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Ostrega! Vi potrete trovare ad esclamare dopo aver provato questo ristorante nascosto in una stradina nascosta alle spalle della stazione San Pietro, in una zona di certo non trafficatissima fra palazzine residenziali. Non ci si capita per caso, ma visto il livello dell’offerta siamo sicuri che sono già in molti a conoscerne le virtù. L'esterno presenta qualche tavolo in uno spazio privato riparato da una siepe, mentre l'interno è un gradevole salone con curati arredi che richiamano il mare e la navigazione. Il lungo ingresso prevede innanzi tutto un bancone dove avviene la mescita di ombre (bicchieri di vino) mangiando cicheti (spuntini vari). La tavola è apparecchiata in modo semplice, da osteria, ma con gusto e senza sbavature. Il menù propone diversi piatti tra cui alcuni classici veneziani ed il servizio è cortese e sollecito, contribuendo all'atmosfera amichevole del posto. La nostra cena è iniziata con delle sarde in saor, proposte nella versione più semplice senza uvetta né pinoli ma solo con cipolle ed erbe, nonché con una più interessante e saporita zucca in saor che ci ha davvero convinto. Per proseguire, ottime, tra i primi, le linguine col nero di seppia, dal condimento abbondante e arricchito con qualche pezzetto del mollusco cefalopode; gradevoli anche i bigoli in salsa, con cipolla e acciughe come tradizione vuole, anche se il formato di pasta ci ricordava di più gli spaghetti. Fra i secondi, saporito e pieno di carattere il petto d'anatra con le pere, aromatizzato con erbe e bacche; ben eseguito e tenero il fegato alla veneziana con polenta. Per contorno radicchio rosto (grigliato) fatto a dovere e in quantità generosa. Infine, piacevole il bicchierino di crema al ramandolo (vino dolce) con scagliette di cioccolato e baicoli (sottili biscotti veneziani). Completa l’offerta una carta dei vini incentrata sulle etichette del Nord-Est, diverse delle quali disponibili anche al bicchiere.
A volte l’apparenza inganna…e per il ristorante in questione, mai adagio è stato così indovinato. La nostra critica, che non è una bocciatura del locale, vuole essere uno sprone a migliorare alcuni aspetti (riguardanti il servizio e la cucina) che a nostro avviso lo penalizzano. Situato in una posizione poco visibile, tra i palazzi della zona residenziale dell’Axa, Cantina 13 si presenta come un club gastronomico dall’aspetto elegante. Varcata la porta bianca d’ingresso, si accede ad un ambiente curato dove dominano le tinte chiare delle pareti e delle sedie. Essenziale la mise en place con belle tovaglie color avorio e originali sottopiatti in vimini. Appena seduti ci arriva il menù (due fogli A4 plastificati e graficamente poco accattivanti) e, leggendolo, appuriamo che è a prezzo fisso (20 euro), con la possibilità, però, da parte del cliente di combinare le portate; in alcuni giorni della settimana, poi, c’è la disponibilità di un menù degustazione di solo pesce a 30 euro. L’assenza totale della carta dei vini, inoltre, mette l’avventore nella spiacevole situazione di dover chiedere il prezzo di ogni bottiglia. Infine il servizio, che è sì cortese ma a tratti impreciso e piuttosto lento. Dopo il gentile omaggio della casa (striscioline di pasta fritte condite con pomodori pachino, rucola e formaggio), arriva in tavola un gradevole sauté di cozze con i mitili freschi e polposi; soddisfacente la bruschetta al pomodoro. Come primi piatti, discreti i maccheroni alla gricia con fiori di zucca ben amalgamati nel proprio condimento, deludenti le fettuccine ai porcini con i funghi acquosi e poco consistenti. Lo stesso problema l’abbiamo riscontrato nel secondo di carne da noi scelto, una tagliata con porcini e pecorino, dove la carne era troppo cotta e accompagnata dal famigerato misto di funghi poco convincente; meglio è andata con l’orata al forno, solo leggermente grassa, servita con delle buone patate arrosto. La chiusura è stata affidata ad una delicata panna cotta dalla consistenza un po’ troppo morbida.
La Madia Via Sebino, 2 (Nemorense) - Tel. 06.8416304 - Chiuso: Domenica pomeriggio Ormai mancano pochi giorni al Natale e, nonostante l’atmosfera mesta che si respira un po’ ovunque, vogliamo segnalarvi un negozio che farà la gioia dei palati più curiosi ed esigenti: La Madia. I due storici locali di Via Sebino (prima distinti e separati), che vendevano pasta fresca e pane, da pochi anni sono diventati un unico corpo, dando vita ad un luogo dove poter trovare numerose prelibatezze gastronomiche. Si va dalla pasta fresca proposta nei formati classici quali pappardelle, fettuccine, ravioli, cannelloni, ad alcune preparazioni pronte da cuocere come lasagne e pasta al forno. Nel reparto panetteria troverete una vasta scelta di prodotti da forno: pane casareccio, a lievitazione naturale, con farine speciali, azimo, panini al latte, all’olio, pizza al taglio e pizza farcita, torte rustiche; mentre nel reparto dolci avrete l’imbarazzo della scelta tra ciambelloni, crostate, biscotti e dolci delle feste. Nell’angolo gastronomia c’è un’ampia scelta di formaggi, salumi, specialità alimentari del nostro Paese e anche una discreta selezione di vini. E’ recente, invece, la possibilità di comprare oppure mangiare in loco (pochi sono i posti a sedere) alcuni piatti preparati espressi nell’annessa tavola calda. Comodo l’orario continuato dalle 7 alle 21 e l’apertura dal lunedì alla domenica mattina. Questo e altri 605 negozi per gourmet li trovi su Roma per il Goloso - ed. 2009, pubblicazione acquistabile in edicola, in libreria e sul nostro sito internet.
