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Piacevole scoperta della precedente edizione della guida, Le Tre Zucche si conferma un locale gradevole e dalla formula vincente. Nonostante sia situato in una zona non proprio centrale, questo ristorante si è fatto conoscere e apprezzare sia per il buon livello qualitativo della cucina che per il giusto rapporto qualità-prezzo. Ma andiamo con ordine. Accogliente e confortevole l’ambiente: ad una prima saletta molto piccola, ne segue un’altra un po’ più grande con diversi tavoli che hanno forse l’unico difetto di essere un po’ troppo ravvicinati. Con la bella stagione, invece, è possibile cenare all’aperto nel piccolo dehor antistante il locale. Il menù suggerisce piatti creativi elaborati su sapori tradizionali e materie prime stagionali di buona qualità; anche la presentazione dei piatti è ben curata, sia nella composizione del cibo che nel modo di servirlo. Professionalità e gentilezza sono alla base del servizio, gestito in parte dalla proprietà. Anche la lista dei vini è ben fatta, con delle belle presenze vinose dai ricarichi veramente più che onesti. Dopo uno sfizioso benvenuto da parte dello chef a base di zuppetta di fagioli e pasta fritta, diamo il via alla nostra ottima cena: fiori di zucca ripieni di ricotta di pecora, delicati e profumati, sformatino di scarola, patate, mozzarella su crema di zucca, dalla consistenza morbida e dal sapore convincente, carpaccio di pesce (nel nostro caso un dentice) agli agrumi, fresco e piacevolmente aromatizzato, variante riuscita della tradizionale pasta broccoli e arzilla, qui presentata come una vellutata di broccoli con crocchetta di pesce. Come primi piatti, optiamo per degli eccezionali ravioli di pere e pecorino di Pienza su salsa al tartufo nero e dei gustosi gnocchi al nero di seppia con vongole e broccolo romano. Proseguiamo con una tagliata di tonno eseguita alla perfezione e una tagliata di manzo al radicchio brasato, tenera e al punto giusto di cottura. Degna di nota anche il dessert finale con un caldo-freddo al cioccolato fondente Amedei con spuma di chinotto e il sempre delizioso gelato al pistacchio in cialda. In definitiva, quindi, un’esperienza molto positiva che vi consigliamo di replicare.
E’ incredibile come nel mondo della ristorazione a volte un anno possa essere un tempo sufficiente per registrare degli stravolgimenti nell’offerta di un ristorante. Nel caso di Gioia mia, ad esempio, ne abbiamo parlato bene in guida, ma dopo diverse segnalazioni ricevute da lettori che non erano d'accordo con il nostro giudizio, lo abbiamo testato nuovamente rimanendo sbigottiti da quanto trovato. L'ambiente è come l'avevamo lasciato, per alcuni semplice ed accogliente nel suo aspetto "caciarone", per altri turistico e kitch, con le tovaglie a quadrettoni giallo/rossi e l'insegna luminosa del puttino che fa la pipì nella coppa da Champagne che si colora ad intermittenza… Sono però la cucina e il servizio che hanno fatto notevoli passi indietro. La prima sforna preparazioni grossolane, che attingono alle tradizioni romane ma non solo, molto raramente di un livello sufficiente. Il servizio, invece, è cortese e alla mano, ma pecca, e grandemente, in professionalità (ci è stato addirittura servito un secondo prima del risotto…). Venendo alla cena, siamo partiti con un antipasto misto della casa, un gustoso piatto di verdure gratinate e cotte al forno a legna accompagnate da una frittata. Ben eseguito pure il carciofo servito con delle puntarelle ben ammalvite. Da qui in poi, solo delusioni! Gli spaghetti alla carbonara erano sciapi e con l'uovo cremoso ma di un bianco innaturale (probabile l'aggiunta di panna), mentre quelli all'amatriciana avevano il sugo troppo denso (quasi un concentrato) e di un'acidità eccessiva. Totalmente squilibrato il risotto allo Champagne, in cui l'unico sapore percepibile era quello dell'alcool mal sfumato. Stesso problema nei secondi, che se non fosse stato per questo, sarebbero risultati discreti: il filetto al pepe verde e i saltimbocca alla romana. Male pure il dessert, un tiramisù secco e slegato nei sapori. A chiudere il tutto, una lista dei vini abbastanza scarna e senza indicazione dell'annata. Per coloro che vogliono per forza trovare un pregio in questo ristorante, segnaliamo i prezzi veramente onesti…ma ci mancherebbe altro…
