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Chi ha avuto la fortuna di mangiare negli anni scorsi da Antonello Colonna a Labico, non può non essere rimasto entusiasta del servizio in sala affidato ad Alessandro Pipero, responsabile pure della cantina. Ebbene, ora Alessandro ha intrapreso una nuova avventura, mettendosi in proprio e aprendo un ristorante che porta il suo nome ad Albano Laziale. Raccolti ed eleganti gli arredi, con i soffitti a trave, i quadri di Boch alle pareti e la piccola finestrella che affaccia sulla cucina; impeccabile la mise en place. In questo contesto di classe, però, stona l'asciugamani elettronico stile autogrill posto in bagno. Ottimo il servizio, molto professionale e preciso, e allo stesso tempo con quel tocco di informalità dosata sapientemente che in questo tipo di ristorante fa la differenza. La cucina si ispira chiaramente a quella del maestro di tanti anni, e riesce a coniugare, in una magica alchimia, sapori forti e delicatezza. Conveniente il menù degustazione a 70 euro, mentre avallando l'abbinamento dei vini, i prezzi salgono con una certa facilità. Siamo stati accolti con dei grissini caldi con speck, con uno squisito appetizer - ceci con scorfano croccante e vaniglia - e con delle bollicine francesi, gentilmente offerti. La cena vera e propria è iniziata con un'ottima guancia di maiale cotta in tempura servita con una rinfrescante salsa al melone, e con vongole, friggitelli e patate al cucchiaio, il tutto servito come un cappuccino e giocato sul contrasto fra consistenze e tendenze (dolce-salato) magistralmente eseguito. Ricchi di sapore i tortelli di lingua con consommé alla liquirizia, mentre gli spaghetti con porri, scalogni e Montrachet (tanto decantati da Pipero e presenti pure nel menù degustazione), li abbiamo trovati buoni ma non indimenticabili, leggermente "appiattiti" sulla tendenza dolce. Eccellente, invece, l'agnello panato con pane di Lariano e mandorle, accompagnato da mele al rosmarino, così come la variazione di foie gras, terrina, maritozzo, scaloppa, con quest'ultima strepitosa. Rinfrescante il pre-dessert, una mousse di cioccolato bianco, salsa di pesche e cacao amaro, accompagnata da un buonissimo croccante e dalle praline di cioccolato bianco (in pratica la piccola pasticceria, che avremmo servito dopo il dessert). Chiusura affidata ad una Sacher destrutturata al piatto, da manuale, e ad un'ottima crème brûlée che non avremmo però ricoperto di frutti di bosco. Lista dei vini fornita, con scelte che denotano competenza, ma organizzata in modo un po' confuso; corretti i ricarichi.
Uno degli scorci più belli e caratteristici di Trastevere è sicuramente Piazza de’ Renzi, un piccolo spazio all’aperto tra vecchi palazzi e due magnolie profumate ed imponenti. Su questa piazzetta si affaccia la trattoria da Augusto, meta di numerosi turisti e clienti fedeli. Ma se la naturale bellezza del luogo rimane impressa nella memoria, la cucina di Augusto no, o per lo meno non più come una volta. Il locale è semplice e spartano come si conviene a molte osterie di questo genere: tavoli e sedie in legno, tovaglie di carta (che serviranno anche come supporto per scriverci il conto finale), stoviglie semplici e robuste e null’altro. Non si accettano prenotazioni, quindi è normale vedere (soprattutto nelle serate del week end) lunghe file di persone che aspettano pazientemente il proprio turno. Una volta seduti dimenticate il menù e la lista dei vini (una cattiva abitudine che qui riusciamo a perdonare vista l’immutabilità dell’offerta e i prezzi davvero onesti), ci sarà un cameriere che vi elencherà i piatti e le bevande disponibili. La cucina propone i classici della tradizione romana, preparati però sempre di più con minor carattere, raggiungendo quest’anno una sufficienza molto stiracchiata. Per l’assenza totale di qualsiasi genere di antipasto, abbiamo cominciato la nostra cena direttamente con i primi piatti. La cacio e pepe presentava lo stesso difetto riscontrato nella nostra ultima visita: poca cremosità e disarmonia tra gli ingredienti; l’amatriciana aveva il sugo lento e poco incisivo. Con i secondi il livello è salito lievemente: il semplice pollo alla romana, con il contributo evidente del rosmarino, si è rivelato gradevole così come l'involtino, tenero e saporito. Come dessert finale, abbiamo assaggiato una semplice crostata alle fragole ben fatta.
