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Ponte Milvio è ormai da anni uno dei simboli della movida modaiola romana; macchinoni parcheggiati sui marciapiedi e una fiumana di persone che si riversa nei tantissimi locali trendy della zona. A 100 metri da questo contesto chiassoso, è nato da circa un anno un ristorantino niente male. E dire che vedendo il nome sospettavamo di trovare il classico indirizzo che sfrutta il ritorno alla tradizione, snaturandone poi in cucina i tratti peculiari. Invece no, il cuoco sa il fatto suo in fatto di piatti romani e se proprio gli si deve fare una critica è quella di eccedere, a volte, nei condimenti, altro che cucina light! Tornando al locale, molto accogliente l’ambiente, soprattutto nella saletta al livello inferiore dove si ha la sensazione di stare in una casa; non male neanche la veranda chiusa disposta su più livelli che seguono la discesa che conduce all’ingresso. Ci è piaciuto molto il servizio affidato in parte alla proprietà e in parte ad una cameriera gentilissima (...e carina): premuroso, giustamente professionale ed estremamente cortese. La valorizzazione della tradizione laziale prosegue anche in cantina con una lista dei vini che contiene solamente etichette regionali ricaricate il giusto; andrebbe solamente estesa un pochino… Ma veniamo all’esperienza “sul campo”. L'offerta è limitata a pochi piatti (1 antipasto, 4 primi, 4-5 secondi e qualche dolce), ma viste le dimensioni della cucina questa ci sembra l'unica strada per perseguire la qualità. Siamo partiti con l'antipasto del giorno composto da polenta fritta e scaglie di pecorino (un po' secco l'insieme), 2 tipi di buon salame, un'ottima mozzarella di bufala servita (colpevolmente) con un olio strepitoso, e delle olive verdi piccanti. Solamente discreti i tonnarelli cacio e pepe (con tutta probabilità per l'aggiunta di olio nella mantecatura), notevolissime le mezze maniche all'amatriciana preparate con un guanciale saporitissimo e croccante (tagliato solamente un po' sottile), leggermente "gommosi" gli gnocchi al sugo di coda (eccellente). Fra i secondi, ottimo il polpettone, buono il petto di vitella alla fornara (un po' troppo grasso). Chiusura affidata ad un discreto tiramisù (troppo dolce) e ad una gustosissima panna cotta con caramello e crema di marroni. Ultima considerazione sui prezzi, che ci paiono corretti in relazione a quanto offerto.
Ecco un felice esempio di come il feedback dei lettori aiuti a tenere sotto controllo la costanza "di rendimento" di un ristorante. Dopo l'uscita di questa edizione della guida, alcuni lettori ci hanno scritto raccontandoci di aver vissuto un'esperienza decisamente al di sotto di quelle che erano le aspettative suscitate dalla nostra recensione. Decidiamo dunque di verificare immediatamente, cogliendo come occasione l’incontro con un lettore “affezionato” e competente che tanti consigli ci ha dato. Per una volta partiamo dalle conclusioni: i lettori avevano ragione, il calo è stato netto e ora Doc si attesta appena sopra la sufficienza. L'ambiente è rimasto immutato, accogliente nonostante l'ubicazione al piano seminterrato, grazie al piacevole effetto delle bottiglie esposte e alla bella illuminazione. Dato lo spirito del locale, passino le tovagliette in carta, ma i tovaglioli no, li vorremmo di stoffa. Difficile invece definire il servizio; la cortesia non manca di certo, ma la cameriera che ci ha servito ha dato la netta sensazione che certe consuetudini le avesse apprese in fretta e furia, non avendole ancora ben metabolizzate… In ogni caso, questi sono dettagli, il problema reale lo abbiamo trovato in cucina. Diversi i piatti sbagliati, che non possono essere il frutto di una serata no: l’impressione che abbiamo avuto è che sia cambiato qualcosa in cucina, tale è stata la differenza di livello riscontrata rispetto all’ultima visita! Entrando nel dettaglio, siamo partiti con degli involtini di pasta fillo ripieni di broccoli e gamberi, abbastanza buoni, ma stavolta con la predominanza del broccolo sul sapore delicato dei crostacei e con delle polpettine di borlotti servite con una salsa fresca di zucchine, dalla consistenza dura e dal sapore poco definito. Troppo morbidi gli gnocchi di ricotta con ortica e Castelmagno, con quest'ultimo messo sopra come se fosse formaggio grattugiato ad inaridire il piatto, tonnarelli cacio e pepe colpevolmente realizzati con l'aggiunta di olio e una zuppa di pesce leggermente sapida e presentata con una quantità smodata di brodetto, tanto da rendere difficile l’individuazione dei frutti di mare. Sempre gustoso il filetto di maiale agli agrumi accompagnato da cipollotti stufati, tenero il filetto di manzo con asparagi, ma presentato con la composta di senape e cipolle rosse (fredda) sulla carne calda, sotto tono, questa volta, il cartoccio di pescatrice con fiori di zucca e frutti di mare. Discreto il semifreddo al torroncino, allappante il millefoglie (scomposto) alle pere. Insomma ci sembra che il semaforo giallo ci stia tutto, in attesa di tempi (si spera) migliori…
Piccioni farciti Ingredienti per 4 persone: 2 piccioni, 50 gr di prosciutto cotto, 50 gr di prosciutto crudo, mollica di pane, 50 gr di burro, prezzemolo, 1 costa di sedano, 1 foglia di salvia, 1 bicchiere di brodo, 1 bicchiere di vino bianco secco, sale e pepe Preparazione: Pulite i piccioni e mettete da parte i fegatini. Tritate il prosciutto cotto e quello crudo, il prezzemolo e i fegatini, unite la mollica di pane bagnata e strizzata. Mescolate, salate, pepate e farcite i piccioni. In un tegame scaldate il burro, insaporitevi una costa di sedano e una foglia di salvia poi rosolatevi i piccioni. Bagnateli con un bicchiere di brodo e un bicchiere di vino bianco. Cuocete coperto, a fuoco basso, per un'ora. Questa ricetta è tratta da Chef 3.5, un programma Tekworks che contiene oltre 24.500 ricette, scaricabile gratuitamente dal nostro sito all'indirizzo www.romanelpiatto.it/chef.asp. Scaricalo subito, approfittane!!!
Arti&Mestieri Expo (Roma - fino al 17 dicembre 2006) Terminerà domenica Arti&Mestieri Expo, la manifestazione organizzata dalla Fiera di Roma con il patrocinio di Regione Lazio, Comune di Roma, Unioncamere Lazio e Camera di Commercio di Roma, iniziata il 7 dicembre nella cornice della Nuova Fiera di Roma. Diverse le categorie merceologiche rappresentate, dall'abbigliamento all'arredamento, passando per l'oggettistica da regalo ed arrivare al settore che più ci interessa, l'enogastronomia: vini, salumi, formaggi e altri prodotti, anche biologici. Da segnalare la sezione curata dall'Associazione Degustatori Birra: saranno presentati una selezione di birrifici italiani ed esteri e realizzati eventi di degustazione con dimostrazione del processo di produzione. Per maggiori
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