E sono 60!

Mi riferisco ovviamente al numero delle nostre newsletter pubblicate fino ad oggi, tutte consultabili nell'archivio.

Vi parleremo di una buona trattoria in zona Appia e di una cocente delusione, non tanto per la cucina ma per tutto il resto, vissuta in un ristorante in zona Salario in cui abbiamo trovato riassunte diverse pecche di un certo tipo di ristorazione romana...

Da CHEF abbiamo poi tratto la ricetta per preparare il filetto di manzo al Barbaresco, mentre come evento, vi segnaliamo un bel congresso che inizierà domenica a Milano volto alla valorizzazione della cucina italiana.

Ora vi lascio alla lettura, dandovi appuntamento per venerdì 9 febbraio.

Buon fine settimana!

Venerdì 26.gen.2007

 

Se siete alla ricerca di un ristorante tradizionale, dove poter mangiare piatti tipici della cucina romana, allora una visita al ristorante Roberto e Loretta…quelli di Via Gabi per intenderci, è necessaria. L’ambiente è spazioso e ben curato nei dettagli; il servizio, informale e familiare, è attento e scrupoloso nonostante la giovane età dei camerieri. La lista dei vini comprende una buona scelta di etichette ed è discretamente strutturata, offrendo oltre a qualche bottiglia in formato 375 ml anche alcuni vini alla mescita. Peccato, dunque, in questo contesto estremamente positivo, dover segnalare ciò che proprio ci è dispiaciuto: i prezzi esposti all'esterno del locale erano quasi tutti di un euro inferiori rispetto al menù consegnatoci al tavolo. Ma passiamo alla cena vera e propria. Buona la partenza con la bruschetta con bresaola e indivia, addolcita dal sapore dell’uvetta e dei pinoli. Ottimi entrambi i primi piatti: lo sformato di anellini con melanzane e olive era ricco di condimento e ben eseguito, la cacio e pepe era bella cremosa e ben speziata. Se le generose porzioni avranno lasciato ancora uno spazio per i secondi, vi consigliamo il maialino con patate (la carne era saporita e succulenta mentre le patate un po' asciutte). Come dessert, la deliziosa torta al cioccolato e le meringhe alla panna semplicemente favolose.

Mangiare fuori, per il sottoscritto, è un lavoro così come scriverne successivamente il resoconto. “Bel lavoro”, direte voi, ed in effetti lo è; ma come tutti i lavori alla fine ha un aspetto routinario e quando ci si trova a scrivere la recensione su un ristorante qualche volta, come è legittimo che sia, subentra un po’ di noia. Per fortuna, però, ci sono dei ristoratori che ti riaccendono come per magia la passione per la scrittura… Alcuni lo fanno in positivo facendoti vivere un’esperienza unica che non vedi l’ora di raccontare, altri invece in negativo, dove per il trattamento ricevuto sei contento di poter narrare al Mondo quello che ti è successo. Nel caso del ristorante in questione, la prima bozza di recensione, successivamente smussata il giorno dopo a mente fredda..., l’ho scritta alle 3 e 30 del mattino, appena rientrato in casa! Ma veniamo ai fatti. Entriamo nel locale ricavato in un seminterrato di un bel palazzo del quartiere Salario e rimaniamo colpiti in positivo dall’ambiente accogliente, informale e caldo, da vera hostaria, come si definiscono loro; certo, la sala fumatori separata dall’altra solo da un archetto senza porta fa pensare, ma non siamo pignoli, ci siamo detti. "Volete ordinare?" ci chiede una graziosa e simpatica cameriera, "in realtà vorremmo il menù" facciamo noi. "Il menù è la mia voce, qui è tradizione così". Inizia così un'esperienza che se per quanto riguarda la cucina possiamo definirla sufficiente, per altri aspetti è stata, ad essere buoni, imbarazzante... Premesso che all’ingresso non c’è un menù affisso, questo comportamento ci ha costretto ad ordinare senza conoscere ex ante i prezzi. In una trattoria dove alla fine spendo 25 euro lo posso anche accettare, ma in un posto dove mi ritroverò nel conto un filetto al barolo a 19 euro, proprio no. Stesso discorso per il vino… In un ristorante con questo nome ci saremmo aspettati una lista ricca, mentre le etichette, ovviamente elencate a voce…, erano solamente 3. Ce ne viene proposta una che solo in seguito a nostra esplicita richiesta veniamo a sapere che costa 35 euro, ne scegliamo un’altra da 17, comunque ricaricata eccessivamente rispetto ai prezzi in enoteca. Venendo alla cena, se isolassimo la cucina da tutto il resto, il semaforo sarebbe stato giallo. Siamo infatti partiti con un buon fritto vegetale (asciutto e croccante) e una convincente mozzarella di bufala. Per proseguire dei discreti rigatoni alla carbonara, giustamente cremosi ma con il guanciale tagliato troppo sottile, e dei tonnarelli cacio e pepe mantecati con olio (…) e nonostante questo un po’ secchi. Sempre nell’area della sufficienza il petto di pollo all’aceto balsamico, mentre il filetto al barolo, quello da 19 euro..., era disastroso e non per la qualità della carne; la sensazione che abbiamo avuto è che la salsa fosse già pronta e non ottenuta tramite riduzione del vino. Il risultato? Un piatto sciapo e spiccatamente acido. In chiusura una dimenticabile crema al mascarpone. Finita qui? Neanche per sogno. Ci portano il conto (102 euro in due scontati a 100: grazie) e andiamo per pagare con la carta di credito. "C'è scritto all'entrata che non le accettiamo e nemmeno il bancomat" ci è stato detto (tralasciando i commenti ad alta voce fatti dal proprietario con la cameriera “Mica te pago co’ a carta de credito!”)… In realtà non era proprio così, visto che la scritta, abbiamo verificato dopo, era riportata nell’altra sala su una lavagna che entrando non abbiamo notato. Sarebbe stato più semplice scriverlo nella porta, ma evidentemente l’input aziendale è quello di far entrare il cliente ed “allietarlo” con mille sorprese… Stupidi noi a pretendere di sapere prima i prezzi e i metodi di pagamento! Le situazioni già note sono noiose…e siccome venendo da Bucavino ormai sappiamo quello che ci aspetta, difficilmente ci rimetteremo piede...

