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Abbiamo sempre
seguito volentieri l'attività di questo piccolo e piacevole locale,
che da poco più di un anno ha ulteriormente guadagnato in cura
e raffinatezza grazie alla nuova gestione di Romana detta "la Rospa",
già chef a domicilio per i buongustai romani. Il menù è
intrigante e ha l'accortezza di segnalare, per chi ha esigenze alimentari
particolari, quali sono i piatti vegetariani e quali quelli del tutto
privi di latticini. Ad alcuni primi della tradizione di Roma e dintorni
(Amatrice inclusa...) che restano inossidabili a disposizione degli avventori
si affiancano diversi piatti ben più elaborati, ottenuti da ingredienti
tutto sommato semplici ma accostati con gusto e inventiva, senza biasimevoli
eccessi. In aggiunta alla gamma di pietanze più consolidata, che
purtroppo non abbiamo più trovato esposta all'esterno, una lavagnetta
presenta diversi piatti del giorno. Per non lasciare curiosità
inappagate, dal lunedì al mercoledì si può anche
ottenere, per una o più portate a piacere, selezioni di due o più
assaggini a scelta del cliente. Noi abbiamo iniziato la nostra cena con
una piacevole polpettina omaggio con pollo e peperoni, seguita da un antipasto
semplice ma buono: petto d'oca affumicato con cipolline in agrodolce al
vino rosso. Tra i primi, gradevoli e saporite le penne integrali con prosciutto
d'oca e pesto di pistacchi; curiose e aromatiche le chicche di patate
al tartufo e profumo d'arancia, delicati gnocchetti dal lieve condimento.
A seguire una ben realizzata arista di maiale al cardamomo con "tortina
di patate e carote" e delle ben fatte melanzane ripiene di ceci e
di sé in salsa di carote, che abbiamo accompagnato con delle efficaci
verdure al forno con riduzione balsamica. Per chiudere, due ottimi dessert:
un exploit di formaggio dolce con pinoli e caramello salato, dal lieve
e gradevole contrasto, nonché una torta di pere e mandorle con
salsa di porto caramellato che ci è altrettanto piaciuta. Sul finire,
dolcetto omaggio al sesamo per non lasciar sospetti di languorini trascurati.
Il servizio è stato sollecito, cortese e professionale. La carta
dei vini, variegata e ben scritta, attinge un po' da tutta Italia e consente
di ordinare numerose etichette al bicchiere. Elaborato e gustoso il pane
del cestino; acqua, ahimé microfiltrata, a 2 euro. In quanto al
caffè, ci sono tre qualità tra cui scegliere (oltre al decaffeinato):
abbiamo preferito la "Panama", più morbida delle altre,
e l'abbiamo decisamente gradita. In sintesi è stata una bella esperienza,
che ha rafforzato l'ottima opinione che già avevamo di questo posto
e della sua nuova titolare.
Non avrei mai voluto utilizzare il semaforo rosso per questa trattoria… Indelebili i ricordi di quando, ancora impiegato di banca, facevo interminabili pause pranzo nei mesi primaverili seduto negli spartani tavoli all’aperto con vista sulla statua di Giordano Bruno. Si mangiavano cose semplici ma buone, con un servizio molto informale e sempre cortese: insomma un indirizzo che nonostante la pressione turistica riusciva a perpetuare con successo la tradizione romanesca a tavola. Purtroppo l’imperfetto è d’obbligo ed in questo caso non è solo il tempo di un verbo… La nostra prova risale ad un paio di settimane fa: al nostro arrivo, capiamo subito che diverse cose sono cambiate. Da subito ci danno un senso di claustrofobia le vetrate laterali poste a protezione dello spazio all'aperto, per non dire dello sgomento per le sotto tovaglie damascate rosso bordeaux… Arrivano i piatti e i dubbi lasciano spazio ad una triste conferma: la trattoria che ci ricordavamo ha subito un'involuzione trasformandosi, purtroppo, in un ritrovo per turisti... Preparazioni dozzinali, materie prime fresche ma in dei casi di impronta commerciale, e via dicendo. Anche il servizio, pur restando informale, è cambiato, ma in questo caso continua a piacerci: affidato ad un simpatico cameriere molto “espansivo” ci ha, come si dice a Roma, svoltato la serata. Ma veniamo all’esperienza strettamente gastronomica. Dopo aver scelto il vino dalla lista ridotta all’osso (una decina di etichette proposta perlomeno con ricarichi equi), iniziamo il nostro percorso con un antipasto misto composto da affettati scontati (con il salame da supermercato), delle olive nere e da una mozzarella servita fredda di frigorifero. Passiamo alla pasta e proviamo due cavalli di battaglia della trattoria che fu: i tonnarelli cacio e pepe e gli spaghetti alla carbonara. I primi erano totalmente insufficienti, con il condimento messo sopra e il formaggio filante come in una pizza (!), non male invece al sapore la carbonara (buono il guanciale) ma con l'uovo colpevolmente stracotto, a mo' di frittata. Passiamo ai secondi ed ecco delle polpette di carne (un po' secche) servite con un sugo di pomodoro molto gustoso ed un pollo con i peperoni di un bianco pallido davvero inquietante per chi ha avuto la fortuna di crescere mangiando polli ruspanti. Discreta chiusura con il tiramisù e la zuppa inglese (meglio il primo), ma non sufficiente a risollevare le sorti di un’esperienza nel complesso totalmente insufficiente.
