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Un lettore,
in seguito all’invio dello scorso numero della newsletter, ci ha
scritto rimproverandoci nella sostanza il fatto di segnalare con il semaforo
verde dei ristoranti di cucina romana in cui si spendono più di
30 euro. Pur non condividendo la critica in quanto spesso è nelle
preparazioni più semplici che si vede la bravura di un cuoco (si
veda ad esempio la mitica cacio e pepe di Colonna), abbiamo deciso di
accontentarlo e di segnalare in questo numero un ottimo ristorante siciliano.
Siciliano già nella proprietà dato che i titolari sono originari
di Bronte, siciliano nel menù, scritto rigorosamente in dialetto
(non preoccupatevi ci sono i “sottotitoli”), e siciliano soprattutto
nella cucina, per nulla snaturata dalla distanza con la terra di origine.
L’ambiente è anch’esso solare, con la prevalenza del
giallo, ed il servizio è preciso oltre che cortese. Per iniziare
abbiamo provato degli ottimi polipetti al tegame con ceci, una discreta
pepata di cozze e l’antipastu di sustanza, un vero e proprio
tour gastronomico dell’Isola. Passando ai primi, buone le mezze
maniche al pistacchio di Bronte, ottimi i raviola a Catanisa,
ripieni di ricotta e aromatizzati delicatamente all’arancia ed eccellenti
i tagghiarini cu pisci spata, menta e melanzane. Spazio ai secondi
con i calamari chini, succulenti involtini grigliati, il trancio
di spada al salmoriglio, insolitamente tenero per il tipo di polpa, e
l’imperdibile baccalà alla messinese. Neanche a dirvi dei
dolci… Cannoli e cassata da standing ovation e buono pure il gelato
al pistacchio di Bronte. Cantina ben fornita…ovviamente con solo
etichette siciliane. Dopo una tale immersione, se uscendo dal locale vedrete
i fumi dell’Etna, non preoccupatevi, è successo anche a noi!
De gustibus non disputandum est. Ok, ma chi vi scrive quando va in un posto che si chiama Losteriacarina sinceramente si aspetta un ambiente di tutt’altro tipo. Due le sale, arredate in modo discutibile con sedie "da pizzeria" modello tonet e specchi intorno alle colonne che fanno da contrasto con le travi in legno. Con la bella stagione è possibile mangiare all’aperto in un cortiletto protetto dalla strada adiacente da delle mura. In occasione della nostra visita, Milan-Roma (semifinale di andata di Coppa Italia) teneva banco nel televisore acceso; sarà stato forse per questo che il servizio, cortese e di stampo famigliare, è risultato a tratti assente. In ogni caso, quando valutiamo una trattoria, non ci formalizziamo troppo sugli aspetti suddetti, ma ricerchiamo una cucina tradizionale, semplice e ben eseguita. Purtroppo anche in questo siamo rimasti delusi dal livello delle preparazioni che alcuni anni fa ricordavamo meglio eseguite. Scontatissimo e "ordinario" l’antipasto all’italiana composto da affettati e una mozzarellina, meglio le verdure al buffet anche se la temperatura di servizio era la stessa che c’era in quel momento a San Siro… Indecorosi, non trovo altro aggettivo per descrivere gli spaghetti alla carbonara: pasta troppo sottile e scotta e uovo a mo’ di frittata! Di livello opposto le fettuccine al ragù, ben eseguite, e nel mezzo delle fettuccine ai porcini con troppo aglio e delle penne all’arrabbiata dal sugo eccessivamente lento. Niente di che neanche con i secondi. L’arrosto di vitello era discreto ma con gli odori troppo freschi in evidenza, mentre sia le scaloppine al limone che i saltimbocca alla romana erano troppo cotti. Non male, in chiusura, il creme caramel fatto in casa, decisamente meglio del profiterole di produzione industriale. Insomma, a parte i prezzi sicuramente onesti, quella vissuta è stata un’esperienza totalmente deludente…neanche a dire di berci sopra, visto che erano solamente tre le etichette disponibili!
Sugo di pomodoro Ingredienti per 4 persone: 500 gr di pomodori perini maturi, 2 spicchi d'aglio, 5 foglie di basilico, mezzo cucchiaino di zucchero, olio extravergine di oliva, sale Preparazione: Portate ad ebollizione una casseruola d'acqua. Nel frattempo, pulite i pomodori, eliminate il picciolo e incidete la pelle tagliandola a croce. Scottate i pomodori per 4-5 secondi nell'acqua bollente. Poi, toglieteli e immergeteli in una terrina riempita con dell'acqua fredda. Pelate i pomodori, tagliateli a metà e svuotateli dai semi e dalla polpa interna. Infine, tagliateli a filetti larghi. Pelate e schiacciate gli spicchi d'aglio e metterli in una casseruola capiente d'alluminio con l'olio d'oliva. Accendete il fuoco e fate rosolare gli spicchi: quando iniziano a dorare, eliminateli e versate nella casseruola i pomodori a filetti. Salate leggermente, fate cuocere per circa 15 minuti, aggiungete lo zucchero e, dopo 2 minuti di cottura, speqnete il fuoco. Tagliate il basilico a striscioline e unitelo al sugo. Questa ricetta è tratta da Chef 3.5, un programma Tekworks che contiene oltre 24.500 ricette, scaricabile gratuitamente dal nostro sito all'indirizzo www.romanelpiatto.it/chef.asp. Scaricalo subito, approfittane!!!
Ventennale Città del Vino (tutta Italia - 10/11 febbraio 2007) Ieri, nella splendida cornice del Campidoglio, si è svolta la cerimonia per celebrare i 20 anni dalla nascita di Città del Vino, un'associazione che conta ormai oltre 560 soci fra Comuni, Province, Parchi e Comunità Montane a vocazione vitivinicola, che ha come fine la valorizzazione della vitivinicoltura italiana di qualità. Proprio in occasione del ventennale, in questo fine settimana in molte regioni ci saranno eventi enogastronomici creati ad hoc. Per la lista
completa degli eventi, cliccate
qui. Le informazioni sono tratte dal sito ufficiale delle Città
del Vino. |
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