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Lungo il caotico Viale Trastevere, brulicante di macchine, persone, rumori e odori di ogni genere, è rassicurante sapere di trovare un piccolo ristorante, dove poter trascorrere una serata piacevole, immersi in un’atmosfera ovattata, quasi fiabesca. Un luogo dove la concretezza della cucina, basata su una scelta accorta delle materie prime, unita alla semplicità dei piatti proposti, ben si sposa con l’armonia regalata dai volti distesi e dai sorrisi sinceri del personale di sala, dagli occhi impertinenti degli elfi e da quelli più teneri delle fatine dei fiori che dimorano sugli scaffali e sulle mensole della sala. Il nome del locale non tradisce le aspettative, si ha davvero l’impressione di entrare in un mondo immaginario dove tutto è delicato; come in un sogno, dove i nostri sguardi sono illuminati da lampadari circondati da arboscelli e foglie, come se fossimo in una selva incantata… Il menù, molto curato anche dal punto di vista grafico, è ricco di proposte che spaziano dalle ricette della cucina romana a quelle mediterranee con alcune variazioni “fatate”. La carta dei vini offre esclusivamente etichette laziali, che sono tutte degustabili alla mescita. Utile l’idea di consigliare per ogni piatto un calice in abbinamento. Facilmente suggestionabili dal potere intrinseco delle parole, abbiamo iniziato la nostra passeggiata nel bosco con "amore e pigrizia", un ricco piatto di verdure grigliate e gratinate, accompagnate da una delicata cianfotta (una sorta di ratatouille nostrana, a base di peperoni, zucchine, pomodori, melanzane, ecc...). Un antipasto leggero e saporito, adatto per avviarsi, senza appesantirsi, verso le incantevoli Specialità Fatate, tra le quali abbiamo scelto dei gustosissimi gnocchetti verdi di spinaci conditi con panna e speck, e una "paglia e fieno alla pecorara" servita con un’armonica salsa a base di funghi, pomodori pachino, un pizzico di peperoncino e una spolverata di pecorino. Corretta interpretazione anche per le seconde portate. La succulenta tagliata, accompagnata da cicoria ripassata e patate, è stata senza dubbio la migliore; molto teneri gli involtini di vitella al limone, ma un po’ troppo invadente la nota agrumata; dal sapore ricco (meno accattivante allo sguardo), l'agnello aromatizzato al rosmarino. Prima di uscire dal bosco vi consigliamo di leggere con attenzione la lavagna dove sono indicati i dolci del giorno, tutti rigorosamente fatti in casa. Se si può fare a meno di assaggiare la pur molto buona crostata di visciole, non vi potete esimere dal prendere, oltre al soufflè al cioccolato accompagnato da gelato alla vaniglia e da un bicchierino di soffice tiramisù, anche il creme caramel...quasi commovente!
Eravamo incerti se utilizzare il semaforo giallo o quello rosso per sintetizzare la nostra opinione su questo ristorante: alla fine abbiamo optato per il secondo. Nella guida attualmente in commercio, vi abbiamo parlato di un buon ristorante a Via Pio Foà, 6; si chiamava La Goccia Blu e per un paio di anni ci abbiamo mangiato bene, rimanendone pienamente soddisfatti. Un paio di settimane fa, nel provarlo abbiamo preso atto del cambio di gestione ed ora, vi dobbiamo rendere conto di un sensibile peggioramento. Gli arredi sono rimasti gli stessi, piacevolmente eleganti e giocati sui toni del blu; il locale è nell'insieme accogliente, disposto su due piani e caratterizzato da un servizio estremamente gentile e preciso (molte le attenzioni per il cliente, dall'aperitivo all'appetizer, fino al pre-dessert e alla piccola pasticceria). Peccato per la musica techno che da una certa ora in poi rischia di "flashare" l'avventore. Noi, però, il vero choc lo abbiamo avuto con la cucina! L'impronta è rimasta la stessa del vecchio locale, ma il livello è ora a mala pena sufficiente. Preparazioni a nostro avviso pretenziose senza risultare mai incisive, con un fil rouge di un'eccessiva cottura che abbiamo ritrovato in molti piatti. Ma veniamo alla descrizione della cena. Accolti da delle bollicine e da degli gnudi (bruciacchiati) alle erbe e cipolla di Tropea gentilmente offerti, siamo partiti con una tempura di gamberi e verdure unta, con delle discrete ricottine in pasta kataifi con insalatina di spinaci e melograno e con una vellutata di ceci (insapori) con polpo arrosto (bruciato) e rughetta. Fra i primi, sufficienti i maltagliati di grano saraceno con ragù di pollo e peperoni, mentre