Panettone di Dresda Ingredienti per 8 persone: 750 gr di farina, 75 gr di lievito di birra, 25 cl di latte, 150 gr di zucchero, 3 bustine di zucchero vanigliato, mezzo cucchiaino di sale, scorza grattugiata di un limone e di due arance, una punta di cardamomo e noce moscata, 300 gr di burro, 150 gr di uvetta sultanina, 150 gr di canditi e mandorle tritate, una fialetta di olio di mandorle amare, farina per stendere, margarina per ungere, 50 gr di burro fuso per spennellare, 100 gr di zucchero a velo Preparazione: Mettete la farina a fontana in una terrina e nell'incavo centrale spezzettatevi il lievito: lavorate un panetto preliminare con un po' di latte tiepido, un po' di zucchero e un po' di farina. Coprite e fate lievitare la pasta in luogo caldo per 20 minuti. Quindi unite il resto del latte e dello zucchero, lo zucchero vanigliato, il sale, la buccia di limone, le spezie, il burro e tutta la farina: impastate lavorando energicamente e sbattendo la pasta finché formerà delle bollicine e si staccherà dalle pareti del recipiente. Poi mettetela a lievitare, coperta, per altri 30 minuti. Passato questo tempo, incorporatevi l'uvetta già rinvenuta in acqua calda e asciugata, i canditi, le mandorle, l'olio di mandorle e la buccia di arancia. Lasciate riposare di nuovo per 45 minuti a temperatura ambiente. Sulla spianatoia infarinata stendete la pasta in una grossa sfoglia che dovrà avere lo spessore di 4 cm. Ripiegate la pasta in 3 su se stessa nel senso della lunghezza, quindi disponete il dolce su una teglia unta e spennellatelo con metà del burro fuso. Tutto intorno mettete una striscia di alluminio per tenere in forma il dolce. Introducetelo in forno caldo su piano centrale. Tempo di cottura: 90 minuti a 200 gradi. Appena sfornato, il dolce va spennellato ancora caldo con il resto del burro fuso e poi cosparso di zucchero a velo e zucchero vanigliato mescolati assieme. Poiché il dolce sviluppa il suo aroma solo dopo qualche tempo, si consiglia di prepararlo almeno una settimana prima di Natale e conservarlo in una busta chiusa. Questa ricetta è tratta da Chef 3.6, un programma Tekworks che contiene oltre 24.500 ricette, scaricabile gratuitamente dal nostro sito all'indirizzo www.romanelpiatto.it/chef.asp. Scaricalo subito, approfittane!!!
Sabina Chocolate (Palombara Sabina - RM - 21 dicembre) Domenica all'insegna del gusto a Palombara Sabina nella cornice del Castello Savelli, grazie a questa manifestazione arrivata alla seconda edizione e organizzata dal Comune della bella cittadina insieme all'Associazione Q33. Ci saranno ovviamente degli stand gastronomici in cui i maestri cioccolatieri prepareranno e faranno assaggiare le loro creazioni, ma non mancheranno altre iniziative come proiezioni di film, mostre e degustazioni. L'evento si svolgerà dalle 10.30 alle 20.00 e l'ingresso sarà libero.
Aspettando il Natale a Piazza Caprera (Roma - 20 e 21 dicembre) Segnaliamo questa iniziativa dell'Associazione CulturElle (ha il patrocinio del II Municipio di Roma) che nella bella Piazza Caprera e nelle vie circostanti (zona Trieste, dietro al famoso Liceo Giulio Cesare) ha organizzato un vero e proprio mercatino natalizio enogastronomico e dell'artigianato. Ci saranno espositori della nostra regione e non solo e sarà un luogo perfetto per le ultime idee regalo. Il mercatino sarà aperto sia Sabato che Domenica dalle 10.00 alle 20.00 e l'ingresso sarà ovviamente libero. Per i più golosi segnaliamo la "Colazione di Natale" che in apertura di giornata delizierà i visitatori con tazze di cioccolata calda e panettone artigianale classico e con frutti di bosco.
Critical book&wine (Roma - dal 19 al 23 dicembre) Giunto alla terza edizione, parte oggi nella sede dell'Atelier Occupato ESC questo evento che si propone il fine di promuovere e stimolare ragionamenti sulla produzione di cultura indipendente sia in campo letterario che in quello enologico. Saranno presenti 8 vignaioli e 28 case editrici che venderanno i loro prodotti con un 20% di sconto (sono quindi ottime occasioni per un'idea regalo alternativa). La cinque giorni sarà animata da dibattiti, incontri e letture per un programma che si presenta davvero molto stimolante. Per informazioni ulteriori vi rimando al sito di ESCAtelier in cui potrete trovare l'elenco delle azienda partecipanti e il programma dettagliato degli eventi. |
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