Eccoci tornati dopo le festività natalizie, pronti a raccontarvi nuove esperienze gastronomiche vissute nella Capitale.

Nella newsletter n° 79, vi parleremo di due ristoranti, uno promosso e uno "rimandato". Il primo è un indirizzo sulla cui affidabilità potremmo scommettere visto che nel corso degli anni si è mantenuto sempre su certi standard qualitativi: si trova a Campo de' Fiori. L'altro, invece, è un nome in un certo senso noto dato che ne hanno parlato, in un modo o nell'altro, quasi tutti gli organi di informazione: stiamo parlando di Baba a Tor di Quinto, che, a dispetto degli unanimi pareri positivi, non ci ha per niente convinto e sotto leggerete il perché.

A proposito di ristoranti, vi aggiorniamo su un recente cambio di nome (e quasi sicuramente di gestione) di un ristorante inserito nella nostra guida Roma nel Piatto - ed. 2008. Si tratta de La Goccia Blu a Monteverde che ora si chiama Capre e Cavoli. Lo abbiamo provato recentemente ed abbiamo constatato un livello della cucina decisamente inferiore, adesso insufficiente.

Tornando alla newsletter, vi abbiamo poi segnalato un'iniziativa recente in un quartiere non certo dei più ricchi (Centocelle) che a nostro avviso merita attenzione. E' D.O.L. e l'acronimo sta ad indicare "di origine laziale": in questa gastronomia, infatti, vengono valorizzati esclusivamente prodotti della nostra regione.

Da CHEF abbiamo tratto la ricetta della tarte tatin, un dolce che se fatto bene è veramente gustoso! Infine l'evento. Si tratta di SuperWhites, una manifestazione che intende valorizzare i vini del Friuli (probabilmente la regione italiana più vocata per i bianchi) che si svolgerà nel prossimo fine settimana a Roma.

Come ultima cosa, vi ricordo che si concluderà il 15 gennaio il concorso per vincere 10 Carta PerDue con la quale potrete ottenere significativi sconti nei locali della Capitale aderenti al circuito. Per ulteriori dettagli vi rimandiamo alla pagina dell'iniziativa.

Vi lasciamo alla lettura, dandovi appuntamento per venerdì 25 gennaio.

Venerdì 11.gen.2008


 

 

Si è rivelata una piacevole conferma la sosta in questo ristorante-bistrot  a due passi da Campo de’ Fiori. Ispirato ad una formula di sicuro appeal per i turisti, e cioè una cucina nazionale con specialità di tutte le regioni, ha un’offerta però ben lontana dagli “standard” turistici, contraddistinta da una bella mano nelle esecuzioni dei piatti e grande cura nella scelta delle materie prime.  Convince anche l'ambiente, curato ma non formale, caratterizzato dall'ampio uso di legno; così come il servizio, puntuale e cortese, la cui unica difficoltà è quella di destreggiarsi tra tavoli troppo ravvicinati. Nella nostra ultima visita siamo partiti con il cannolo di farina di castagne con asiago e radicchio: una discreta cialda riscattata dal buon ripieno e dall'ottima verdura. Buoni, anche se con qualche riserva, entrambi i primi provati: i testaroli della Lunigiana al pesto erano perfetti per cottura e consistenza ma con un condimento dal finale troppo amarognolo; gli straccetti al rosmarino con baccalà, olive taggiasche e pinoli, profumati e delicati, avevano un leggero eccesso d'acqua nell'intingolo. Promozione a pieni voti invece per i secondi, dove abbiamo assaggiato un maestoso ossobuco in tegame con trito di mandorle ed erbe aromatiche e patate (strepitose) e la millefoglie di spigola con patate e fiori di zucca dalla carne tenera e saporita. Una soffice torta di cioccolato al cioccolato bianco e un golosissimo gelato alla cannella hanno fatto da degna chiusura al nostro pasto. Bella la selezione dei vini e dei distillati, presentata e servita con professionalità,  con valide proposte anche alla mescita. Da applausi l’aver inserito nel menù, la carta d'identità di salumi, formaggi e paste utilizzate.