le orecchiette con ragù di polpo e pecorino erano salatissime e sovrastate dal pomodoro e i frascarelli con cozze (salate) e fagioli cannellini slegati (qualche fagiolo andava passato). Insapore, poi, il calamaro ripieno su crema di patate e arance, troppo cotto il pollo ripieno di broccoli e salsiccia, e non commentabile (…) il trancio di orata con finocchi e guanciale croccante. Per finire, una crème brûlée agli agrumi (fastidioso il contrasto agro-bruciato!) e un tortino caldo di cioccolato (indovinate? Bruciacchiato…) con gelato al peperoncino. Lista dei vini piuttosto ridotta e dai ricarichi tarati verso l'alto. Insomma, capre e cavoli stavolta non possono essere salvati…
Regoli Via dello Statuto, 60 (Piazza Vittorio) - Tel. 06.4872812 - Chiuso Martedì Archiviati panettoni e pandori delle feste natalizie appena trascorse, ci deliziamo nel frattempo con le golose frappe e castagnole del grasso carnevale per arrivare, poi, dopo un sano periodo di Quaresima (intesa più che altro come depurazione del corpo più che dello spirito…), alle colombe pasquali. In sintesi questi sono i periodi più “caldi” e più remunerativi per tutte le pasticcerie nostrane, ma in realtà l’arte pasticcera non ha limiti di tempo. A Roma, su Via dello Statuto che collega Via Merulana a Piazza Vittorio, esiste e resiste da parecchi anni una piccola pasticceria, Regoli il nome, che in tutti momenti dell’anno offre un’ottima scelta di dolci. Accanto ai classici lieviti, ideali a colazione, e alla tradizionale pasticceria mignon, qui si produce uno squisito profitterole (soffici bigné ripieni di crema chantilly e ricoperti di un buon cioccolato fondente), una deliziosa torta con le fragoline di bosco, dei superbi bigné di San Giuseppe, un delicato millefoglie a forma di stella (con una sfoglia croccante e leggera) e un’eccezionale torta alla ricotta (con una sfoglia esterna friabile e un ripieno cremoso e profumato) che, a nostro avviso, è una delle migliori mai mangiate nella Capitale. Certo vi dovrete armare di tanta pazienza, soprattutto la domenica, per la lunga fila che spesso si crea (il locale d’altronde è stretto e lungo), ma dopo l’attesa ne sarà valsa sicuramente la pena! Questo e altri 533 negozi per gourmet li trovi su Roma per il Goloso - ed. 2008, pubblicazione acquistabile in edicola, in libreria e sul nostro sito internet.
Fegato in saor Ingredienti per 6 persone: Un pezzo di fegato di vitello da 1 kg, una carota, un gambo di sedano, una foglia di alloro, 2 kg di cipolle bianche, 100 gr di uvetta sultanina, 100 gr di pinoli, zenzero fresco, 50 cl di olio extravergine di oliva, 100 cl di aceto di vino, sale e pepe Preparazione: Mettete il fegato in una pentola con acqua fredda, cipolla, carota, sedano e una foglia d'alloro. Cuocete a fuoco lento per un'ora e lasciate raffreddare nella pentola. Fate appassire la cipolla affettata sottilmente in un bicchiere d'olio; unite a poco a poco l'aceto, l'uvetta rinvenuta in acqua tiepida e i pinoli. Spegnete e fate riposare. Tagliate il fegato a fette di 1 cm, salate, pepate, cospargete di zenzero grattugiato e alternatele con le cipolle. Questa ricetta è tratta da Chef 3.6, un programma Tekworks che contiene oltre 24.500 ricette, scaricabile gratuitamente dal nostro sito all'indirizzo www.romanelpiatto.it/chef.asp. Scaricalo subito, approfittane!!!
Identità Golose (Milano - dal 27 al 30 gennaio 2008) Ideata e organizzata da Paolo Marchi con l'aiuto di MAGENTAbureau, partirà Domenica per concludersi Mercoledì, la quarta edizione di Identità Golose, il primo congresso italiano sulla cucina d'autore. La manifestazione vedrà alternarsi oltre sessanta tra cuochi, ristoratori, pasticcieri, pizzaioli e panettieri in quattro giorni pieni di appuntamenti aventi come filo conduttore il rapporto fra le tradizioni nostrane e la creatività di altre culture gastronomiche. Ben rappresentata la pattuglia estera e praticamente al completo (pochissime le defezioni) quella italiana. Per informazioni dettagliate sull'evento, consultate il sito della manifestazione veramente molto completo e ben fatto.
QUANDO SI DICE "UN CONTO DETTAGLIATO"... inserito il 14 gennaio 2008 da pecoranera Ci sono degli aspetti di una certa ristorazione "romana" che proprio non sopporto e voglio, a titolo esemplificativo, riportarvi un'esperienza vissuta recentemente in un'osteria dei Castelli. Secondo voi è tollerabile ... |
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