Palazzo del Freddo di Fassi Via Principe Eugenio, 65/67 (Esquilino) - Tel. 06.4464740 - Chiuso: Lunedì www.palazzodelfreddo.it Per la meritata pausa estiva, vi lasciamo con la segnalazione della gelateria più antica e più grande di Roma, anzi d’Italia: Fassi. Tutto cominciò nel 1880 con una piccola bottega situata in Via Quattro Fontane in cui, oltre al gelato, si vendeva anche il ghiaccio e la birra. Scegliendo definitivamente la via del gelato, il negozio si trasferisce nei primi anni del ‘900, nella sua sede attuale di Via Principe Eugenio all’Esquilino, stabilendosi in un intero palazzo…del freddo per l’appunto (700 metri quadrati di superficie, di cui 200 destinati solo al laboratorio). Il gelato che mangerete da Fassi è il gelato buono e semplice che si faceva una volta: qui non troverete mille gusti a disposizione, ma un buon assortimento di gelati tradizionali, da assaporare nella classica coppetta oppure nella cialda a cono, semifreddi e granite. Solo qui gusterete “le Caterinette”, semifreddi ai vari gusti, chiamati così in onore delle prime donne indipendenti del ‘900; “i sampietrini”, gelati dalla forma squadrata simili agli elementi in pietra usati per la pavimentazione delle strade romane; “i ninetti”, gelati con la stecca dedicati a Giovanni Fassi soprannominato Ninetto, e tante altre fantasiose preparazioni. Insomma, per un tuffo nell’arte antica del gelato, un salto da Fassi è d’obbligo! Questo e altri 533 negozi per gourmet li trovi su Roma per il Goloso - ed. 2008, pubblicazione acquistabile in edicola, in libreria e sul nostro sito internet.
Scampi ai pinoli e dragoncello Ingredienti per 4 persone: 16 scampi, 200 gr di insalate miste, 100 gr di spinaci, 80 gr di pinoli, 1 mazzetto di dragoncello, 2 cucchiai di aceto balsamico, 6 cucchiai di olio extravergine di oliva, sale Preparazione: Lavate le insalate. Asciugatele e tagliatele grossolanamente con le mani. Mondate gli spinaci, lavateli e asciugateli. Pulite gli scampi staccando le teste dalle code, quindi sgusciate le code ed eliminate il budellino nero. Lavateli e asciugateli. In una padella, su fuoco non troppo alto, fate tostare leggermente i pinoli continuando a mescolarli e facendoli saltare nella padella. Levateli quando hanno assunto un bel colore dorato. Preparate la salsa per condire l'insalata. Emulsionate con una forchetta in una ciotolina l'aceto balsamico, 4 cucchiai di olio, un pizzico di sale e pepe e una cucchiaiata di dragoncello tritato. Scaldate in una padella 2 cucchiai di olio, unite le code degli scampi e cuocete per una decina di minuti a fuoco vivace, mescolando. Salate gli scampi e sgocciolateli ponendoli su carta assorbente da cucina. Riunite in un piatto da portata fondo le insalate e gli spinaci. Unite le code degli scampi e i pinoli, qualche foglia di dragoncello e condite con la salsa preparata. Questa ricetta è tratta da Chef 3.6, un programma Tekworks che contiene oltre 24.500 ricette, scaricabile gratuitamente dal nostro sito all'indirizzo www.romanelpiatto.it/chef.asp. Scaricalo subito, approfittane!!!
Calici di Stelle (Tutta Italia - 10 agosto 2008) Torna puntuale anche quest'anno l'appuntamento con Calici di Stelle, evento ideato dal Movimento Turismo del Vino per celebrare la notte di San Lorenzo, quella delle stelle cadenti. In tutta Italia saranno organizzati eventi che vedranno coinvolte tutte le cantine associate, le quali metteranno a disposizione i loro vini, a cui saranno affiancati i prodotti tipici locali. A corredo delle degustazioni, ci sarà tutta una serie di eventi, quali concerti di musica jazz e classica, cortei storici, performance teatrali e giochi pirici. Alcuni produttori apriranno per l'occasione le loro cantine per accogliere gli enoturisti. L’iniziativa si avvale della collaborazione e partecipazione dell’Associazione Nazionale Città del Vino Per maggiori informazioni vi invitiamo a visitare il sito www.movimentoturismovino.it
Massimo Roscia GUIDA AI VINI DELLA PROVINCIA DI FROSINONE Camera di Commercio Frosinone
inserito il 17 luglio 2008 da pecoranera L'Estate si sa, è tempo di letture e ieri, quasi per caso, ho rispolverato dagli scaffali un libro che comprai ad inizio 2007 e che, come spesso mi accade, ho lasciato per un po' in disparte, assorbito com'ero da altre letture. Si tratta di ... |
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