Il semaforo giallo questa volta è toccato ad un nome molto in voga nel panorama dei ristoranti romani. Non c’è infatti rivista o trasmissione che si rispetti che non possa fregiarsi dell'onore di aver parlato, bene, di Baba ed il successo di pubblico sta a confermare queste recensioni. Ormai, però, dovreste conoscerci e sapete quindi che verifichiamo sempre di persona e, quando necessario, non ci esimiamo dal formulare delle critiche. E questo è il caso. Per carità, la location è carina, in un casale ristrutturato sapientemente che dà l'impressione di essere isolato dal mondo ed invece è dentro Roma; l'ambiente è molto caldo e accogliente.  L'istrionica proprietaria, Baba per l'appunto, da brava padrona di casa vi illustrerà la sua filosofia di ristorazione e ospitalità: si arriva tutti insieme alle 21 e si inizia a mangiare con un menù fisso che varia ogni sera. Purtroppo a tanta originalità nella forma, corrisponde a nostro avviso una sostanza che lascia a desiderare. Il livello delle preparazioni è inadeguato alle nostre aspettative e l'attenzione che si dice di avere verso le produzioni biologiche non si capisce come possa coniugarsi con le olive e le mozzarelline da grande distribuzione usate nelle preparazioni o con il pepe già macinato, da chissà quanto, lasciato in tavola… Eppoi il vino: ci è stato chiesto che bottiglia volessimo ad antipasto ultimato e senza essere edotti su quello che avremmo mangiato. Nel corso della nostra visita, a dir la verità, siamo partiti bene con un prosecco offerto e due piatti molto gustosi, una zuppa di castagne e cavoletti e una crema di polenta con formaggio, pomodorini e cicoria. Ma dai primi in poi solo mezze o piene delusioni. Gli spaghetti fatti in casa all'amatriciana erano con pancetta e cipolla (inopportuna e invadente), mentre il risotto con olive e arance era ben cotto ma, chissà perché, ci ha fatto tornare in mette un vecchio claim "olivolì, olivolà,…". Fra i secondi, che vengono serviti in un simpatico buffet, abbiamo trovato buone e leggere le polpette di spinaci, e solamente discreta l'arista ai porcini. Un po' pasticciato il farro alla cantonese, aroma di menta in eccesso per le uova con i fagiolini e un'insalata con ovoline (insapori). In chiusura una dimenticabile torta all'arancia. La lista dei vini è ridotta, ma contiene, meritoriamente, l'abbinamento consigliato per ogni vino: peccato che non si sappia prima cosa si mangerà… Dopo tutte queste critiche ci chiederete perché il semaforo è giallo e non di un acceso rosso. Domanda legittima. La risposta è che per molti aspetti, nonostante quanto detto, una visita da Baba è un’esperienza che almeno una volta va fatta per via dell’accoglienza e del tipo di offerta molto particolare. Sempre per amor del vero, abbiamo notato fra i tavoli molti abituè e quindi prendiamo atto che molte persone non la pensano come noi. Pazienza…

 

Il Negozio

D.O.L. di origine laziale

Via Domenico Panaroli, 6/a (Centocelle) - Tel. 06.24596033 - Chiuso Domenica - www.dioriginelaziale.it

Nel nostro peregrinare alla ricerca di piccole botteghe del gusto da segnalarvi, ci siamo imbattuti in questo nuovo ed originale esercizio commerciale che si prefigge uno scopo molto interessante: quello di vendere, sia all’ingrosso che al dettaglio, solo prodotti tipici regionali. Aperto in una zona periferica, quasi a voler mantenere un filo diretto con la campagna circostante da cui provengono i diversi prodotti, DOL non è soltanto una vetrina sulle qualità agroalimentari del Lazio, ma anche un luogo dove promuovere una cultura enogastronomica tradizionale, dando la possibilità ai consumatori di venire a contatto con realtà grandi e piccole sparse su tutto il territorio regionale. Tanti i prodotti da acquistare e gustare: formaggi (cacio fiore, pecorino romano Dop, ricotta romana Dop, caciotta di bufala di Amareno, ecc…), salumi, pasta artigianale, conserve da agricoltura biologica, olio extravergine d’oliva Dop della Sabina e di Canino, legumi (lenticchia di Onano e fagioli cannellini di Atina), dolci, miele e vini Doc e Igt. Il negozio DOL, inoltre, si pone anche al servizio dei G.A.S. (Gruppi d’Acquisto Solidale) e di quei ristoranti che vogliono promuovere la qualità dei prodotti del Territorio.  

