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C’è una domanda ricorrente che ci sentiamo rivolgere da amici e lettori: “Dove vado a mangiare il pesce a Roma?”. Sorvolando sull’anacronismo di tale richiesta, figlia di una cultura di tanti anni fa quando la cena di un certo livello al ristorante veniva identificata con un pasto a base di prodotti del mare, una delle risposte più frequenti è: “all’Acquolina”. Questo indirizzo, nato un paio di anni fa a Collina Fleming dall’iniziativa di Angelo Troiani (quello del Convivio) e di altri soci, è infatti una delle nostre mete preferite. Lo è innanzitutto per la qualità delle materie prime e del modo in cui sono valorizzate; lo è anche per l’ambiente, moderatamente elegante e moderno, con elementi di arredo in stile più antico, come le sedie e la vetrinetta per i calici di vino; d’estate poi, è molto bello cenare sulla terrazza antistante protetta da siepi a riparo di sguardi indiscreti. Lo è pure per il servizio? No, purtroppo no. In un posto che si autodefinisce hostaria ma che costa come un ristorante di rango, ci si aspetterebbe tutt’altro trattamento. Per carità, sono finezze ma che a questo livello di prezzi, sono dovute. E allora il vino al bicchiere che arriva a metà antipasto, il cestino del pane che pure giunge con colpevole ritardo e una generale sensazione di “improvvisazione” nel personale di sala (sempre in relazione alla tipologia di ristorante, pardon hostaria…), si notano eccome. Tralasciando questo aspetto, comunque, tutto il resto è su ottimi standard. Siamo stati accolti da un delizioso appetizer a base di alici: fritte con panatura di pistacchi e marinate, entrambe ben eseguite. Come antipasto abbiamo optato per il variegato assaggio di crudi composto da ostrica, tartufo, gambero e scampo (freschissimi), tartare di maccarello e olive taggiasche (predominanti), tartare di orata con zenzero ed erba cipollina (il piatto migliore), carpaccio di dentice, finocchi e arance e carpaccio di triglia con pomodorini e sedano (quest'ultimo in eccesso a coprire un po’ i sapori). Molto buoni i paccheri al ragù di scorfano e peperoni, con la pasta bella al dente e ben mantecata; ottimi i ravioli di cefalo su salsa ai frutti di mare, con la sfoglia della giusta consistenza. Gustoso, ma servito tiepido, il filetto di orata arrosto con tortino di patate e agretti e sontuoso il fritto misto Acquolina (moscardini, triglia, gamberi, baccalà, verdure, cozze al nero di seppia in tempura e olive ripiene di pesce con un gradevole sentore di limone), croccante e asciutto. In chiusura ci siamo deliziati con il dolce Ciacco, un misto di mini assaggi stavolta ben realizzati: tartelletta alla frutta, cannolo al cioccolato bianco, cheesecake, marchesa al cioccolato e infine, una spettacolare granita di cioccolato bianco con caramello di olive taggiasche e sale Maldon; convincente anche il semifreddo alla vaniglia e zenzero con frutti di bosco. La carta dei vini è sempre ben strutturata, con presenze italiane e d'Oltralpe; ridottissima la lista delle etichette alla mescita.
