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Per una bella fetta di cuochi stupire il cliente con preparazioni fantasiose e creative sembra essere diventato un must, con risultati spesso indecorosi. Per fortuna, a fianco dei pochi che sanno osare, c’è anche chi resta fedele alla tradizione perpetuando nel suo ristorante una cucina solidamente ancorata a materie prime eccellenti. Questo è il caso de L’Arcangelo, elegante ristorante in quel di Prati, preso ogni giorno d’assalto da una clientela di alto livello, composta da politici, avvocati e uomini d’affari. In un ambiente caratterizzato dal vasto uso di legno e da una mise en place tradizionale, si possono mangiare preparazioni che fanno della costanza del livello qualitativo la loro bandiera, il tutto coccolati da un servizio presente e professionale, ma discreto allo stesso tempo. Nella nostra ultima visita risalente ad una decina di giorni fa, siamo stati accolti da una pappa al pomodoro molto sfiziosa, fatta con lo stesso pane servito in tavola e gentilmente offerta. Partenza vera e propria con un eccellente tortino tiepido di polipo, patate, olive e funghi porcini marinati al sale affumicato e con dei salumi di cinta senese di Fulvio Pierangelini, molto buoni ed abbondanti, peccato per il salame servito troppo freddo. Per proseguire, un must del ristorante: le mezze maniche all'amatriciana, strepitose come al solito realizzate con un guanciale di ottimo livello. Meno usuali, ma sempre molto buoni, gli spaghettoni di Gragnano, mosto cotto, aglio rosso e parmigiano. Fra i due secondi provati, decisamente da preferire le polpette di agnello fritte, crema fritta e fiori di zucca ripieni di ricotta e acciughe rispetto alla faraona arrosto che è risultata un po' "stoppacciosa" pur se ricca di gusto. In chiusura, al posto del classico dolce, abbiamo optato per una ricchissima macedonia (in pochi ristoranti abbiamo visto dare questa importanza alla frutta, bravi). Ultimo cenno per la lista dei vini: non molto vasta, ma con presenze che denotano competenza, risulta scomoda nella consultazione per via dell’organizzazione in ordine alfabetico.
Da sempre chic e alla moda, il quartiere Parioli si è arricchito da pochi mesi di un nuovo indirizzo gastronomico, il ristorante All’Oro. Il gioco di parole è tra la famosa pianta sempreverde tipica del Mediterraneo, lauro o alloro per l’appunto, e il colore oro che in questo locale è stato sapientemente utilizzato come elemento decorativo. Una porta a vetri vi introduce nell’unica, piccola sala arredata con tavoli (in un numero maggiore di quanto il locale dovrebbe contenere), sedie e comodi divanetti dai cromatismi che vanno dal bianco all’avorio, intervallati da piccoli spazi dorati che donano luminosità all’insieme. La cucina, che è di impronta mediterranea, utilizza pesce, carne, verdure e legumi tipici della nostra tradizione, realizzando dei buoni piatti ma, a nostro avviso, con spunti creativi a volte fini a sé stessi e in alcuni casi con fastidiose porzioni “very small” (soprattutto nei secondi piatti). Il servizio è premuroso e cortese ma con dei tempi inspiegabilmente lunghi tra le varie portate. In tutto questo contesto curato e attento ai dettagli, stona la microscopica lista dei vini stampata semplicemente su di un foglio A4 e contenente poche etichette per lo più commerciali: almeno i ricarichi sono nella media! Anche qui, purtroppo aggiungiamo noi, viene servita l’acqua microfiltrata. Dopo un piccolo benvenuto da parte della cucina con un delicato mantecato di ricotta, purea di melanzane e pomodorini secchi, giungono a tavola i nostri antipasti. Ardito (e poco riuscito secondo noi) l'abbinamento del soufflè di piselli con cozze al pomodoro e spuma di cocco, rassicurante il tonno "All'Oro Style" appena scottato e servito su una buona panzanella. Fragrante e vario il cestino del pane fatto rigorosamente in casa. Gustosi gli spaghetti alla chitarra con fiori di zucca, acciughe e mozzarella di bufala; discreti i cavatelli con pomodorini pendolini affumicati e provola su passatina di cicoria, con la pasta al giusto grado di cottura ma dall'eccessiva nota fumé. Porzioni ristrette ma con gusto e sapore nei due secondi scelti: spigola alla cacciatora con soufflé di provola e limone e pesce all’acqua pazza con crostino di pane. Privo di incisività il tiramisù al caffè con banane preso come dessert.
Cernia all'avogado Ingredienti per 4 persone: 1 cernia da 1 kg, 1 scalogno, 1 spicchio di aglio, 1 costa di sedano, 1 carota, 1 ciuffetto di prezzemolo, 1 rametto di timo, 4 grani di pepe nero, 1 pizzico di sale, 1 limone. Per la salsa: 2 avogado, 1 limone, olio extravergine di oliva, sale e pepe Preparazione: Mettete in una pentola due litri d'acqua, lo scalogno tagliato a fettine, la carota a rondelle, una costa di sedano a pezzetti, uno spicchio d'aglio intero, un ciuffetto di prezzemolo, un rametto di timo, il succo del limone, quattro grani di pepe, un pizzico di sale. Portate ad ebollizione e cuocete, a pentola coperta e a fiamma bassa, per circa mezz'ora. Togliete il recipiente dal fuoco e fate raffreddare. Immergete il pesce eviscerato e lavato nella pentola del brodo, ponete di nuovo sul fuoco, portate a leggero bollore e cuocete, sempre a fiamma bassa, per 30 minuti. Sgocciolate la cernia, eliminate le pinne, ma lasciate intatte testa e coda. Fatela raffreddare, poi tenetela in frigorifero almeno 3 ore. Poco prima di servire a tavola preparate la salsa: sbucciate gli avocado, tagliateli a meta, eliminate i noccioli e frullate la polpa con alcuni cucchiai d'olio, quattro cucchiai di succo di limone, la cipolla tritata, sale e pepe. La salsa deve risultare della consistenza di una maionese. Se è troppo densa allungatela con altro succo di limone. Disponete il pesce sul piatto da portata, spalmatelo con un po' di salsa all'avocado lasciando scoperte testa e coda, guarnite il resto con fettine di limone e foglie di prezzemolo. Servite con la restante salsa a parte. Questa ricetta è tratta da Chef 3.6, un programma Tekworks che contiene oltre 24.500 ricette, scaricabile gratuitamente dal nostro sito all'indirizzo www.romanelpiatto.it/chef.asp. Scaricalo subito, approfittane!!!
Blues & Wine Soul Festival (Agrigento - dal 19 al 22 luglio 2007) E' arrivata alla quinta edizione questa originale rassegna che si propone di coniugare vino e musica nella bella città di Agrigento. Con il sottofondo della coinvolgente musica blues, si potranno degustare i vini delle migliori cantine siciliane in un susseguirsi di eventi: dalle feste di piazza nel centro storico di “Aperitivo Festival”, al “Galà del Vino e della Musica”, alle “Big Soul Nights” finali nella cornice della Valle dei Templi di notte. Per conoscere i dettagli del programma vi rimandiamo al sito internet della manifestazione |
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