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Da tempo cercavamo di venire in questo piccolo angolo di paradiso enogastronomico dietro Santa Maria Maggiore; ogni volta, la solita risposta: “Ci dispiace, è tutto pieno”. Alla fine, tenaci e sempre più curiosi, abbiamo prenotato con diversi giorni di anticipo, riuscendo ad aggiudicarci un tavolo nel frequentatissimo ristorante di cucina marchigiana di Via San Vito. L’esperienza è stata positiva sotto tutti i punti di vista. Abbiamo avvertito immediatamente l’atmosfera ospitale e la professionalità del personale giovane e gentile. Della “Trattoria” è rimasto poco o nulla: l’ambiente è decisamente curato nei particolari e sia il menù che la carta dei vini sono indizio dell’ottimo livello del locale. Come Ulisse era tentato dal canto ammaliatore delle Sirene, così noi dai numerosi tortini tutti invitanti e sfiziosi. Non volendo fare sacrifici ne abbiamo assaggiati diversi, constatando la loro squisitezza: uno al radicchio in salsa di Asiago, un altro in salsa di carote, infine quello di melanzane con salsa di pomodoro. Imperdibili i fritti che, affiancati da un ciauscolo cremosissimo, regalano al palato un’esperienza di rara intensità dovuta alla loro preparazione perfetta. Volendo assaggiare anche qualcosa di più adatto alla stagione, abbiamo provato il carpaccio di baccalà con cipolla rossa e tartufo nero, l’elogio della delicatezza. Tra i primi, abbiamo gradito i buonissimi ravioli di cernia che, essendo tra i piatti del giorno, sarà più difficile ritrovare. Che dire delle tagliatelle con zucca, zucchine e fiori di zucca? Impeccabili. Il livello della cucina si è mantenuto costantemente alto per tutta la cena: come dimenticare gli involtini di pesce spada così ricchi di sapore, il più semplice baccalà in bianco, al tegame con le patate, ed il particolare tortino di parmigiano in salsa di lattuga? Gli ultimi momenti di permanenza da Monti li abbiamo accompagnati con il dissetante sorbetto al melone e con il tortino di mele con zabaione che, qualora ce ne fosse bisogno, ci ha strappato la promessa di un nostro ritorno.
Di primo acchito, questo curato locale ci ha predisposto bene. Le varie sale, distribuite sia a livello strada che in quello sottostante, hanno un'aria decisamente gradevole; inoltre il menù, benché funestato da vari refusi, offre diverse proposte stuzzicanti sia nel settore della cucina che in quello della pizzeria. Anche la carta dei vini appare ricca e ben strutturata, con poche mezze bottiglie ma in compenso diverse magnum che incoraggiano brigate numerose e di robusti bevitori. Chi preferisce andare per piccole dosi può optare anche per un gradevole vino sfuso che però, a 10 euro al litro, non si presenta come la classica alternativa economica alla bottiglia. Siamo insomma partiti con ottime premesse: ma alla fine, aimé, ci siamo sentiti alquanto delusi. Innanzi tutto, ci spiace dirlo, anche per un servizio non impeccabile: se possiamo chiudere un occhio sul fatto che qualcuno, magari alle prime esperienze in quel locale, non conoscesse il contenuto dei piatti dai nomi meno usuali e dovesse chiedere aiuto a ogni richiesta di delucidazioni, ci ha dato ben più fastidio che altri ci trattassero con modi in generale alquanto spicci, e che all'ordine di un litro del vino della casa ci abbiano invece riportato la carta dei vini forse sperando in ordini più sostanziosi. Un po' più di disponibilità e di organizzazione gioverebbero senza dubbio. Assieme a qualche guizzo ai fornelli, dal momento che il livello di diversi piatti ci è sembrato tutto sommato poco più che ordinario. In effetti abbiamo iniziato con il piede giusto, con bocconcini di pasta ricresciuta, privi di ogni tipo di condimento ma egualmente saporiti, e un piatto di "marcelline" con tortino di riso, succo d'arancia e curry, piacevoli polpettine di carne che hanno creato buone aspettative per il proseguimento della cena. Fra i primi abbiamo selezionato un'abbondante zuppa di farro e zucchine che possiamo definire onesta, e un'altrettanto sostanziosa porzione di lunghini al cacio bugiardo con pan grattato, burro e aroma di acciughe, che ci hanno soddisfatto. Nulla di particolare da dire sull'entrecôte al Barolo, eseguita con mestiere. L'arista di cinta senese era di per sé buona: prevedeva però una salsa di ceci e rosmarino, mentre entrambi i vegetali risultavano completamente assenti dal piatto. In perfetta coerenza, anche l'altro vegetale cui aspiravamo (una cicoria ripassata da noi regolarmente ordinata) non è mai arrivata sul nostro tavolo. Per chiudere in dolcezza ci siamo comunque rifatti con una ben presentata e gradevole apple pie.
Polpettone alla napoletana Ingredienti per 4 persone: 500 gr di carne tritata, 250 gr di pane raffermo, 4 uova, 2 spicchi d'aglio, prezzemolo, 50 gr di parmigiano reggiano, 50 gr di salame (o prosciutto), 3 uova sode, 100 gr di provolone, 50 gr di sugna, 500 gr di pomodoro fresco, 50 gr di concentrato di pomodoro, 1 cipolla, basilico, sale e pepe Preparazione: Fate l'impasto di carne come per le polpette, lavorandolo bene in modo che non restino grumi di pane. Tagliate la provola ed i salumi a bastoncini, le uova sode a spicchi. Bagnate il piano di lavoro o oliatelo leggermente e disponetevi una giusta quantità di impasto (circa 1/3 della dose) in forma ovale. Al centro per il lungo metterete l'imbottitura, facendo in modo che gli spicchi di uova sode abbiano da un lato il salame e dall'altro il formaggio. Chiudete poi il polpettone che assumerà la forma di una mortadellina e mettetelo a friggere in una padella di frittura. Potreste infarinare il polpettone prima di friggerlo o passarlo nel bianco d'uovo sbattuto, ma non è necessario. Quando girate il polpettone nella padella fate attenzione a non romperlo; basterà che si rosoli bene all'esterno perché poi finirà di cuocere nel sugo di pomodoro, ma è opportuno, comunque, che il fuoco non sia troppo vivace. Avrete preparato intanto una salsa di pomodoro molto fresca con sugna, cipolla e basilico. Quando i polpettoni avranno una bella crosta dorata metteteli in una teglia pressappoco della loro altezza, copriteli di salsa e lasciateli insaporire coperti per una buona mezz'ora, di più e non di meno. Poco prima di spegnere, aggiungete altro basilico fresco. Questa ricetta è tratta da Chef 3.6, un programma Tekworks che contiene oltre 24.500 ricette, scaricabile gratuitamente dal nostro sito all'indirizzo www.romanelpiatto.it/chef.asp. Scaricalo subito, approfittane!!!
Calici di Stelle (Tutta Italia - 10 agosto 2007) Edizione numero 10, quella che si terrà nella prossima notte di San Lorenzo, di questa bella manifestazione (500.000 partecipanti l'anno scorso!) ideata e realizzata dal Movimento Turismo del Vino in collaborazione con l'Associazione Città del Vino. In tutta Italia verranno allestiti banchetti per degustare il nettare di Bacco nella notte delle stelle cadenti. Mi raccomando, tenete a "portata di mano" un desidero per essere pronti ad esprimerlo in caso osserviate il fenomeno. Per conoscere i dettagli del programma cliccate qui |
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