Gallina 'mbriaca Ingredienti per 6 persone: 1 pollo ruspante tagliato a piccoli pezzi, 1 litro di vino rosso, 1 cipolla piccola, 1 costa di sedano, 1 carota, 1 spicchio d'aglio, salvia, rosmarino, 1 rametto di timo fresco, alcune foglie di prezzemolo, farina, sale, pepe in grani, olio extravergine di oliva Preparazione: La gallina 'mbriaca è un tipico piatto della cucina del Centro Italia e richiede materie prime di ottima qualità. Come per tutte le ricette di tradizione, ne esistono diverse varianti; quella che vi proponiamo è stata più volte collaudata con successo. Di rigore l'abbinamento con un vino umbro o toscano: Sangiovese, Montefalco Rosso, un Chianti giovane... Preparate la marinata: mescolate in una bacinella sufficientemente capiente cipolla, aglio, carota, sedano e prezzemolo, che avrete grossolanamente tritato, e alcuni granelli di pepe nero con circa tre quarti di litro di vino; aggiungete il pollo a pezzi e lasciate marinare in frigorifero per almeno una notte. La cottura. Preparate un mazzetto odoroso con rosmarino, alcune foglie di salvia, timo a piacere e legatelo con del filo di cotone; eviterete così di trovarvi il sugo di cottura pieno di foglioline. In una larga padella fate scaldare l'olio con il mazzetto odoroso; quando l'olio fuma aggiungete i pezzi di pollo ben scolati, e fateli rosolare a fuoco vivace da ogni lato, badando che non attacchino. Quando la carne avrà preso colore, salate, spolverizzate con una manciatina di farina e fate brevemente insaporire; aggiungete il vino rimasto (non quello della marinata) e continuate la cottura a fuoco lento e a padella coperta sino a che il pollo sarà ben tenero. Se dovesse asciugare troppo aggiungete poca acqua o altro vino rosso. Servite ben caldo, accompagnato da patate al forno. Questa ricetta è tratta da Chef 3.5, un programma Tekworks che contiene oltre 24.500 ricette, scaricabile gratuitamente dal nostro sito all'indirizzo www.romanelpiatto.it/chef.asp. Scaricalo subito, approfittane!!!
Cibus Roma (Roma - dal 13 al 16 aprile 2007) Ha aperto oggi i battenti nella Nuova Fiera di Roma, la prima edizione di Cibus realizzata nella Capitale, il Salone internazionale dell’alimentazione che per 25 anni si è tenuto a Parma, sede che ospiterà l'edizione 2008. La manifestazione, organizzata dalla Fiera di Parma, si prefigge lo scopo di valorizzare l'alimentare made in Italy ed è destinata principalmente agli operatori di settore (solo nella giornata di domenica è aperta al pubblico). Ad animare l'evento ci sono i cosiddetti "Atelier del Gusto" organizzati in collaborazione con CCIAA di Roma e Witaly e contemporaneamente sono state allestite delle mostre allo Spazio Etoile in Piazza S. Lorenzo in Lucina e una rassegna cinematografica alla Casa del Cinema di Villa Borghese, ovviamente incentrate sul cibo. Orari: Operatori: venerdì 13, sabato 14 e lunedì 16 aprile 10.00/19.00 Pubblico: domenica 15 aprile 12.00/22.00 Per qualsiasi informazione vi rimandiamo al sito della manifestazione
LE GUIDE DI DOVE E LA MACCHINA DEL TEMPO... inserito il 30 marzo 2007 da pecoranera In questi giorni stiamo ultimando la seconda edizione de “l’Umbria nel Piatto” la nostra guida dei ristoranti della regione. Dopo aver visitato tutti gli indirizzi in forma anonima ed aver quindi...
CHI “PAGA VERAMENTE IL CONTO”? inserito il 28 marzo 2007 da hume Credo di essere stato tra i primi, fedeli lettori (a suo tempo anche abbonato) del Gambero Rosso, sin da quando diventò rivista autonoma. La passione ancestrale per cibi e vini mi rendeva avido... |
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