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Continua a piacerci sempre di più questo ristorante a pochi passi dalla suggestiva Campo de’ Fiori. Ci piace per la corposa e attenta proposta vinosa, ci piace per la cura “maniacale” dei dettagli e ci piace soprattutto per la cucina, creativa ma non troppo e sempre attenta alla qualità delle materie prime. E’ difficile passare davanti alla vetrina dei formaggi (italiani e non, rari e meno rari) e non fermarsi a guardarli e…poi a gustarli. La calda accoglienza dell’ambiente (arredato e illuminato in modo soft), ben si coniuga con la gentilezza nel servizio, rispettoso anche del galateo diversificando il menù per il gentil sesso (dove non compaiono i prezzi). Il nettare di Bacco occupa quasi tutta la scena, con una lista dei vini a dir poco enciclopedica: un’infinità di etichette da tutto il mondo, forse (ad essere fiscali) il volume può essere poco user-friendly. Ricarichi in linea con la categoria del locale, vasta la mescita di distillati e vini da meditazione. Un tris di ottimi antipasti ha aperto le danze: polenta alla brace con lardo della Garfagnana e friggitelli, millefoglie di patate al guanciale di Norcia e crocchette di orata al cedro. Gustosi i rigatoni con taleggio, peperoncini dolci, capperi e acciughe; notevole la spalla di agnello al pecorino di Predappio e, per dessert, deliziosa la marchesa al cioccolato con crema inglese alla menta romana e gelato di cioccolato al Demerara. Conto un po’ salato, ma ottimo indirizzo da provare almeno per un’occasione speciale.
Siamo tornati con un certo entusiasmo a provare questo ristorante situato a Monteverde, in piena zona commerciale; entusiasmo dovuto non tanto ad una cucina che ci ricordavamo discreta e nulla più, ma ad un ambiente che ci è sempre piaciuto, caratterizzato da muri in mattoncini e impianti di aerazione a vista che ricordano un certo tipo di arredo post-industriale, e da piccoli faretti puntati sui tavoli. Insomma ci sembra riuscito il tentativo di creare un po’ di intimità in un contesto caratterizzato da “open space”. Ma non siamo architetti, bensì recensori…e allora come non notare un servizio sì cortese, ma che poi ci costringe a 45 minuti di attesa per il conto o che ci propina la solita focaccia che poi ti ritrovi regolarmente ad incidere per 2,50 euro sul conto? Eppoi la cucina, in peggioramento rispetto alle ultime visite… C’è il detto “chi non fa, non sbaglia!” e qui è particolarmente vero: un menù molto vasto che spazia dal pesce alla carne per arrivare alla pizzeria. Risultato? Diversi piatti sbilanciati. Siamo partiti con un discreto cocktail di gamberi, delle buone alici marinate e dei gustosi moscardini di paranza fritti (forse un po’ troppo a lungo). Proseguiamo con dei buoni gli scialatielli con vongole veraci e broccoli, e dei ravioli di pesce spada al ragù di mare alla lunga stucchevoli per un eccesso di panna. Alti e bassi anche con i secondi: l’orata alla siciliana, cotta con pomodorini capperi e olive, era sovrastata dall’acidità della salsa di pomodoro, molto meglio uno dei piatti del giorno, la ricciola al forno con patate tagliate sottili e belle croccanti. Dolce, si fa per dire, conclusione affidata ad un’anonima sbriciolata di millefoglie con crema chantilly e cioccolato e ad un indimenticabile…tiramisù in coppa, poco consistente (alla fine quasi liquido). Da plauso, invece, la presenza di diverse mezze bottiglie nella fornita carta dei vini, contraddistinta da ricarichi equi. Che dire di più? Il contesto ci piace, ma a nostro avviso diverse cose devono essere registrate per potervi parlare di un buon ristorante.
Coniglio alla birra Ingredienti per 4 persone: 1 coniglio di 1.000 gr, 2 cipolle, 50 cl di birra, 1 bicchiere di panna liquida, 4 cucchiai di olio extravergine di oliva, crostoni di pane casareccio, 30 gr di margarina, sale, pepe, un pizzico di paprica Preparazione: Mettete olio e margarina in un tegame di coccio; quando saranno caldi buttateci le cipolle tagliate: queste devono stufare lentamente e a lungo senza imbiondire; non appena sono disfatte aggiungete il coniglio pulito, lavato e fatto a pezzi. Lasciate che prenda un bel colore dorato da tutte le parti, salate e pepate e, secondo i gusti, metteteci un pizzico di paprica. Versate la birra fino a completa copertura del coniglio. Coprite il tegame e lasciate cuocere un'ora a fuoco bassissimo. Levate quindi il coniglio e mettetelo in caldo. Allungate il sugo di cottura con la panna, rigirate con il cucchiaio finchè la salsa non sarà legata, versatela quindi sul coniglio che avrete posto in un piatto di portata fondo e ben caldo, quindi servitelo con crostoni di pane casereccio passati al forno. Questa ricetta è tratta da Chef 3.5, un programma Tekworks che contiene oltre 24.500 ricette, scaricabile gratuitamente dal nostro sito all'indirizzo www.romanelpiatto.it/chef.asp. Scaricalo subito, approfittane!!!
SuperWhites (Roma - 13 e 14 gennaio 2007) Torna anche quest'anno a Roma (è il settimo) la bella manifestazione organizzata da Slow Food in collaborazione con i produttori friuliani volta a far conoscere ed apprezzare l'ottima produzione di bianchi della regione. Sempre uguale la formula. Sabato 13, degustazioni gratuite dalle 17.00 alle 20.00 in 20 enoteche (16 nella Capitale, 4 in altre città del Lazio), Domenica 14 gran chiusura all'Hotel Hilton Cavalieri in Via Cadlolo, 101, dove dalle 15.00 alle 19.30 si potranno degustare i prodotti di tutte le aziende che partecipano all'iniziativa (ben 70) pagando un ticket di ingresso di 15 euro (12 per i soci Sloow Food). Per conoscere
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