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Ormai lo sapete che ci piace segnalare nuovi e validi indirizzi gastronomici, ma ci piace ancora di più farlo quando questi locali sono situati in zone periferiche e senza alcun appeal estetico. Il ristorante Ore Dodici rientra perfettamente in questa situazione: sorge da circa tre anni in una delle tante zone dormitorio della Capitale ed è circondato dall’aperta campagna. Il nome è indicativo del fatto che sono aperti solo a pranzo, dal lunedì al venerdì, ma per piccoli gruppi e solo su prenotazione, aprono anche la sera. Per noi è stata una bella scoperta e, nonostante le difficoltà legate alla lontananza e agli orari di apertura, vi consigliamo di provarlo, nella speranza che i proprietari decidano di aprire anche nel week end almeno a pranzo. Le grandi vetrate lasciano intravedere l’unica sala arredata in stile moderno, con porta bottiglie trasparenti alle pareti e piccoli tavoli ben apparecchiati. Il menù offre piatti creativi, mediamente ben preparati ed è studiato ad hoc per affrontare una pausa pranzo di gusto senza appesantirsi. La lista dei vini ha una sezione iniziale dedicata a diverse cantine della regione, per poi contemplare anche altre aziende italiane; i ricarichi sono corretti. Il nostro pranzo è iniziato con una piacevole entrée: una polpetta di ricotta fritta, per poi proseguire con i due antipasti scelti: un tenero calamaro con dadolata di verdure di stagione e un salmone affumicato con insalata di asparagi (in realtà un rotolo di pesce con verdure e pezzetti uovo sodo all'interno) un po’ pasticciato e pesante. Gustosi entrambi i primi piatti provati: dei semplici, ma efficaci spaghetti con pomodorini e fiocchi di bufala (peccato per la lieve nota amarognola data da alcuni pomodori bruciacchiati), e un risotto al polpo verace e olive taggiasche, ben mantecato ma un po' avaro di pesce. Tra i secondi, tutti e due di ispirazione marinara, molto buono il filetto di rombo al forno (dalle carni sode e saporite) con caponatina di verdure ben fatta, ricca di pinoli e uvetta e con l'aggiunta di tenere foglie di spinacino; convincente pure lo spiedino di gamberi e spigola, dal pesce fresco e ben grigliato, ma servito con un tortino di patate asciutto e insapore. Chiusura all’altezza con dei deliziosi ravioli di ananas ripieni di ricotta al cioccolato e sorbetto al mojito.
In questo periodo di crisi economica, fa sempre un certo effetto vedere dei ristoranti strapieni, con la fila di persone in piedi ad aspettare il proprio turno. Da Cacio e Pepe è così e non bisogna essere dei fini sociologi per capirne il motivo: ad attrarre è sicuramente il prezzo, veramente economico. Non troviamo infatti altra spiegazione, visto il livello della cucina che, da semplice ma sostanzialmente corretta, negli anni ha mostrato dei passi indietro preoccupanti. Inaccettabile, poi, che con un’offerta “quasi fissa” (non ci sono antipasti, dolci e caffè, mentre le opzioni sono 3-4 per le due portate principali) si accettino le ordinazioni per poi dire “ci dispiace, ma è terminato”. E’ tanto difficile organizzare le provviste in presenza di una tale staticità della proposta e con un pienone garantito ogni sera?!? Per il resto segnaliamo un servizio almeno veloce e abile a smaltire il grande carico di lavoro e un ambiente molto informale, ma tutto sommato piacevole. Beninteso, stiamo parlando dei mesi caldi quando una miriade di tavoli invadono il marciapiedi antistante e l’illuminazione è affidata ai lampioni della strada; perché d’inverno gli spazi interni sono angusti, senza considerare le scale che portano al bagno al piano superiore, strette e con i boccioni da 5 litri del vino della casa ad ostacolare il passaggio. Ma veniamo al racconto dell’ultima esperienza vissuta. Fra i primi erano disponibili solamente i tonnarelli, proposti in tre varianti: cacio e pepe, gricia e carbonara. Li accomunava un livello mediocre, con condimenti non all’altezza e cotture sbagliate. Siamo saliti leggermente di tono con i secondi, a partire dal più "dietetico" dei piatti, il discreto pollo in porchetta, per proseguire con un onesto polpettone. In negativo, invece, segnaliamo il pollo alla cacciatora, molto saporito ma caratterizzato da un eccesso di olio, e lo sformato di patate con speck e provola, secco e abbastanza insipido. Ovviamente assente la lista dei vini.
