|
|
|
|
In un quartiere signorile, che pullula di avvocati e altri professonisti, Piero e Francesco hanno aperto un locale che mira a unire semplicità ed eleganza senza per questo scadere nel grigiore. Questo si riflette nell'ambiente, disposto su due livelli: i tavoli ben spaziati si integrano in un arredo colorato ma senza fronzoli, che la sera della nostra visita era ulteriormente vivacizzato da una mostra di curiose decorazioni artigianali. La stessa ricerca di equilibrio si riscontra anche nella proposta culinaria: il ben riuscito lavoro dello chef mira a coniugare senza apparente sforzo concretezza e stile, trattando ingredienti selezionati con studiata essenzialità. Ben realizzata la carta dei vini, dettagliata e con buona scelta: include etichette anche molto abbordabili, mezze bottiglie e vini al bicchiere, tra cui se ne annoverano diversi da dessert. Curato a dovere anche il cestino del pane, con casareccio e piccoli grissini ma anche la carta da musica sarda: non è l'unico alimento vantato da questo locale che provenga dalla bella regione isolana. Il servizio è competente e solerte, a tratti persino ossequioso. Quando il clima lo consente, sono disponibili anche alcuni tavoli sul viale. E a proposito di esterni, un plauso per il menù completo e aggiornato esposto in una bacheca all'entrata, a chiarire immediatamente il livello dei prezzi e la gamma di portate. Noi abbiamo iniziato ad esplorarla scegliendo tra i vari antipasti una piccola catalana di mazzancolle, di per sé ottime e ben accompagnate da semplici verdure. Tra i primi abbiamo selezionato i gradevoli spaghetti di Gragnano con bottarga di tonno di Carloforte, che di base avremmo però preferito di sapore un po' più deciso nonostante fossero sormontati da una profumata e sapida bottarga tagliata a fettine; abbiamo loro preferito le sfoglie croccanti di pasta di farina di ceci ai frutti di mare, variegate e gustose. Impeccabile il classico rombo in crosta di patate e molto buona anche la tagliata di tonno alla cacciatora, a conferma della qualità delle materie prime utilizzate che anche in questo caso erano di provenienza sarda. Dulcis in fundo, è il caso di dirlo, un piacevolissimo tortino morbido di cioccolato con cuore caldo che abiamo approvato senza riserve, seguito da un caffè ben fatto dalla crema elastica e persistente. In conclusione un'ottima cena in un locale che, se ai più può risultare alquanto impegnativo per serate qualunque, è senza dubbio adeguato a qualche piccola occasione speciale quanto a tranquille cene di lavoro.
Diceva Joyce: “Dio fece il cibo, il diavolo i cuochi”. Mentre tornavamo a casa dopo aver cenato da Giulio questo detto ci è tornato in mente, chissà perché. O meglio, il motivo purtroppo c’è, eccome! Se il perseverare a distanza di un anno in una cucina spenta e spesso imprecisa può essere una buona causa per riconoscere il carattere “diabolico” di un cuoco allora l’aforisma è più che pertinente. Dopo giornate di pioggia e di umido, il piacevole giardino intorno al casale è risultato inutilizzabile e così ci siamo accomodati all’interno: uno spazio piuttosto ampio, con tutte le caratteristiche di una trattoria di una volta. Rispetto allo scorsa visita, abbiamo avuto il piacere di trovare il menù scritto, comprensivo anche di una piccola (ma adeguata) lista dei vini. Questo ci ha fatto ben sperare su un possibile miglioramento anche nella qualità delle pietanze: errore! Non ci è voluto molto tempo per constatare che grossi passi in avanti non sono stati fatti. Per avere una visione il più possibile completa, abbiamo voluto provare l’antipasto misto: dopo un’attesa più lunga del previsto ci sono stati serviti dei buoni salumi misti ed un piatto di broccoletti e melanzane in cui era evidente (anche troppo) il sapore dell’aceto. Tra i primi abbiamo assaggiato gli gnocchi al ragù. Assolutamente deludenti: la carne era introvabile ed il sugo lento, tanto da svilire anche gli gnocchi che comunque erano di buona fattura. Migliori le pappardelle al cinghiale in cui per fortuna quest’ultimo si è immolato generosamente nel nostro piatto, arricchito di gradevoli aromi (questa volta non eccessivi). Con i secondi, Giulio ha mostrato la sua vera vocazione: quella di locale specializzato nella carne alla brace. Ed è su questa che vi consigliamo di concentrarvi per non rimanere delusi. Se le salsicce erano discrete ma leggermente seccate dalla cottura, la bistecca era davvero speciale, umorosa e tenerissima. Da dimenticare le patate fritte a cui abbiamo avuto la colpa di dare la preferenza tra i contorni: unte e flosce. Dopo quest’altalenarsi di momenti più o meno felici, il cameriere è venuto al nostro tavolo chiedendoci quale dolce gradissimo. Ricordandogli simpaticamente che scegliere era complicato non sapendo cosa fosse disponibile, dopo il suo lungo elenco, abbiamo deciso per la torta di ricotta e cioccolato: agghiacciante…talmente fredda da non riuscire a distinguere alcun sapore e da appiattire le diverse consistenze della ricotta, della frolla e del cioccolato. Anche il caffè non ci ha convinto per la crema così evanescente da scomparire nel “viaggio” fino al nostro tavolo.