Tra la Via Flaminia e la zona di Tor di Quinto, questo locale dalle ampie sale e numerosi coperti centra l’offerta soprattutto su pizza e griglia, senza disdegnare il pesce. La ricetta può sembrare scontata ma vuole avere una marcia in più, rispecchiando, nella selezione delle materie prime, nella gamma di birre e vini proposta, ampia e interessante, la filosofia dei gestori, già alla guida di altre pizzerie romane “d'eccezione". Il tentativo però sembra riuscito solo in parte: a fronte della buona qualità degli ingredienti (impasto della pizza e carne, in primis), alcuni piatti sono parsi tirati via, soprattutto nella presentazione, e il servizio approssimativo. Per fare un esempio, la nostra cena è partita con un’ottima pizza "scozzese" al salmone servita purtroppo prima di vino, acqua, posate; e la musica non è cambiata nel corso della serata. Superati i fritti, piuttosto flosci e avari di ripieno, ci siamo avventurati nei primi, discreti ma con un’altalenante sapidità, leggermente in eccesso per le mezze maniche al ragù bianco, i vermicelli con acciughe e ricotta e i tonnarelli del pastore con ricotta, e in difetto invece nelle penne con verdure. Per i secondi, arrivati con scarso coordinamento, scelta quasi obbligata per le specialità alla griglia visto che quelle della cucina si rivelavano man mano terminate. Se la qualità della carne era buona, con preparazioni tutte tenere e saporite (bistecca, grigliata mista di pollo, manzo e salsiccia, tagliata), ci saremmo aspettati tuttavia dei tagli più alti e adeguati. Abbiamo chiuso con un’onesta mousse al cioccolato, con una curiosa panna "smontata" servita "in differita". Insomma, il rapporto qualità/prezzo rimane da ricalibrare, mentre il servizio merita un intervento più drastico…
Bottega Liberati Via Flavio Silicone, 278/282 (Cinecittà) - Tel. 06.71544153 - Chiuso: Domenica E’ di questi giorni la notizia dell’avvenuta riabilitazione della bistecca fiorentina con la modifica del regolamento della Commissione Europea che ha innalzato da 24 a 30 mesi l’età dei bovini per i quali è consentita la commercializzazione di carne con la colonna vertebrale. Per festeggiare, vogliamo parlarvi di una delle macellerie storiche della Capitale: la Bottega Liberati. Nasce nel 1964 come sola macelleria, ma con il passare degli anni e del cambio generazionale (ora è Roberto Liberati figlio di Emilio ad occuparsi di tutto), ha saputo trasformarsi appunto in una bella bottega ricca di ogni golosità. La “ciccia” rimane uno dei punti di forza di questo negozio, con un bellissimo bancone dove sono esposte diverse tipologie e tagli provenienti da razze eccellenti come la Piemontese, la Veronese e la Blonde d’Aquitaine (conosciuta anche come Garronese); inoltre, cinta senese degli allevamenti di Paolo Parisi (con le sue mitiche uova bio) e poi carne bovina, agnelli e capretti laziali, polli toscani, ecc…. Tutto questo è contornato da una serie di prodotti enogastronomici selezionati come paste artigianali, pane con la madre acida e a lievitazione naturale, risi, olii extravergine, erbe, spezie, salse, condimenti, vini (con un piccolo e curato angolo enoteca), cioccolato e infine, formaggi e salumi di primissima qualità. Si effettuano consegne a domicilio in tutta Roma. Questo e altri 533 negozi per gourmet li trovi su Roma per il Goloso - ed. 2008, pubblicazione acquistabile in edicola, in libreria e sul nostro sito internet.
Sfoiadini Ingredienti per 10 persone: 300 gr di farina bianca 00, 170 gr di burro, 1 uovo, latte, zucchero cristallino, un pizzico di sale Preparazione: Le dosi sono per 40 'sfoiadini'. Con la farina, un pizzico di sale e un poco di latte preparate una pagnottella abbastanza soda; mettetela a riposare in frigorifero per 30 minuti. Procedete poi come per la pasta sfogliata aggiungendo 150 g di burro, stendendo e piegando la pasta a libro per sette volte consecutive senza però gli intervalli di riposo. A lavoro finito rimettetela in frigorifero per un'altra mezz'ora, quindi con il mattarello stendete la pasta ad uno spessore di 3 millimetri. Usando due stampini rotondi di differente diametro (uno di 5 e l'altro di 10 cm circa) ritagliate dalla pasta 20 dischetti grandi e 20 piccoli. Pennellateli con tuorlo leggermente sbattuto e poi sovrapponete il dischetto piccolo a quello grande: cospargeteli di zucchero, sistemateli su una placca imburrata, tenendoli un poco distanziati, e metteteli in forno già caldo alla temperatura di 180 gradi lasciandoveli per 15 minuti, finché siano ben cotti ed abbiano acquistato un intenso color oro bruciato. Serviteli freddi. Questa ricetta è tratta da Chef 3.6, un programma Tekworks che contiene oltre 24.500 ricette, scaricabile gratuitamente dal nostro sito all'indirizzo www.romanelpiatto.it/chef.asp. Scaricalo subito, approfittane!!!