 

Filetto di manzo al Barbaresco

Ingredienti per 6 persone:

900 gr di filetto di manzo in fette da 150 gr, 120 gr di sedano, 1 cipolla bianca, 150 gr di funghi champignon, 6 bacche di ginepro, 1 mazzetto di prezzemolo, 1 bottiglia di Barbaresco, 1/2 dado per brodo, 1/2 cucchiaio di farina, 150 gr di pancetta affumicata tagliata a dadini, 3 cucchiai di burro, 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva, pepe

Preparazione:

Pulite il sedano, le carote, la cipolla e tagliate queste verdure a bastoncini, il più possibile dello stesso spessore. Pulite, lavate e asciugate i funghi, tagliateli a fettine e teneteli da parte. In una padella larga fate imbiondire un cucchiaio di burro con uno di olio, unite i filetti di manzo leggermente infarinati, salateli e pepateli, da entrambi i lati. Lasciateli cuocere per circa 5-6 minuti, a seconda che si preferiscano più o meno cotti. Levate la carne dal fuoco, mettetela in un piatto e tenetela in caldo. Nella stessa padella, e relativo sugo, mettete la pancetta, le verdure a bastoncini, le bacche di ginepro e cuocete per un paio di minuti a fuoco medio. Aggiungete a questo punto il vino rosso e, a fuoco piuttosto allegro, fatelo in parte evaporare. Quando la salsa comincerà a diventare lucida e amalgamata unite il mezzo dado, facendo però attenzione a non salarla troppo. A questo punto, aggiungete una piccola cucchiaiata di burro, muovendo la padella in senso rotatorio, in modo da scioglierlo uniformemente, senza lasciarlo soffriggere. Disponete i filetti su un piatto da portata caldo, versatevi sopra la salsa di vino e verdure quindi spolverate tutto di prezzemolo tritato. Servite accompagnando con polenta o purè di patate. Gustate questo piatto con una bottiglia dello stesso vino usato per preparare il filetto.

Questa ricetta è tratta da Chef 3.5, un programma Tekworks che contiene oltre 24.500 ricette, scaricabile gratuitamente dal nostro sito all'indirizzo www.romanelpiatto.it/chef.asp. Scaricalo subito, approfittane!!!

 

Identità Golose (Milano - dal 28 al 31 gennaio 2007)

Inizia domenica la terza edizione di Identità Golose, manifestazione ideata e organizzata da Paolo Marchi, che quest'anno conta ben 56 relatori (il primo anno erano 18). Si tratta di un congresso in cui gli chef più noti della nostra Penisola, e non solo, terranno delle conferenze/lezioni con il fine dichiarato di valorizzare la Cucina Italiana. Sede dell'evento è Palazzo Mezzanotte, in Piazza Affari, 6.

Per i dettagli, vi consiglio come sempre, anzi questa volta in modo particolare visto che è fatto molto bene, di visitare il sito della manifestazione, cliccando qui

 

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