Sesto Girone Via Salaria, 91 (Piazza Fiume) - Tel. 06.8551970 - Chiuso Domenica Al Sesto Girone di dantesca memoria, quello dei golosi per intenderci, si sono voluti ispirare Massimo Piccheri e Claudio Cinti nel dare il nome a loro nuovo negozio aperto ormai da più di un anno nelle vicinanze di Piazza Fiume. Piccola bottega del gusto, gradevole nell’arredo e nell’estetica e, soprattutto, ricca di ricercatezze alimentari provenienti da ogni dove, caratterizzate da lavorazioni artigianali e specificità dei territori d’origine. Oltre 500 etichette per la bella e selezionata cantina, affiancate da birre artigianali, olii extravergine d’oliva e preziosi aceti balsamici. Risi di cascina, legumi (come le lenticchie di Ustica e Ventotene e il cece vulcano della Tuscia), paste artigianali trafilate in bronzo, in diversi formati e con varie tipologie di grano. Ampia selezione di affettati (culatello di cinghiale, lonza, mortadella, speck di bufala, ecc…), mozzarella di bufala dell’Agro-Pontino, formaggi freschi, stagionati ed erborinati, carne di bufala e carne di razze selezionate da ogni regione, con particolare attenzione nella scelta dell’allevatore e di come vengono nutriti gli animali, tonno di Carloforte e Portoscuso e lo stocco di Mammola. Inoltre, marmellate, gelatine, composte, mostarde, miele, salse e tantissime altre tentazioni golose per una cena particolare o anche semplicemente per una pausa pranzo di gusto. Orario no-stop. Questo e altri 533 negozi per gourmet li trovi su Roma per il Goloso - ed. 2008, pubblicazione acquistabile in edicola, in libreria e sul nostro sito internet.
Quaglie in tegame al tartufo Ingredienti per 4 persone: 8 quaglie, 2 carote, 1 costa di sedano, alcune cipolline novelle, 50 gr di burro, 1 tartufo, 8 fettine di bancetta, brodo ristretto, brandy, sale e pepe Preparazione: Pulite le quaglie, insaporitele internamente con un po' di brandy e un pizzico di sale e pepe, introducete in ciascuna un pezzetto di tartufo e avvolgetele nelle fettine di pancetta fissandole con un filo. Fate rosolare in un tegame con il burro e un pizzico di sale le carote e il sedano tagliati a filetti e le cipolline intere. Mettete le quaglie in una casseruola, copritele a filo con il brodo, fate prendere l'ebollizione e cuocete per circa un quarto d'ora; aggiungete il rimanente tartufo tagliato a filetti, le verdure stufate e cuocete ancora per qualche minuto. Sgocciolate le quaglie su un piatto di portata, slegatele, contornatele con le verdure e cospargetele con il fondo di cottura. Questa ricetta è tratta da Chef 3.6, un programma Tekworks che contiene oltre 24.500 ricette, scaricabile gratuitamente dal nostro sito all'indirizzo www.romanelpiatto.it/chef.asp. Scaricalo subito, approfittane!!!
Taste. In viaggio con le diversità del Gusto (Firenze – dal 15 al 17 marzo 2008) Torna per il terzo anno il salone del gusto e delle idee organizzato da Pitti Immagine su un'idea di Davide Paolini. Lo scenario è quello della Stazione Leopolda del capoluogo toscano, all'interno della quale saranno organizzati 5 luoghi destinati ad altrettanti temi, dalla scoperta di nuovi giacimenti enogastronomici, ad uno spazio dedicato all'editoria di settore, per arrivare all'arena che ospiterà dibattiti a tema. Oltre 170 le aziende che parteciperanno alla manifestazione. Orari: Biglietto di ingresso: 8 euro Per avere maggiori informazioni, consultate il sito della manifestazione
Rassegna della torta di Pasqua umbra (Mantignana - PG – dal 13 al 16 marzo 2008) VII edizione, quella che ha aperto i battenti ieri per chiuderli domenica, della manifestazione incentrata sulla celebre torta pasquale ricca di formaggio. Nell'ambito dell'evento, organizzato dall'associazione ARCS di Mantignana e dal Comune di Marsciano, ci saranno degustazioni gratuite e spazi didattici in cui verrà insegnato come preparare l'impasto. Oltre alla partecipazione di una trentina di panificatori dell'area perugina, ci saranno esponenti della Liguria e dell'Abruzzo che proporranno le loro torte pasqualine (i primi) e le pizze di Pasqua (i secondi). Per maggiori informazioni vi potete scaricare il programma cliccando qui |
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