Vitel tonnè Ingredienti per 6 persone: 1.000 gr rotonda di vitello, 50 cl di aceto di vino bianco, 1 cipolla, 6 chiodi di garofano, 5 grani di pepe nero, 1 pezzo di cannella, alcune foglie di alloro, sale, 10 acciughe sotto sale, 2 noci di burro, 3 tuorli di uovo sodo, 10 capperi sotto sale Preparazione: Prendete la rotonda della coscia o girello di un vitello di fassone, mettetelo in una terrina e copritelo con aceto ed acqua (mezzo litro di aceto bianco dovrebbe bastare), aggiungete la cipolla affettata grossolanamente, i chiodi di garofano, il pepe nero, la cannella, l'alloro e il sale. Lasciate la carne a macerare nella marinata almeno 12 ore, ovvero una notte. Adesso fate brasare il girello: prendete una casseruola, fatevi sciogliere due noci di burro e poi disponete la carne ben sgocciolata e fatela rosolare un po' affinchè faccia una sottile crosta. A questo punto aggiungete le acciughe dissalate e diliscate e fatele sciogliere nel burro, quindi versate nell'intingolo il tuorlo d'uovo sodo sbriciolato. Rimestate e aggiungete subito la marinata. Fate cuocere a casseruola scoperta fino a quando il sugo si è ben ristretto. La cottura, comunque, non deve essere troppo prolungata, altrimenti la carne, quando sarà servita fredda e a fette, apparirà asciutta e prosciugata dei suoi umori. Togliete la carne e affettatela non troppo sottilmente, versate sopra le fette il fondo di cottura dopo averlo passato al setaccio e guarnito coi capperi precedentemente lavati sotto l'acqua corrente. Il vitel tonnè va servito freddo. Questo piatto, come avrete notato, nulla ha a che spartire col vitello tonnato odierno, vivanda nobilissima a base di carne di vitello lessa, tagliata e ricoperta con una salsa ottenuta da maionese, tonno e capperi e una spruzzata di succo di limone. Il francesismo tonnè starebbe per conciato, ossia accomodato, secondo Luciano De Giacomi. Ma significa pure scuro, cupo, come del resto appare la salsa d'acciughe che guarnisce questo piatto. Questa ricetta è tratta da Chef 3.5, un programma Tekworks che contiene oltre 24.500 ricette, scaricabile gratuitamente dal nostro sito all'indirizzo www.romanelpiatto.it/chef.asp. Scaricalo subito, approfittane!!!
Sapori di Mare (Sperlonga - RM - 9 e 10 giugno 2007) Inizierà domani e si concluderà domenica la quarta edizione della manifestazione organizzata nella splendida cornice di Sperlonga dalla Meetingweb di Fondi e finanziata dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione Lazio con il patrocinio della Provincia di Latina e del Comune di Sperlonga. Nell’ambito dell'evento i ristoratori della zona si affronteranno a colpi di ricette basate sul pesce azzurro e saranno gli stessi visitatori a decretare il migliore. Non ci sarà solamente la "gara dei sapori" ma anche convegni e stand in cui degustare i prodotti tipici del luogo. Per conoscere i dettagli del programma e tutte le iniziative correlate, vi rimandiamo al sito internet della manifestazione
inserito il 5 giugno 2007 da pecoranera E’ uscita sabato scorso la seconda edizione de l'Umbria nel Piatto, la nostra guida al ricco patrimonio enogastronomico della regione. Si tratta della prima e unica guida specificamente dedicata... |
|
· Per qualsiasi commento riguardante questa newsletter e/o la guida, mandaci una mail all'indirizzo redazione@romanelpiatto.it · Se sei interessato ad un'inserzione pubblicitaria sulla prossima edizione della guida, ad un banner sul sito www.romanelpiatto.it o a sponsorizzare questa newsletter, contattaci all'indirizzo commerciale@lapecoranera.net · Se vuoi acquistare i nostri prodotti o regalarli ad un amico, puoi farlo direttamente dalla pagina www.lapecoranera.net/catalogo.asp Se vuoi cancellarti da questa mailing list, manda una mail vuota con oggetto "Cancellami" all'indirizzo redazione@romanelpiatto.it
Tutti i diritti relativi ai testi di questa newsletter, tranne quelli specificamente indicati, sono di esclusiva proprietà de La Pecora Nera Editore s.n.c. di Cargiani Simone e C.; è vietata la loro riproduzione, anche parziale, in qualsiasi formato e su qualsiasi supporto. E' vietata pure la traduzione in qualsiasi lingua. |