Degustazione vini di Lombardia (Roma - 28 aprile 2008) Segnaliamo, una volta tanto, un evento che non è aperto al grande pubblico, ma è destinato agli operatori del settore (giornalisti, ristoratori, titolari di wine bar, ecc.). Organizzato dall'Associazione Consorzi Vini Lombardi in collaborazione con l'Unione Italiana Ristoratori, nella bella cornice dell'Hotel St. George a Via Giulia, è strutturato in banchi di degustazione con oltre 50 etichette (fra cui molti Pinot Nero). Sarò inoltre possibile assaggiare i prodotti tipici della regione in buffet curati dagli chef della U.I.R.. Orario: dalle 19.00 alle 22.00. Per maggiori informazioni vi invitiamo a consultare il sito del Consorzio Tutela Vini Oltrepo' Pavese dove troverete anche l'elenco delle etichette in degustazione.
Dite Cheese (Perugia - dal 1 al 4 maggio 2008) E' la quinta edizione di Dite Cheese quella che si aprirà il 1° maggio nella bellissima location della Rocca Paolina a Perugia. La manifestazione interamente dedicata al formaggio è ricchissima di eventi: dall'aperiticheese al cheese in the city (un vero e proprio trekking goloso per le vie della città), per arrivare al tour dei balconi, una giornata alla scoperta dei tesori enogastronomici dell'Umbria. Non mancheranno inoltre momenti di confronto, con il convegno scientifico, e dimostrazioni sul campo per vedere come si fa un formaggio. Da quest'anno, inoltre, sarà possibile acquistare il kit dell'assaggiatore, consistente in un bicchiere per il vino e in una spatolina per il formaggio. Per visionare il programma completo della manifestazione, vi invitiamo a visitare il completissimo sito internet dell'evento.
Fritto Misto all'Italiana (Ascoli Piceno - dal 1 al 4 maggio 2008) L'oliva ascolana è probabilmente il fritto più caratteristico della nostra nazione e non poteva di certo mancare una rassegna ad essa dedicata nella sua terra d'origine. E' questa l'idea che ha portato alla nascita di questa manifestazione giunta alla terza edizione, che in realtà celebra e valorizza i fritti di tutta Italia e non solo (nella scorsa edizione partecipò pure il Giappone, con le famose tempure). Tre i punti cardinali dell'evento: il Percorso del Fritto (con un ticket di 8,00 euro si possono assaggiare 5 fritture e bevande, con uno da 4,00 euro 2 fritture e bevande) in Piazza Arringo, stessa cornice dell'Enoteca del Rosso Piceno dove ci sarà uno spazio dedicato agli aperitivi a base di bollicine e uno alle singole aziende; chiude il trittico il Ristorante Tipico nel Chiostro di San Francesco, una sorta di villaggio globale della gastronomia. Anche in questo caso vi rimandiamo al sito internet della manifestazione per tutti i dettagli su costi e orari.
Slow Food on film (Bologna - dal 7 all'11 maggio 2008) Promosso da Slow Food, dalla Cineteca e dal Comune di Bologna, questo Festival Internazionale di Cinema e Cibo ha il fine di promuovere una cultura critica della gastronomia, dalla tutela delle tradizioni, alle problematiche ambientali ed economiche per arrivare ad indagare sulle correlazioni fra pulsioni e stati emotivi e cibo. Tutto questo tramite la proiezione di cortometraggi, film, documenti e serie tv. Vi invitiamo a visitare il sito internet della manifestazione per avere dettagli sul programma (ad oggi è consultabile solamente una versione breve, ma nei prossimi giorni troverete pure quella completa).
DA OTTAVIO, DOVE IL MENU' E' UN OPTIONAL... inserito il 23 aprile 2008 da pecoranera Sono molto rari i post che dedico ad un ristorante in particolare, ma nel caso di Ottavio, alla luce dell'esperienza che abbiamo vissuto ieri sera, non posso esimermi dal farlo... Antefatto - Ogni volta che andiamo in questo ristorante a fare la recensione, ci troviamo costretti a segnalare... |
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