Newsletter n° 81 quella odierna. Prima di addentrarci nel sommario, vogliamo segnalarvi il completo rinnovamento del nostro sito internet.

Molti lettori ci avevano chiesto di semplificare la ricerca dei ristoranti inseriti nella guida attualmente in commercio e per questo abbiamo inserito il box direttamente in home page. Da lì potrete trovare agevolmente il ristorante e lasciare il vostro commento, oltre che vedere i dati di sintesi (abbiamo inserito pure la nostra valutazione sintetica) e leggere gli altri commenti. Ma abbiamo fatto di più. Sotto al box di ricerca dei ristoranti, abbiamo inserito un analogo box dedicato ai negozi per gourmet contenuti nella guida Roma per il Goloso – ed. 2008. Ora con pochi click sarete in grado di trovare il ristorante per ogni occasione, così come la bottega del gusto per i vostri acquisti golosi. Vi invitiamo a visitare il sito rinnovato e ad inviarci suggerimenti per eventuali migliorie a redazione@romanelpiatto.it.

Entrando nel merito del numero odierno, abbiamo provato per voi due ristoranti molto distanti come filosofia. Da una parte semaforo verde per un ristorante solidamente attaccato alla tradizione in quel di Grottaferrata, dall’altra una mezza delusione (semaforo giallo) in una delle apertura eccellenti dell’anno: il ristorante curato da Antonello Colonna al Palazzo delle Esposizioni. La boutique del gusto di questo numero è un’enoteca dall’offerta molto particolare: accanto ad una bella selezione di vini e distillati, infatti, c’è un reparto dedicato alle birre fornitissimo, da mandare in estasi gli appassionati! Da CHEF abbiamo poi tratto una ricetta molto semplice, che con questi freddi è gettonatissima: pasta e ceci. Infine l’evento: nell’ottica di una giusta valorizzazione dei prodotti stagionali, ci fa piacere segnalare una manifestazione dedicata al broccoletto, che si terrà domenica sulle rive del Lago di Bracciano.

Non ci resta che salutarvi e darvi appuntamento per venerdì 22 febbraio.

Venerdì 8.feb.2008


 

 

Sembra ospitasse una stazione di posta per il cambio dei cavalli questo casale del XVI secolo. Oggi, invece, il locale è diviso in due strutture differenti: da una parte piccole sale, ognuna con il camino, attraversate da un corridoio; dall'altra, una più grande con archi al centro. L’ambiente è caldo ed accogliente, caratterizzato da pavimenti in cotto, pareti rosa e soffitti in legno. La cucina, di tipo tradizionale, propone per lo più piatti tipici romani oltre a zuppe e portate di pesce, realizzati con delle buone materie prime. Il servizio è gentile e disponibile anche se non sempre puntuale e preciso. Il nostro pranzo è iniziato attingendo a piene mani dall’antipasto al buffet (impossibile non notarlo all'entrata), ben assortito ed invitante. Tra i vari assaggi, nella maggior parte dei casi di discreta fattura, citiamo un buon prosciutto crudo tagliato a mano, delle gustose focacce assortite e una squisita frittata con verdure. Siamo andati avanti con una zuppa di ceci e farro densa e piacevolmente profumata al finocchio, dei saporiti spaghetti cacio e pepe cotti al dente e ben mantecati e dei delicati gnocchi con Taleggio e scaglie di tartufo nero. Buoni anche i secondi piatti, sebbene giunti dopo una pausa un po' lunga: tenere costolette di abbacchio alla scottadito, una tagliata di manzo al rosmarino (giustamente cotta ma arrivata a tavola tiepida) e un piatto di fritti vegetali croccanti e non unti. Fra i dessert, il millefoglie sbriciolato con scaglie di cioccolato era troppo dolce; migliore il tiramisù agli amaretti e il profitterol, composto al momento, con piccoli beignets ripieni di crema chantilly e ricoperti di cioccolato fuso. La lista dei vini, organizzata per regione, propone diverse etichette di pregio e un giusto focus sui prodotti locali, peccato per l'assenza delle annate…; apprezzabile, invece, la scelta di liquori e distillati.

Che l'ottavo Re di Roma, come molti definiscono lo chef Antonello Colonna, venisse ogni tanto nella Capitale a fare le sue preziose consulenze gastronomiche, era noto a tutti. Stavolta è tornato per ”firmare” la linea culinaria del nuovo spazio food del Palazzo delle Esposizioni, recentemente ristrutturato. Open l’ambiente con le grandi vetrate che lo avvolgono che, oltre a renderlo molto luminoso, lo fanno sembrare quasi sospeso nell’aria. Arredamento minimal e di design dove prevale il bianco assoluto, macchiato ogni tanto da note di colore. Tavoli ben dimensionati, con una mise en place essenziale ed elegante, sono sparsi per la sala alla giusta distanza; rinchiusa in un box di legno chiaro e posta in fondo c’è la cucina con sopra l'open bar dove sorseggiare un drink prima e dopo cena. L’originale menù, un unico grande foglio ripiegato in maniera artistica, comprende prevalentemente piatti della tradizione romana rivisitati e alleggeriti, ma qui purtroppo siamo lontani dall’eccellenza della “casa madre” di Labico. I piatti provati sono buoni, ma non lasciano il segno. La lista dei vini (inglobata nel menù e di non facile consultazione per via dell’elenco fitto senza alcuna divisione tra bollicine, bianchi e rossi), contiene diverse presenze note dell’enologia italiana a dei ricarichi mediamente corretti. Il servizio, tutto al maschile, è gentile e abbastanza professionale, con quell'informalità che in un posto del genere è tollerata. Dopo una discreta pancetta di maialino (dalla carne un po’ duretta), farro e mele cotogne (impercettibili), presa come antipasto, passiamo a due primi piatti tipici: gustosi i ravioli di pecorino e trippa alla romana, con il ripieno di formaggio reso a crema e la trippa all'esterno; scotti gli spaghetti con ragù di tonno fresco, con la predominanza del cappero nel sugo. Buono il trancio di baccalà fritto, per nulla sapido, e saporito l’agnello (presentato in due versioni sia fritto che cotto alla griglia) al mosto cotto e fritto di carciofi. Chiudiamo con una deliziosa apple pie con gelato alla cannella. In definitiva un’esperienza non male, che diventa però deludente viste le credenziali del “Maestro”, soprattutto se sì è avuta la fortuna di provare il ristorante di Labico.