Sapore di Pane Via di Priscilla, 117 (Piazza Vescovio) - Tel. 06.86211597 - Chiuso: Sabato pomeriggio e Domenica Si accinge a festeggiare i cento anni il panificio Giacobetti, nato nel 1910 in Vicolo del Moro a Trastevere. Poi, dal 1940 si è definitivamente stabilito in Via di Priscilla ed è qui che, ancora oggi, potrete assaggiare i numerosi prodotti da forno. Accanto ad una produzione giornaliera di pani tradizionali (grano duro, baguette, bolognese, ferrarese, panini al latte, rosette, ciabatte, pane integrale e le ciriole anche nel formato mignon), c’è una produzione di pani speciali e dietetici: di segale, pane Panda (fatto con farine bio), al mais, multi cereale, alla soia, azimo, arabo, di farro, di kamut e un buonissimo pane a lievitazione naturale, sia bianco che integrale. Nel corso del tempo, all’attività di panificazione è stata affiancata anche la vendita di prodotti gastronomici di qualità, come salumi e formaggi di alpeggio, italiani e stranieri, paste artigianali, cioccolato finissimo e caffè di particolare pregio. Una piccola cantina di circa 80 etichette (scelte tra piccole e medie aziende vinicole che mirano ad una produzione di qualità), completa l’offerta di questa bella panetteria. Il servizio è gentile e simpatico. Questo e altri 533 negozi per gourmet li trovi su Roma per il Goloso - ed. 2008, pubblicazione acquistabile in edicola, in libreria e sul nostro sito internet.
Finanziera Ingredienti per 10 persone: 100 gr di animelle di vitello, 100 gr di cervella di vitello, 100 gr di filone di vitello (midollo spinale), 2 testicoli, 100 gr di polpa di vitello tritata, 100 gr di filetto di vitello, 100 gr di rognone di vitello, 100 gr di fegato di vitello, 100 gr di fegatini di pollo, 350 gr di piselli sbucciati, 100 gr di funghi porcini sott'olio, burro, olio extravergine di oliva, brodo, farina di grano 00, 1 bicchiere di Barolo, 1 bicchierino di Marsala secco, 1 cucchiaio di aceto di vino, sale Preparazione: Prendete un tegame piuttosto capiente atto a contenere tutti gli ingredienti della finanziera. In esso fate rosolare con un po' di burro il rognone fatto a pezzettini e il filetto di vitello tagliato a striscioline. Appena rosolati, salate, aggiungete un po' di brodo e mettete il tegame in caldo, a fiamma molto bassa. Con la carne tritata fate delle pallottoline grandi come nocciole, infarinatele e passatele in padella con un po' di burro. Appena rosolate, salatele e mettetele nel tegame col filetto e il rognone. Cuocete poi, in padella, gli altri ingredienti, uno alla volta e infarinati, cioè i filoni, la cervella, i testicoli tagliati a fette, il lacetto, le creste di gallo, i fegatini di pollo e il fegato di vitello. Via via che hanno raggiunto la cottura, sistemateli sempre nel tegame, che manterrete umido col brodo e col Barolo che unirete poco alla volta. Cuocete infine i piselli con un po' d'olio e di brodo e fate saltare in padella i funghi porcini sott'olio: unite poi piselli e funghi agli altri ingredienti. Amalgamate bene i componenti della finanziera che devono essere ben legati fra di loro. Aggiustate di sale, se è il caso. Aggiungete il cucchiaio di aceto e il bicchierino di Marsala, alzate il fuoco per due minuti, poi servite immediatamente. La finanziera appartiene alla cucina borghese del secolo scorso, quando a Torino erano appunto gli uomini dell'alta finanza a cibarsene. In essa non devono mancare le creste di gallo che un tempo erano abbondanti quando questi animali venivano ridotti a capponi, cioè privati degli attributi sessuali: succedeva ad agosto-settembre, affinchè i capponi fossero pronti per Natale. Questa ricetta è tratta da Chef 3.6, un programma Tekworks che contiene oltre 24.500 ricette, scaricabile gratuitamente dal nostro sito all'indirizzo www.romanelpiatto.it/chef.asp. Scaricalo subito, approfittane!!!