Questo e altri 533 negozi per gourmet li trovi su Roma per il Goloso - ed. 2008, pubblicazione acquistabile in edicola, in libreria e sul nostro sito internet.

Tarte tatin

Ingredienti per 6 persone:

Per la pasta: 150 gr di farina, 75 gr di burro, mezzo bicchiere di acqua. Per il ripieno: 6 mele, 125 gr di zucchero, panna liquida

Preparazione:

Sbucciate e tagliate le mele a fettine spesse. Preparate la pasta: disponete la farina a fontana, al centro mettete il burro a pezzetti, lo zucchero e l'acqua. Impastate in fretta e lasciatela riposare un'ora. Imburrate abbondantemente il fondo di uno stampo rotondo. Spolverizzatelo con molto zucchero. Disponetevi un primo strato di mele e cospargetele di zucchero. Disponete un secondo strato di mele e zuccherate anche queste. Stendete la pasta a disco dello spessore di 3 centimetri e adagiatelo sulle mele ricoprendole completamente e facendola penetrare un po' tra la frutta e il bordo del recipiente. Cuocete in forno preriscaldato a 250 °C per 30 minuti. Sformate su un piatto e fate caramellare la torta sotto il grill per 10 minuti. Servite il dolce tiepido con la panna a parte.

Questa ricetta è tratta da Chef 3.6, un programma Tekworks che contiene oltre 24.500 ricette, scaricabile gratuitamente dal nostro sito all'indirizzo www.romanelpiatto.it/chef.asp. Scaricalo subito, approfittane!!!

 

SuperWhites (Roma - 19 e 20 gennaio 2008)

E' ormai collaudata questa manifestazione organizzata nella Capitale da Slow Food Friuli Venezia Giulia per valorizzare i bianchi della regione. Giunta all'ottava edizione, si svolgerà anche quest'anno con la stessa formula: sabato 19 degustazione libera presso un gruppo di enoteche (17 a Roma e 5 nel resto del Lazio) con la possibilità di incontrare direttamente i produttori (67 in tutto) e farsi spiegare i loro vini e domenica 20 gran finale con un banco d'assaggio che vedrà la partecipazione contemporanea di tutti i produttori che hanno aderito all'evento nella bella cornice dell'hotel Hilton. In quella sede i partecipanti potranno assaggiare l’eccellenza gastronomica della regione: prosciutto del Consorzio di San Daniele, salame del Collio friulano e prosciutto Praga con osso di Morgante,  le specialità gastronomiche d’oca di Jolanda de Colò e i formaggi selezionati da Pezzetta.

Orari:
Sabato 19 gennaio: dalle 17.00 alle 20.00 nelle enoteche
Ingresso libero

Domenica 20 gennaio: dalle 15.00 alle 19.30 all'hotel Hilton
Ingresso a pagamento: 10 euro per i soci Slow Food, 15 euro per i non soci

Per scaricare l'elenco delle enoteche che parteciperanno all'evento cliccate qui, mentre per avere maggiori informazioni, consultate il sito della manifestazione

 

E’ MORTO NICOLA SANTOLERI, UN GRANDE UOMO

inserito il 22 dicembre 2007 da pecoranera

Ho appreso solamente ora una notizia che mai avrei voluto sentire. Mercoledì notte è morto in un incidente stradale all’età di 58 anni Nicola Santoleri, un imprenditore vinicolo con la I maiuscola. Normalmente ...

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