a Roma. E’ un piccolo laboratorio nel cuore del ghetto ebraico, che sforna i dolci più tipici di questi due Paesi. Alla guida c’è Stefano Ceccarelli che dell’artigianalità e della qualità delle materie prime, ne ha fatto la propria bandiera. E il risultato si vede! I prodotti oltre ad essere tanti, sono anche molto buoni e belli a vedersi. Qui potrete gustare la vera Sachertorte, torta di cioccolato con un leggero velo di marmellata di albicocche, un gustosissimo Strudel, con la pasta sfoglia fragrante e il ripieno di mele biodinamiche che provengono direttamente dall’Austria, la Mozarttorte, con strati di pan di Spagna al cacao alternati con marzapane e crema al cioccolato, la Dobostorte, con crema di cioccolato al latte decorata con spicchi caramellati, oppure la profumata Linzertorte, a base di noci, cannella e spezie con marmellata ai frutti di bosco. Ma se avete voglia di fare un salto Oltreoceano, metaforicamente parlando, allora vi aspettano anche l’originale Apple Pie, croccante fuori e morbida dentro, gli sfiziosi muffins al cioccolato e ai mirtilli e la Carrotscake. La Dolceroma realizza anche dolci più vicini alle nostre tradizioni ed un gelato artigianale fatto di ingredienti biologici dove si sente il vero sapore degli stessi. Orari: dal Martedì al Sabato 8.30 - 13.30 e 16.00 - 20.00 - Domenica 10.00 - 13.00 Questo e altri 605 negozi per gourmet li trovi su Roma per il Goloso - ed. 2009, pubblicazione acquistabile in edicola, in libreria e sul nostro sito internet.
Polpette fiammeggianti Ingredienti per 6 persone: 18 bignè vuoti, 700 gr di panna pasticcera, 300 gr di cioccolato di copertura, 6 uova, 10 cucchiai di Marsala, Cognac, zucchero e un foglio e mezzo di colla di pesce Preparazione: Per prima cosa mettete in ammollo la colla di pesce in acqua fredda. Preparate allora lo zabaione: bisogna sbattere i tuorli delle uova in una casseruola insieme a sei cucchiaiate di zucchero lavorando bene il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo e cremoso. In seguito, aggiungete 10 cucchiaiate di Marsala continuando a mescolare. Mettete la casseruola a bagnomaria sul fuoco a fiamma bassissima non smettendo mai di mescolare. Dovrete mescolare fino a quando il composto sarà divenuto ben gonfio, stando attenti a non farlo bollire! A questo punto è necessario strizzare la colla di pesce dall'acqua per incorporarla allo zabaione caldo. Consigliamo di utilizzare una frusta affinché la colla di pesce possa sciogliersi perfettamente. Versate quindi lo zabaione in una terrina, lasciandolo raffreddare, mescolando di tanto in tanto. Versate lo zabaione in una tasca di tela munita di una bocchetta a foro liscio, forate leggermente sul lato ogni bignè, e, finalmente, li riempite con lo zabaione. Tagliate il cioccolato a piccole scaglie e mettetelo a bagnomaria in un tegamino per farlo fondere. Prendete un bignè alla volta e immergete la parte superiore nel cioccolato. Montate la panna e distribuitela su di un piatto di portata con una tasca di tela facendo attenzione a lasciare sei zone vuote tutt'attorno al piatto un po' distanti l'una dall'altra. Distribuite i bignè sulla panna a due a due e mettetene tre al centro. Riempite gli spazi vuoti con dello zucchero semolato. Al momento di servire il dolce in tavola, colpo da maestro, versate su ogni porzione di zucchero qualche goccia di Cognac e... date fuoco al tutto! Questa ricetta è tratta da Chef 3.6, un programma Tekworks che contiene oltre 24.500 ricette, scaricabile gratuitamente dal nostro sito all'indirizzo www.romanelpiatto.it/chef.asp. Scaricalo subito, approfittane!!!
ArezzoWine (Arezzo - dal 28 febbraio al 2 marzo) Aprirà domani per chiudersi lunedì, la seconda edizione di ArezzoWine, manifestazione organizzata dalla dinamica società aretina IRON 3 che sarà incentrata sul vino ma non solo. Ad ospitare l'evento sarà il padiglione centrale del nuovo Centro Affari e Convegni, per una superficie totale di 7.000 mq contro i 3.000 della prima edizione. Tanto spazio significa molti espositori: in effetti ci saranno 600 aziende, sia italiane che straniere, e circa 80 buyer esteri che i produttori potranno incontrare in appuntamenti "uno a uno". La manifestazione non è però pensata solo per il business to business. Molti gli appuntamenti, dalla presentazione della strada del tartufo d'Italia e d'Europa, al Cooking Show dove chef e allievi delle scuole alberghiere si sfideranno sul tema del finger food. Molto interessante, infine, la competizione semiseria "Penne Bruciate", in cui una volta tanto verranno invertiti i ruoli: i critici gastronomici ai fornelli, i cuochi a giudicarli... Il primo premio verrà assegnato a colui che avrà realizzato il peggior piatto. Per informazioni e ulteriori dettagli vi invitiamo a consultare il sito della manifestazione www.arezzowine.it
Mostra Convegno Tirreno C.T. (Carrara - dal 1 al 5 marzo) E' arrivata alla 29-esima edizione questa manifestazione dedicata alla ristorazione e al settore alberghiero organizzata dalla Tirreno Trade S.r.l. nel centro congressi di Carrara. I numeri sono importanti, con oltre 250 aziende espositrici e, dato dello scorso anno, più di 50.000 visitatori. Nel fitto programma di incontri, conferenze, congressi, ecc. che potete trovare nel sito www.tirrenoct.it, ci piace segnalare Cooking for Wine Tirreno, evento nell'evento, nato da un accordo fra la suddetta Tirreno Trade S.r.l e WItaly, società romana organizzatrice di eventi. Si tratta di una kermesse condotta dal giornalista enogastronomico Luigi Cremona che vedrà cuochi da lui selezionati cimentarsi in ricette "in diretta" (un'ora di tempo per ciascuno) con il vincolo di stare attenti al costo delle materie prime coerentemente con il difficile momento economico che stiamo vivendo (dovranno dichiarare la spesa sostenuta). Per l'elenco degli chef presenti e per la scaletta delle loro performance, vi consigliamo di consultare il seguente link.
inserito il 25 febbraio 2009 da pecoranera Questo post nasce in seguito ad uno scambio di mail avvenuto con un ristoratore che non ha gradito la recensione sul suo locale contenuta nell'edizione 2008 di Roma nel Piatto. Senza dilungarmi qui nella spiegazione della vicenda che ... |
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