Le Vie di Gaeta (Gaeta - LT - 4 e 5 ottobre 2008) Si terrà nel prossimo fine settimana la sesta edizione di questa manifestazione organizzata dall'Associazione Gaeta a Tavola che si prefigge lo scopo di far conoscere la cucina gaetana e le bellezze paesaggistiche ed architettoniche della cittadina. Fulcro dell'evento saranno 3 momenti: il convegno di apertura sabato mattina alle 11, il pomeriggio del sabato dalle 17.30 fino a notte fonda con Via Indipendenza che ospiterà l'enogastronomia di qualità e, infine, il trekking urbano di Domenica (partenza alle 10) che permetterà di godere delle bellezze della zona (due i percorsi previsti). Per maggiori informazioni vi invitiamo a visitare il sito www.gaetavola.org
Orvieto con Gusto (Orvieto - TR - fino al 5 ottobre 2008) Si è aperta lo scorso 26 settembre questa kermesse enogastronomica che porterà nella bella cittadina umbra migliaia di gourmet da tutta Italia fino a domenica prossima. L'intento degli organizzatori è facilmente intuibile: far conoscere i giacimenti del gusto di questa zona - vino, olio e prodotti tipici - attraverso una serie di eventi. Tema dell'edizione di quest'anno sarà il menù a chilometri zero, confezionato cioè con prodotti del territorio, autoctoni. Clou della manifestazione sarà la famosa "Passeggiata del Gusto" di sabato 4 e domenica 5 che si svolgerà nel centro di Orvieto con menù strettamente legati alla tradizione orvietana. Per informazioni su programma, costi e orari, vi invitiamo a visitare il completissimo sito della manifestazione www.orvietocongusto.it
Salami e salumi (Mantova - dal 3 al 5 ottobre 2008) Saranno le tre piazze principali di Mantova ad ospitare gli stand espositivi dell'edizione 2008 di questa manifestazione, organizzata da Mantova Expo. Gli oltre 50 espositori provenienti da tutta italia, saranno suddivisi in base al tipo di salume che producono: in particolare, Piazza Sordello vedrà esposti i prodotti da carni suine, in Piazza Broletto ci saranno quelli da specie autoctone o in via di estinzione e in Piazza delle Erbe quelli ottenuti da carni diverse dal maiale. Per i visitatori sono stati anche pensati dei Laboratori con scuole di cucina e degustazioni guidate dei "salumi diversi" (quelli meno conosciuti e più rari). Novità di questa edizione il laboratorio "maiali feltrosi" durante il quale sarà possibile trasformare la lana in feltro e ottenere o un pupazzetto a forma di maiale o un tappetino con l’effige di un maialino. Orari di apertura al pubblico: dalle 10.00 alle 20.00, in tutte e tre le giornate. Per maggiori informazioni vi invitiamo a consultare il sito www.mantovaexpo.it dove troverete tutti i dettagli sull'evento.
inserito il 24 agosto 2008 da pecoranera Le vacanze sono finite e si ricomincia subito a pieno regime in vista dell'uscita autunnale delle nostre guide annuali Roma nel Piatto e Roma per il Goloso. Prima di iniziare a lavorare su classifiche, distribuzione, promozione e via dicendo, voglio segnalarvi tre libri letti in questo mese ... |
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