 

Il Negozio

Off License

Via Veio, 4 (San Giovanni) - Tel. 06.77250130 - Chiuso Domenica pomeriggio - www.offlicense.it

Come per il vino, che da diversi anni ha suscitato sempre maggiore interesse creando un vero e proprio turismo enologico, così anche per la birra si sta diffondendo una nuova cultura che sta a testimoniare un’attenzione sempre più alta verso l’impiego del prodotto di qualità. Il consumo di birra pro capite in Italia sta crescendo, anche se rimane molto inferiore rispetto ad altri paesi europei, Germania in primis, e cresce anche la voglia di saperne di più sulla mitica “bionda” come, ad esempio, la degustazione, le singole caratteristiche e i vari abbinamenti possibili. Pochi sono i locali che offrono una bella varietà di birre particolari, magari prodotte da piccoli birrifici artigianali, come pochi sono i negozi ad essa dedicati. Qui a Roma c’è Off License, un beer-shop di tutto rispetto che offre un’ampia selezione di birre straniere e non, accanto ad una cernita di ben 15 produttori di birra artigianale italiana. Il locale si trova su Via Veio (vicino a Piazza San Giovanni), ed è articolato in due sale: la prima ospita il bancone della vendita, il reparto delle birre (con ben due scaffalature centrali ricolme di bottiglie, molto belle anche a vedersi sia per la forma che per le etichette) e un’attenta scelta di distillati e liquori; la seconda sala contiene scaffali carichi di vino, selezionato prediligendo piccoli produttori italiani accanto a grandi nomi che sono garanzia di qualità. Bella e comoda la formula dell’orario continuato (10-22 dal lunedì al sabato; mentre la domenica rimane aperto dalle 9 alle 13), serviti, inoltre, da uno staff simpatico, preparato ed efficiente.  

Questo e altri 533 negozi per gourmet li trovi su Roma per il Goloso - ed. 2008, pubblicazione acquistabile in edicola, in libreria e sul nostro sito internet.

Pasta e ceci

Ingredienti per 4 persone:

200 gr di ceci, 250 gr di pomodori pelati, 150 gr di tagliatelle all'uovo, parmigiano grattugiato, 1 spicchio d'aglio, 1 rametto di rosmarino, olio extravergine di oliva, sale e pepe

Preparazione:

Lasciate i ceci a bagno in abbondante acqua tiepida per un'intera notte. Scolateli, metteteli in una pentola con circa due litri d'acqua salata, portate a ebollizione e cuocete coperto, a fuoco basso, per circa 3 ore. A metà cottura toglietene tre mestoli, frullateli e poi versate di nuovo nella pentola. In un tegame insaporite un po' d'olio, l'aglio schiacciato e il rosmarino, quindi aggiungete i pomodori. Dopo 10 minuti spegnete, eliminate l'aglio e versate questa salsa nella pentola dei ceci. Mescolate e regolate, se necessario, il sale. Spezzettate le tagliatelle e cuocetele insieme ai ceci. A cottura ultimata versate nella zuppiera, conditela con un cucchiaio d'olio, il formaggio grattugiato e il pepe.

Questa ricetta è tratta da Chef 3.6, un programma Tekworks che contiene oltre 24.500 ricette, scaricabile gratuitamente dal nostro sito all'indirizzo www.romanelpiatto.it/chef.asp. Scaricalo subito, approfittane!!!

 

Broccoletti in Piazza (Anguillara Sabazia – RM – 10 febbraio 2008)

Si svolgerà domenica l’ottava edizione della kermesse gastronomica dedicata al prodotto tipico più famoso di Anguillara: il broccoletto. Molto semplice lo svolgimento: saranno gli agricoltori stessi a preparare sul posto, a partire dalle 10 fino a tardo pomeriggio, il broccoletto in abbinamento con salsicce e vino. Evidente lo scopo della manifestazione, che è quello di valorizzare questo prodotto, per il quale si cercherà, nei prossimi anni, di arrivare alla certificazione di IGP. Per gli interessati, il luogo che ospiterà l’evento è il lungolago Reginaldo Belloni.

Per maggiori informazioni potete visitare il sito internet del Comune di Anguillara Sabazia.

 

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